L’Arte per riscoprire una Terra: Irpinia Madre Contemporanea

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Torna l’autunno. E per fortuna tornano anche il calore e i colori del Festival Culturale Irpinia Madre Contemporanea.

Un festival, alla seconda edizione, di valorizzazione artistica, storica e turistica di uno dei territori più suggestivi della Campania.

Contribuire alla comunicazione di un immaginario conforme alle riconosciute potenzialità della terra irpina con un programma integrato di rilevanti appuntamenti che avranno il compito di evidenziare il valore contemporaneo delle molteplici risorse storiche, artistiche, architettoniche, ma anche ambientali, naturali e paesaggistiche che caratterizzano l’Irpinia, in provincia di Avellino.

Imponente la galleria degli ospiti: Eva Cantarella, Pierluigi Battista, Marco Berrini, Nunzio Di Stefano, Marcello Sorgi, Alessandro Rossellini, Mauro Felicori, Maurizio De Giovanni, Simon Gerald Place, Franco Roberti. Tra gli attori, Lina Sastri e Peppe Barra che, con l’originale accompagnamento musicale del Notturno Concertante, daranno vita a emozionanti storytelling, pensati per la valorizzazione di alcune fra le più belle e interessanti tradizioni culturali dell’Irpinia.

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La kermesse

L’edizione 2016 riparte duqnue con la grande polifonia gesualdiana diretta dall’illustre Maestro Marco Berrini e con l’alta formazione musicale, in collaborazione con la scuola londinese diretta da Simon Gerald Place.

Irpinia Madre Contemporanea prende ufficialmente avvio con il patrocinio del Mibact, della Regione Campania e il matronato del Madre, il Museo di arte contemporanea Donnaregina di Napoli.

Il 1° ottobre si è aperto a Gesualdo il Festival con Un viaggio attuale attraverso i miti dell’antica Grecia. Protagonista la storica dell’antichità e dei diritti antichi Eva Cantarella. Il prossimo evento sarà Mio padre era fascista: incontro con Pierluigi Battista il 22 ottobre 2016 a Guardia dei Lombardi: un’occasione per parlare dell’ultima fatica letteraria del giornalista scrittore.

15 appuntamenti organizzati in alcune caratteristiche località dell’Irpinia, dotate di un enorme potenziale turistico e storico. Oltre a quelle appena citate, Teora, sede di una Pinacoteca di arti contemporanee; Torella dei Lombardi, il paese di Sergio Leone, con il suo Castello Ruspoli, Quaglietta, Altavilla Irpina, Nusco, Cairano. A partire da questi comuni, gli itinerari turistici coinvolgeranno alcuni dei luoghi più significativi del territorio irpino.

Ecco il programma completo

Il calendario di appuntamenti (ottobre 2016 – gennaio 2017)

