Le Meteore: la Grecia sospesa tra cielo e terra

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Ci sono viaggi che sono vere e proprie scoperte metafisiche. Luoghi affascinanti, che vanno oltre l’immaginazione, e che non si credeva potessero esistere nella realtà. A volte sono solo dietro l’angolo, e non c’è bisogno di diventare Indiana Jones per andarci. E’ il caso di Meteora, meglio conosciuta dal mondo al plurale (Meteore), in Grecia.

Siamo nel nord della Grecia, nella pianura della Tessaglia, nei pressi della cittadina di Kalambaka. Luoghi simbolo della chiesa ortodossa, e della sete di pace e solitudine che è in ognuno di noi, le Meteore, stanno diventando (purtroppo?) meta turistica, e sono ormai patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Mi è bastato prendere un volo per Salonicco, dove scopri una Grecia vissuta dai veri greci che strizza l’occhio al proprio lato mediorientale. Ho noleggiato una macchina, firmando il contratto sul cofano direttamente all’uscita dell’areoporto. Quindi ho guidato per circa due ore attraverso la Tessaglia. Quando sono arrivato sono rimasto “sospeso” anche io per un po’…

Il paese che non ti aspetti

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Meteora significa appunto “sospeso in aria” e si caratterizza per la presenza di queste magiche torri naturali di roccia (falesie di arenaria), che sfidano le logiche geologiche e geofisiche. La morfologia dipende dall’erosione dell’arenaria. Modellati dall’acqua e dal vento, i giganti di pietra sembrano viventi. Ti senti quasi osservato. Una piccola Guilin, per chi conosce la Cina meridionale, un piccolo Tibet, se vogliamo osare ancora più in alto. Perché la vera attrattiva su tale palcoscenico soprannaturale sono i monasteri (e quindi le meteore) che sono incastonati sulle cime.

Costruiti con follia ed ingegno sopra le pareti a picco, fanno venire le vertigini solo a guardarli da lontano. Dei 24 monasteri originari, oggi sono funzionanti e visitabili solo sei: Agios Stefanos, Agia Triada, Gran Meteora, Varlaam, Roussanou e Agios Nikolaos, oltre un settimo disabitato; degli altri, per lo più distrutti, si conservano le rovine.

Una costellazione di Meteore d’intensa spiritualità

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Per secoli i monasteri erano raggiungibili esclusivamente con scale a pioli o con sistemi a carrucola. Adesso ci sono le scale in muratura o scavate nella roccia. Le salite sono impegnative ma non più impossibili, e l’aumento del turismo di massa (tantissimi pullman) sta invadendo di caos questi angoli “eremitici”. In quasi tutti c’è una stanza per lo “shopping” di souvenir. Che sono soprattutto immagini sacre, le icone.

L’ingresso ai monasteri è a pagamento solo per cittadini non greci (2,00 € nel 2012). Per le donne sono a disposizione dei teli da indossare per coprire le gambe scoperte o i pantaloni (anch’essi non accettati dai monaci). Per la particolare conformazione rocciosa Meteora è anche una meta famosa per gli scalatori provenienti da tutto il mondo.

Nonostante l’ingombrante business turistico che gira intorno alla zona, è possibile respirare un clima d’intensa spiritualità, con la tendenza ad isolarsi per rimirare in silenzio la profondità quasi minacciosa della Natura. Ti fermi sul ciglio della strada, trovi la tua roccia preferita e resti a guardare. Per ore.

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Testo e foto © By RondoneR

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