  • Un viaggio attuale attraverso i miti dell’antica Grecia: incontro con Eva Cantarella (1 ottobre 2016 Palazzo Pisapia, Gesualdo)
  • Mio padre era fascista: incontro con Pierluigi Battista (22 ottobre 2016 Chiesa Madre, Guardia dei Lombardi): un’occasione per parlare della sua ultima fatica letteraria, indagando il rapporto del padre con le ideologie fasciste, in completa contrapposizione con il territorio irpino, non particolarmente favorevole a tale concezione politica.
  • L’inarrestabile fortuna del vino Aglianico, incontro con Gaetano Cappelli (28 ottobre 2016 Camera di Commercio, Avellino): un romanzo coinvolgente con una trama intrigante, in cui il nettare degli dei diventa il simbolo di una felicità anelata e inseguita.
  • Concerto diretto da Marco Berrini – Vocalia ConsortLa polifonia di Carlo Gesualdo nella reinvenzione di Marco Berrini (29 ottobre 2016 Chiesa SS. Rosario, Gesualdo): la musica gesualdiana è patrimonio imprescindibile della cultura musicale occidentale, che continua a esercitare un’enorme influenza sulla musica contemporanea. Marco Berrini, tra i massimi esperti della polifonia internazionale, si conferma punto di riferimento per l’insegnamento e l’esecuzione della musica antica. L’evento concertistico, a cavallo tra produzione sacra e madrigalista, coincide con il 450° anno della nascita di Carlo Gesualdo.
  • Mostra internazionale dell’artista Nunzio (Opere scelte) con evento inaugurale (12 novembre 2016 – 30 gennaio 2017 Pinacoteca di Arte Contemporanea, Teora): Nunzio di Stefano, importante firma del panorama artistico contemporaneo, propone in esclusiva per Irpinia Madre Contemporanea alcuni dei suoi lavori più significativi in un’esposizione internazionale. Una sorta di “viaggio narrato” che indaga sulle possibilità espressive e formali della materia e le sue connessioni con lo spazio e la luce, spesso rilette in chiave metaforica. La mostra sarà inaugurata alla presenza del direttore del museo Madre di Napoli Andrea Viliani.
  • Storytelling: “Il marito di Elena”, Lina Sastri con accompagnamento musicale del Notturno Concertante (20 novembre 2016, Palazzo comitale, Altavilla Irpina): Lina Sastri, tra le più autorevoli presenze del panorama artistico nostrano, legge le pagine del celebre romanzo che Giovanni Verga ambientò ad Altavilla Irpina. L’accompagnamento musicale è affidato alle musiche originali, composte per l’occasione, dal Notturno Concertante, affermata band del rock progressive italiano.
  • Colosseo vendesi. Una storia incredibile ma non troppo: incontro con Marcello Sorgi (26 novembre 2016, Palazzo Comitale, Altavilla Irpina): un libro che affronta un tema surreale, ma in grado di far riflettere sul tema attuale dei beni culturali in Italia.
  • Proiezione del film documentario “La Verde Irpinia” (Regia di Remigio del Grosso, 1951) tratto dall’Archivio storico dell’Istituto Luce (Cinema Nuovo, Lioni, 1 dicembre 2016): un commovente viaggio nell’Irpinia del dopoguerra.
  • Irpinia Madre Contemporanea: mostra fotografica a cura di Alessandro Rossellini (2 dicembre 2016 – 30 gennaio 2017 al Castello Ruspoli,  Torella dei Lombardi): l’Irpinia oggi, terra di arte e cultura, vista attraverso gli scatti fotografici di Rossellini. Lo stesso che ha visitato i paesi interessati dal progetto e ne ha raccontato l’essenza più intima. Non mancano i testimonial d’eccezione, come Mario Martone, Enzo Avitabile, Marie Stravinsky, Birger Riis-Jørgensen e Joseph Knowles, tanto per citarne alcuni.
  • La valorizzazione dei Beni culturali per lo sviluppo turistico – incontro con Mauro Felicori (16 dicembre 2016 Castello Ruspoli, Torella dei Lombardi): l’intervento del Direttore della Reggia di Caserta su un tema di fondamentale importanza, ispiratore dell’intera manifestazione.
  • Serenata senza nome: incontro con Maurizio de Giovanni (17 dicembre 2016 Centro storico, Cairano) il giallista napoletano ha vinto diversi premi prestigiosi e ha scelto il festival per parlare del suo ultimo lavoro, creando un ponte con i temi dell’emigrazione e delle serenate o canti d’amore, tra le più affascinanti tradizioni irpine.
  • La Musica Internazionale nella direzione artistica di Simon Gerald Place – O dolorosa gioia/ Sweet, stay awhile (7 gennaio 2017, Centro Storico di Calabritto): direttore del Gesualdo Consort of London, riconosciuto in Europa tra i più importanti interpreti della polifonia vocale antica, Simon Gerald Place presenterà in anteprima mondiale un concerto in cui l’opera del principe madrigalista Carlo Gesualdo sarà affiancata dall’esecuzione di testi musicali di autori coevi e non (da Scipione Stella a Giuseppe Verdi).
  • Notte dei Falò (14-15 gennaio 2017 Centro Storico, Nusco): una tradizione etnica e contadina, rivisitata in chiave moderna in memoria del passato locale. Un appuntamento annuale che rafforza lo spirito di appartenenza della comunità e contemporaneamente si apre al turismo con laboratori enogastronomici, artigianali e musicali.
  • Il contrario della paura: incontro con Franco Roberti (21 gennaio 2017 Palazzo Vescovile, Nusco): il Procuratore Nazionale antimafia terrà una lezione su come combattere quel sentimento che blocca e fomenta il razzismo, la xenofobia e la connivenza.
  • Storytelling: “Sud e magia”, l’interpretazione di Peppe Barra e l’accompagnamento musicale del Notturno Concertante (28 gennaio 2017 Teora)

In occasione degli storytelling saranno organizzate delle visite guidate con navette in partenza da Napoli, in compagnia di testimonial d’eccezione che riveleranno le curiosità del tour.

 

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Il Canada non è più lontano con Air Transat

Al via il nuovo volo Roma Vancouver: Air Transat lancia la nuova rotta dal 18 giugno

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Il Canada esercita da sempre un grande fascino, soprattutto per il sottoscritto, forse anche perché sembra da sempre “molto lontano” motivo per cui rimaneva un viaggio da fare preparando con cura lo spostamento (con tutta la famiglia).

Ora però la distanza si accorcia notevolmente. Grazie ai voli diretti sempre più numerosi operati da Air Transat. La compagnia aerea canadese, rappresentata in Italia da Rephouse.

Da pochi giorni Air Transat ha lanciato il volo, in esclusiva per l’Italia, no-Stop, Roma-Vancouver*, molto richiesto dalla clientela. Siamo stati alla presentazione in grande stile all’Ara Pacis.

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La rotta consente di raggiungere direttamente l’Ovest del Canada e la costa del Pacifico, opera una volta alla settimana (il sabato) a tariffe particolarmente vantaggiose, che partono da  500 euro A/R, tasse incluse. Il volo è operato con Airbus A330-200 e 300 (333 Economy – 12 Club).

Tiziana Della Serra, Sales & Marketing Director Air Transat Italia ha dichiarato per l’occasione:

Quest’anno abbiamo introdotto, in esclusiva per l’Italia, il volo non-stop Roma – Vancouver, che dal 18 giugno andrà ad aggiungersi all’ampio operativo dei voli diretti per Montréal e Toronto. Il vettore continua ad investire sull’Italia e questo nuovo volo per Vancouver sottolinea l’importanza fondamentale dello scalo dello scalo della Capitale. Anche quest’anno Air Transat conferma ed amplia le rotte e consolida la sua posizione di compagnia aerea viaggi e vacanze di riferimento per il Canada”.

Fausto Palombelli, Executive Vice President Aviation Marketing Development di Aeroporti di Roma ha aggiunto:

“Siamo onorati di essere al fianco di Air Transat in un giorno così importante. L’apertura del  volo diretto per Vancouver porta a 15 le città direttamente servite tra Fiumicino e il Nord America, e la terza in Canada, durante la stagione estiva. Vancouver diventa, inoltre, la seconda destinazione collegata con Fiumicino della West Coast americana, che rappresenta un’importante area di mercato verso la quale auspichiamo un ulteriore sviluppo. 

Come Aeroporti di Roma siamo fortemente impegnati per elevare la qualità dei servizi. Un effort che è stato riconosciuto anche dalle recenti rilevazioni della Airport Council Association, secondo le quali il Leonardo da Vinci è tra i primi scali europei per indice di soddisfazione dei passeggeri; risultato che ci motiva a proseguire sulla direttrice della qualità”.

Air Transat, vincitrice del premio Skytrax 2015 come miglior vettore nord americano per i viaggi vacanze, offre 12 voli da Roma di cui  6 No-Stop alla volta di Toronto, 5 voli No-Stop per Montréal, ai quali si aggiunge la new entry verso Vancouver.

Tra le altre novità della compagnia spicca l’offerta food completamente rinnovata, con il nuovo menu di bordo “Euro Bistro” con una selezione di sei proposte, offerto sui voli Europa-Canada ai passeggeri di Classe Economica.

La compagnia ha anche introdotto tre nuove app e benefit per rendere il viaggio sempre più confortevole, prima della partenza e durante tutto il volo

Per quanto riguarda il bagaglio, Air Transat consente una generosa franchigia per entrambe le classi: 30 kg (1 solo pezzo) per il bagaglio da stiva e 10 kg per il bagaglio a mano per la classe Economica, 40 kg (2 pezzi da 20 kg ciascuno) per la stiva e 15 kg a mano per la classe Club.

*Per prenotare i voli Air Transat, e tutti i servizi offerti dalla compagnia, è possibile rivolgersi a Rephouse GSA, chiamando il numero dedicato 06 59606512 o scrivendo all’indirizzo  airtransat@rephouse.it 

Grazie Roma

Sorgente: Grazie Roma

Hotel Brunelleschi di Firenze: a Natale offerte, nuovi servizi e sorprese

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Un Natale a quattro stelle e un servizio di lusso, adesso così come in tutti i mesi dell’anno. L’Hotel Brunelleschi di Firenze stupisce l’ospite che trova un ambiente elegante ma informale e si sente a casa sua anche lontano dalle quattro pareti domestiche. Una delle ultime proposte, ad esempio, è il servizio Ambassador che garantisce un trattamento Vip altamente personalizzato. Che il cliente sia in giro per lavoro o per vacanza, l’esperienza sarà comunque degna di nota sia prima, che durante che dopo il soggiorno. Il Suite Ambassador è il Signor Paulus Meershoek che è a disposizione per qualunque esigenza accontentabile, quindi molto più che un maggiordomo.

Perché l’hotel Brunelleschi è tanto speciale

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Tanto per cominciare è considerato tra i migliori del mondo e le recensioni positive su guide e magazine si moltiplicano da anni, così come i riconoscimenti. Di recente è stato ristrutturato per regalargli uno stile classico-contemporaneo, con una predominanza di colori chiari e il grigio della pietra, tra pezzi antichi e mobili su misura. Le Suite sono dieci e tutte con vista, alcune sulla cupola del Brunelleschi e sul campanile di Giotto. Alle finestre sete preziose e una Tower Suite in cima alla torre bizantina della Pagliazza inglobata nell’albergo. Nella camera da letto c’è un letto rotondo di 240 cm e finestre panoramiche. Ancora, la Balcony Suite, ha un terrazzino con vista spettacolare sui tetti di Firenze e sulla magnificenza di Palazzo Vecchio.

Il luogo dove sorge è una piazzetta nel centro storico, su Via de’ Calzaiuoli, a pochi passi dal Duomo, Palazzo della Signoria, Galleria degli Uffizi e dalle vie dello shopping. In più, l’ L’Hotel Brunelleschi ingloba nella facciata una torre circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale.

Le offerte per il Natale

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Non mancano neppure quelle all’Hotel Brunelleschi con un pacchetto esclusivo per trascorrere questi giorni nella città del giglio. Il tutto tra mercatini, degustazioni e sagre tradizionali che adesso abbondano. L’offerta comprende: uno o più pernottamenti nella tipologia di camera prescelta; prima colazione a buffet negli Storici Saloni Stemma e Liberty; Wi-fi gratuito; utilizzo area fitness; ogni giorno, al Tower Bar, una golosissima tazza di cioccolata calda fondente al 71% servita con torta al cioccolato.

Offerta valida fino al 29 Dicembre 2015

L’Offerta “Natale in hotel” comprende: 

Prezzo a partire da euro 289,00 per un pernottamento in Camera doppia Classic Executive.

I ristoranti

Il Ristorante Santa Elisabetta è il ristorante gourmet dell’hotel. In generale, in città. È tra gli indirizzi più interessanti. L’atmosfera è ricercata così come la cucina dello chef. Per quel che riguarda, invece, l’Osteria della Pagliazza  apre tutti i giorni dalle 12.30 alle 22.30. Situata al pianterreno dell’hotel propone un menu sfizioso di piatti dichiaratamente a base di ingredienti del territorio.

Contatti:

Hotel Brunelleschi

Via de’ Calzaiuoli – Piazza Santa Elisabetta 3 – 50122 Florence

Tel. 055/27370 – Fax 055/219653

e-mail info@hotelbrunelleschi.it – Internet www.hotelbrunelleschi.it

 

 

Il viaggio da soli comincia leggendo

Erano mesi che dovevo scrivere questo post. Praticamente dalla data del video. Ho aspettato tanto non solo per gli impegni, ma perché già pensavo a questo Natale e ai regali da fare.

Così mi sembra perfetto raccontare cosa penso (non solo) del libro di Francesca Di Pietro: “Come viaggiare da soli” che sarà presentato di nuovo a Roma il 17 dicembre 2015 nel posto più emblematico ed ideale per tale evento: La Libreria del Viaggiatore di via del Pellegrino. Leggete qui perché se non la conoscete.

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Ero stato alla prima presentazione. Quella fatta un po’ di corsa in mezzo alla scorsa torrida estate da Fandango Libri. In cima al post vi è un piccolo sunto in un mio video racconto con gli interventi determinanti dell’amico giromondista Matteo Pennacchi (di Viaggi Giro del Mondo).

Non potevo mancare. Ho rimediato anche la dedica…

Prima presentazione mondiale di #comeviaggiaredasoli di @francydipi #palatedistima

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Fra tutte le persone che ho conosciuto in viaggio (ovviamente parliamo di quelli di lavoro) Francesca è sicuramente la più affascinante.

Sveglia, colta, bella, intelligente.

Una delle sue ultime avventure è stata la Transiberiana in solitaria. Capite come ci sia della stima. Tanta.

Il suo blog è seguitissimo, dai suoi profili social non si può fare a meno di prendere spunto per qualche discussione, approfondimento, perfino per una sana polemica.

Non a caso ho scelto questo articolo forte, critico, quasi di denuncia, appena dopo averlo visto condiviso per parlare del suo libro, e quindi anche di lei. Cosa che come tutti gli psicologi, detesta particolarmente.

Perché dal libro guida di Francesca ovviamente emerge anche una forma di autoanalisi. Per chi vuole leggere oltre la ricerca dei consigli (utilissimi) per viaggiare in solitudine.

Qui il titolo potrebbe in effetti cambiare. Da “come” a “perché”.

Perché le (ci) piace tanto viaggiare da soli?  

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Ecco qui, inserisco qualche estratto per le mie #paginefuggenti preferite.

“La certezza di assenza di futuro, il vivere giorno per giorno“. E ancora.

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Gran belle pagine. Non c’è che dire. Ebbene, io traduco tutto questo come, voglia di “libertà”. O addirittura “fuga” dal sistema sociale, in cui siamo stati gettati nel bene e nel male.

Da qui la differenza tra viaggiatori e turisti. Di cui spesso parlammo.

Chiaro, non è per forza una negazione o un rifiuto, ma è piuttosto una desiderio di perdersi, e ritrovarsi, e riperdersi. Cambiarsi. Cambiare.

Allora si capisce quanto sia difficile incontrare quella persona che sembra così impossibile da trovare per affrontare insieme una tale necessità.

Il viaggio, facile intuirlo, è vita. E la mia domanda a Francesca rimane perciò sempre questa:

Come si fa a voler viaggiare con gli altri dopo averlo fatto da soli? 

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Se vogliamo il diverso, possiamo accontentarci poi del conflitto che ne uscirà?  Limiteremo la fuga? Il cambiamento?

O meglio ancora: può la donna coraggiosa ed emancipata poi lamentarsi se non le viene riconosciuto un consolatorio stato privilegiato di chi compie il “settle down”?

Ora però stop. Comprate il libro. Regalatelo. E fate le domande direttamente a lei.

Buon Natale

 

 

Estate: ecco le app da scaricare sullo smartphone

Vacanze, mare, relax. Sì, ma mai senza il proprio smartphone. Staccare la spina da tutto e da tutti è impossibile per i più e per questo si moltiplicano le app a tema che possono rendere più semplice e divertente il periodo di ferie. Quali sono le applicazioni più utili, ma anche quelle più originali che non dovrebbero mai mancare sul proprio telefono? Le ha selezionate Showroomprive.it, dove aver effettuato uno studio a dimostrazione del fatto che gli italiani non si disconnettono praticamente mi. Il 97 per cento porta in giro sempre almeno un dispositivo mobile, tanto perché può servire ed, infatti, non riesce ad allontanarsene.

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La scusa è quella di non perdere di vista i familiari mentre in realtà si controllano colleghi di lavoro, amici ed eventuali amanti. Il club di vendite esclusive di moda online, dunque, ha scelto le app migliori del momento.

Packing Pro: serve per fare la valigia in modo facile ed efficace: contiene una lista di più di 800 oggetti utili per il viaggio, alla quale possiamo inserire più suggerimenti. A seconda della destinazione, si possono aggiungere gli articoli che già sono stati messi nella valigia e quali no, catalogare ogni elemento, esportare la lista con Excel o GoogleDocs, condividere le liste via email. La app valuta pure le temperature, il numero di lavaggi che si andranno a fare e i componenti del tour.

Travel Safe: per quest’anno il numero di viaggi prenotati è in crescita del dieci per cento rispetto allo scorso anno. Per chi andrà all’estero con questa applicazione si possono risolvere facilmente tutte le situazioni potenzialmente pericolose. Riunisce, infatti, tutti i numeri utili in caso di emergenza, compresi ambasciate e consolati.

Tripadvisor: lo conoscono tutti e serve per trovare ristoranti, hotel e luoghi di ritrovo, pianificando il proprio giro in anticipo, valutando le opinioni di chi è andato.

FRWW Wi-Fi Finder: chi non può rinunciare alla connessione wi-fi gratuita non può perderla, perché permette di identificare gli accessi disponibili e vicini in più di 145mila location in tutto il mondo.

Touchnote: scaricandola si può fare una foto con il telefono e convertirla in cartolina, scrivendo  testo, aggiungendo indirizzo e inviarla solo con il telefono.

Google Fotos: chi non ha il terrore di perdere tutte le foto di viaggio perché telefono o fotocamera possano perdersi o rompersi? In questo modo le immagini vengono salvate automaticamente nel cloud.

Showroomprive: serve a selezionare e ricevere i vestiti di cui si ha bisogno in meno di 72 ore, scontati del 70 per cento, nel caso la valigia venga persa.

CamDictionary: traduce in tempo reale testi attraverso la fotocamera del telefono.

WorldMate: è l’assistente personale esperto di viaggi in formato App e organizza, in pratica, la partenza.

AirBnB: perfetto per cercare un posto dove dormire.

The new New York

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Il restyling di New York: dal One World Observatory alla ruota panoramica più alta del mondo

Sei mai stato a New York? Sì

Quando l’ultima volta?

Da questa risposta saprai subito che in effetti ci devi tornare, perché non hai idea di quello che ti aspetta.

New York lascia senza fiato ma si sa: al meglio non c’è mai fine. Ecco perché la Grande Mela ha iniziato un processo di restyling che in questi mesi la sta portando a cambiare volto e ad essere ancora più a misura di famiglie, accontentando le esigenze di tutti.

L’ultima novità è il One World Observatory, inaugurato agli ultimi piani della «Freedom Tower», con un panorama superbo a quasi 400 metri da terra, dove tra l’altro saranno pure organizzati dei matrimoni. In cima al One World Trade Center, che ha sostituito le Torri Gemelle dopo la tragedia dell’11 settembre 2001, da Manhattan al resto della città lo spettacolo è garantito.

La città in cima ai sogni dei turisti di tutto il mondo comunque, fino al 2017 avrà moltissime sorprese da svelare a livello di arte, architettura ma anche spettacolo con l’obiettivo non secondario, di moltiplicare gli arrivi. A cominciare dall’Italia, da dove arrivano ben 500mila persone, soprattutto in primavera, estate e nel periodo natalizio.

L’ambasciatrice del progetto è la bella cantante Taylor Swift, testimonial di una serie di news davvero speciali. A cominciare dalle mostre con: Basquiat: The Unknown Nootebooks al Brooklyn Museum, fino al 23 agosto e Fata Morgana al Madison Square Park (Flatiron District) fino al 10 gennaio 2016. Ancora, nel 2016 sarà riaperto il Wildlife Conservation Society’s New York Aquarium con la mostra di inaugurazione ‘Ocean Wonders:! Sharks’.

Da tenere d’occhio poi il Manhattan The Ride l’unico teatro itinerante di New York, con il suo The Tour, un itinerario di 90 minuti che porta i visitatori alla scoperta dei quartieri cittadini più particolari. E per i più piccoli, infine, è stata creata una apposita guida, per farli partecipare attivamente alla visita con 5 itinerari a tema e attrazioni a loro dedicate, mentre per i grandi sono tantissime le occasioni per dedicarsi allo shopping.

Discorso a parte merita l’One World Observatory. All’ingresso si viene accolti da un maxi schermo su cui si alternano saluti di benvenuto in tutte le lingue del mondo. C’è pure un globo dove sono segnati i luoghi di nascita dei visitatori presenti. Nel frattempo si possono scrutare i volti di uomini e donne che hanno reso l’edificio il terzo più alto del mondo, attraverso monitor appositi e gli ascensori si muovono a grandi velocità verso il 102esimo piano in soli sessanta secondi. In cima, il See Forever Theater,  accoglie i turisti con immagini in 3D di New York combinando foto e filmati in time-lapse di New York. Mentre al Discovery Level si può avere una vista su 360° in tutte le direzioni sui luoghi iconici della destinazione.

Infine citiamo la New York WheelSt. George, Staten Island.

Con i suoi 190 metri sarà la ruota panoramica più alta del mondo. Potrà accogliere fino a 1.440 persone ad ogni corsa, per un totale di 30.000 visitatori al giorno e 4 milioni all’anno. La ruota verrà aperta nel 2017.

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Grecia magico Mediterraneo: kitesurf a Mykonos e paradisi marittimi a Koufunissi

Kitesurf a Mykonos, il rito del tramonto

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Gli aquiloni dei kiters sono bellissimi da vedere, sul tramonto più famoso dell’Egeo. Quello di Mykonos. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con uno di loro. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quattro chiacchiere con Alberto, esperto kiter

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Per molto tempo Mykonos non era considerata meta dagli appassionati di kitesurf, che erano pochi e coraggiosi. Oggi le cose sono cambiate. E molto. Ne parliamo con Alberto (bloccato sul suo quad) kiter esperto, solitario e di poche parole.

Ciao Alberto, è da tanto che fai kitesurf?

Circa 8 anni

Com’è Mykonos?

Bella, ma come spot è abbastanza difficile.

Perché?

Per che il vento viene da una direzione che i kiter chiamano ‘on shore’ quindi perpendicolare alla spiaggia.
Sono delle condizioni per persone esperte.

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Ci vai spesso?

Ultimamente una volta l’anno.

Fino a qualche anno fa il parere nell’ambiente era negativo. Ora esiste perfino il sito ufficiale. Cosa è cambiato?

Hanno creato delle strutture apposite, ma soprattutto la gente non è più spaventata dai kiters.

Quali sono i posti migliori per il kite a Mykonos?

Ftelia con vento forte da nord e Korkos con vento dai quadranti settentrionali

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La prima spiaggia si trova sulla strada che dal vecchio porto va verso la città di Ano Mera. L’altro spot, Korfos, sta nelle vicinanze dell’aereoporto e a Sud-Ovest dell’isola.

E in Grecia?

Paros e Naxos

E nel mondo?

Brasile (nord est) Egitto, Mar Rosso

Quanto è importante la cornice naturale per questo sport?

Bè, meglio fare kite in un bel mare che in un brutto mare (direbbe Catalano).

Quanto quella “sociale”?

Molto

E a Mykonos c’è tutto. Qui dai mulini sulla piccola Venezia il panorama è mozzafiato. E i kiters fanno ormai parte del rito.

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Il magnifico mare di Koufunissi

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Un mare caraibico sulle spiagge selvagge di una delle isole meno battute delle Cicladi: Koufunissi. Venite a scoprirla con noi.

Non basta una vita per scoprire tutte le incredibili isole dell’arcipelago greco e soprattutto per conoscere il mare più bello. Se siete alla caccia di acque cristalline però dovete assolutamente passare per Koufunissi.

Koufonissia sono due isole delle Piccole Cicladi a sud est di Naxos e ad Ovest di Amorgos. Kato koufonisi, praticamente disabitata e Ano Koufonisi.

Pericolo invasione turistica

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Fino a 20 anni fa era praticamente incontaminate. Ora sulla costa sud occidentale di Ano Koufonissi, nella piccola baia riparata dal Meltemi, attraccano i traghetti provenienti dal Pireo e da Naxos. Ma anche gli aliscafi da Santorini e Mykonos. Facilmente raggiungibili quindi anche con i i diretti stagionali.

Per molti puristi questa recente invasione turistica è tremendamente pericolosa. Ma possiamo assicurare che gli abitanti resistono bene alla tentazione della costruzione e soprattutto il mare rimane meraviglioso.

Tra luoghi frequentati e piscine naturali

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A oriente della deliziosa e piccola Chora c’è una strada asfaltata che si arresta dopo pochi chilometri. Lungo il suo percorso si trovano le spiagge più frequentate, ultima delle quali Foinikas.

È possibile proseguire a piedi o meglio ancora in barca alla ricerca di ulteriori calette, quali Fanos e Italida, detta anche “platià Pounta”. Qui abbiamo già svelato il segreto delle sue famose “piscine naturali”.

Il paradiso di Poros

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Se avete voglia però di scoprire un fascino davvero esotico e paradisiaco proseguite oltre, verso nord e puntate a Poros, un arenile meno frequentato per via dei venti, una mezza luna di trasparenza e solitudine. Una vera oasi tropicale.

Il cammino non è così faticoso, e se preferite la comodità, potete prendere un battello che parte ogni ora dalle spiagge più vicine al porto o anche un comodissimo bus. Ci sono anche due ristoranti (uno tradizionale e uno più turistico, dove però potrete mangiare il pesce, solita assurda rarità da queste parti…)

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Testo e foto © By RondoneR

Già su Travelblog.it kitesurf a Mykonos e mare a Koufunissi

Svezia da vivere: il paese che non ti aspetti

A caccia di astici

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Un’esperienza unica da vivere sulla costa occidentale della Svezia. Il safari dell’astice e dei crostacei. Prima la pesca in mezzo al mare e all’arcipelago svedese, quindi un pranzo delizioso nella boathouse.

Siamo andati di persona a provare l’emozione di un safari del tutto particolare. Quello dell’astice e dei crostacei. Partiti da Grönemad, a Grebbestad, sulla costa occidentale a circa un’ora e mezza da Goteborg, su un mare che sembra una tavola blu, ci siamo diretti di buon’ora verso i bordi frastagliati dell’arcipelago di Fjällbacka, nel Bohuslän.

A bordo della piccolo peschereccio di lucido legno dei gentilissimi fratelli Lars e Per Karlsson, ci siamo avventurati in una battuta di pesca paziente e meticolosa. Abbiamo personalmente issato le nasse sparse nel canale.

Informazioni pratiche di pesca

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L’apertura della pesca all’astice è avvenuta il 23 settembre. Noi abbiamo potuto godere di un clima eccezionale, fin troppo caldo, parola degli stessi svedesi. In pochi minuti eravamo già a pescare.

Abbiamo scoperto, grazie alle informazioni del nostro capitano pescatore, Per, che un astice può vivere fino a 80 anni, e che viene venduto circa 700 corone svedesi al mercato della zona (molto di più a Goteborg). Tra gli 80 e i 90 euro insomma.

Le femmine di astice (che qualcuno confonde con le aragoste) vengono rigettate in acqua, cosa regolarmente accaduta sotto i nostri occhi, per tutelarne la riproduzione. La femmina in questione era carica di uova.

Meno fortunati i maschi, che abbiamo raccolto e posizionato nelle ceste sul ponte. Insieme a grossi granchi (mentre quelli piccoli tornano in mare), che s’infilano nelle tradizionali trappole con l’esca per gli astici.

Ogni volta la nassa viene ripulita e ripreparata con le esche. E’ un lavoro di precisione e pazienza. Anche perché gli stessi astici vengono misurati e controllati. Nessuno qui può fare il furbo.

Incredibile la sicurezza del nostro ospite nel maneggiare i crostacei a mani nude. Io non avrei la stessa confidenza. Ci vuole poco a giocarsi un dito.

Un ottimo pranzo gustoso a base del nostro pescato sulla palafitta

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Il viaggio è comunque affascinante e incredibilmente rilassante. Dopo qualche ora facciamo rotta verso casa. Per un pranzo a base di crostacei.

Everts Sjöbod, la “casa barca” che poggia su palafitte sembra quasi galleggiare sullo scintillio del mare svedese. Dentro è come essere nella pancia della balena di Pinocchio.

Calda, accogliente, oscillante. E’ un piacere mangiare qui. Un pranzo a base di crostacei freschissimi e frutti di mare, cucina tipica del luogo, in un’atmosfera unica. Con vista sul mare appena solcato.

A fine settembre sarà anche possibile pernottare in due rimesse delle barche direttamente sul mare e rilassarsi in tinozze all’aperto piene di acqua calda!

Vorrei tanto fermarmi qui a godermi questo angolo di paradiso nordico, ma devo già ripartire. Il #SafariSvezia ha ancora tante sorprese da farci scoprire. Seguiteci.

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Sulle orme di Camilla Lackberg

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Siamo andati alla scoperta dell’ambientazione dei gialli di Camilla Läckberg nel suo paese d’origine: Fjällbacka. Natura incontaminata, pesce squisito, pace e silenzio. E qualche mistero…
Non solo astici e crostacei dunque, nel nostro splendido giro della Svezia Occidentale. Da Göteborg in macchina (un’ora e mezzo circa) si raggiunge la deliziosa Fjällbacka. Un paesino che sembra un piccolo presepe sul mare del nord.

Attorno a Fjällbacka si trova un arcipelago mozzafiato di isole di rocce di granito, perfetto gite in barca, escursioni in kayak di mare e safari ai frutti di mare. Da qui si raggiungono le isole più occidentali della Svezia e la riserva naturale Väderöarna.

Fjällbacka: nel paese del giallo

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Ma c’è un altro motivo che attira tanti curiosi viaggiatori amanti dei gialli in questo paesino. Proprio qui infatti si svolgono tutti i romanzi della scrittrice di gialli Camilla Läckberg. Fjällbacka è la sua città natale.

È qui che la Läckberg ha trascorso un’infanzia idilliaca tra le case di legno colorato, giocando su assolate scogliere e scrivendo avvincenti storie di crimine. Sembra strano pensare che un posto del genere sia teatro di storie oscure e investigative, tuttavia c’è un fascino di isolamento che non potrà sfuggire al visitatore più attento.

Esistono tour tematici sui luoghi dove si sono svolte molte delle scene della fiction (che stanno girando) o, molto più inebriante, andare a caccia dei luoghi dei libri girando da soli con una cartina e passeggiare nella zona di Backarna, dove vivono Erica Falck e Patrick Hedström, visitare la torre a Badholmen e continuare verso le gole di Kungsklyftan, rivivendo gli omicidi più efferati dei romanzi.

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Già raggiungere la cima di Vetteberget che sovrasta il paese e che offre una strabiliante panoramica dell’arcipelago, potrebbe risultare una piccola avventura…

È da poco uscito in italiano l’ultima opera, Il bambino segreto. Si tratta del quinto episodio della serie, un successo di oltre 12 milioni di copie nel mondo e 700.000 vendute in Italia. Dal primo romanzo La principessa di ghiaccio, vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière, sarà ora realizzato anche un film per il cinema.

Una cena indimenticabile

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La Läckberg non scrive solo romanzi polizieschi ma anche libri di cucina insieme al suo vecchio amico d’infanzia Christian Hellberg, capo chef presso l’ottimo ristorante di pesce Bryggan Fjällbacka che si affaccia sul mare. E dove ho avuto la fortuna di cenare.

Fuori il mare è una tavola lucida e luminosa, dentro l’atmosfera è accogliente e calda, i piatti sono ricercati e davvero indimenticabili.

Nel paese sono tutti vicini se non parenti, così dal ristorante ho bevuto un bicchiere nel pub accanto al ristorante per poi andare a dormire nell’affascinante Stora Hotellet Bryggan, la cornice ideale per comprendere questo percorso.

Ingrid Bergman sull’isola di Dannholmen

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Fjällbacka ha anche un legame importante con la mitica attrice svedese Ingrid Bergman, che dal 1958 trascorreva le proprie vacanze sull’isola di Dannholmen, definendolo “il mio posto sulla terra”. Dopo la sua morte, nel 1982, le sue ceneri sono state sparse nelle acque intorno all’isola e nella piazza del paese che, in suo onore è stata rinominata piazza Ingrid Bergman, si erge una statua in sua memoria, con una epitaffio inequivocabile: “As time goes by”.

CNN Travel ha di recente stilato una lista delle “ultime 10 grandi aree di natura incontaminata al mondo ” e la costa della Svezia Occidentale è al settimo posto della lista. Non è difficile capire perché godendosi un tramonto in questo posto.

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Stångehuvud: la Svezia che non ti aspetti

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Il mare svedese non lo immagini così. Rocce rosa e tramonti di fuoco. Siamo nella riserva naturale di Stångehuvud, a Lysekil. Nella Svezia Occidentale.

Qualcuno potrebbe pensare che la Svezia sia cromaticamente ricca di colori autunnali e comunque non campionessa di tramonti sul mare. Errore. Ho avuto la fortuna di affacciarmi sulla costa proprio in questa stagione, e guardate che spettacolo.

Come abbiamo già avuto modo di scoprire, avventurandoci sulla costa occidentale, nel Bohuslän, a poche ore da Göteborg, La Svezia nasconde gioielli rari e preziosi. Fra questi c’è sicuramente Lysekil.

La riserva naturale di Stångehuvud

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Un piccolo comune svedese di situato nella contea di Västra Götaland di cui è anche capoluogo. Il paese è semplice e pulito, ma alle sue spalle nasconde un vero angolo di paradiso selvatico. La riserva naturale di Stångehuvud.

Il mio blogtour #safarisvezia in solitaria, mi ha portato nell’albergo più suggestivo della zona: Strandflickorna, in una camera sul tetto con terrazzo, che ancora rimpiango. Già da qui si gode una panorama incredibile.

Incamminandosi verso nord, dopo una corta passeggiata fra rocce disposte come se fossero Moai, si arriva sulla parte settentrionale del fiordo Gullmarsfjord. Qui comincia la riserva.

Formazioni granitiche incredibili, a perdita d’occhio. Salendo sulle rocce, c’è anche un’insolita flora tipica del luogo e molti piccoli laghi che riflettono il cielo svedese.

Dall’altro lato il mare, e i tanti isolotti nello Stretto di Skagerrak che si sdraia sull’orizzonte, acceso dal sole caldo e bianco. Un silenzio ed una pace intorno da non voler più andar via.

Paesaggi e panorami incredibili

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Essendo infatti così “vicino di casa” di tale e tanto spettacolo. Me lo sono goduto al tramonto e poi al mattino dopo, con una variazioni di luci superlativa. Ogni minuto un raggio di sole diverso.

Rosso fuoco, giallo intenso, rosa, azzurro, lilla, indaco. Quindi di nuovo bianco, argento, oro, blu. Profili nitidi, ombre lunghe e ricamate. Un poesia di ricami naturali, contorni di roccia, pennellate di nuvole, dove perfino le fotografie, in quanto artifici umani, diventano vagamente oziose.

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Una notte romantica sul mare svedese tra Lysekil e Fiskebäckskil

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Una serata romantica da incorniciare. Sulla costa occidentale svedese, in battello da Lysekil a Fiskebäckskil, per poi fare una cena squisita a Gullmarsstrand, sul mare luminoso del grande Nord. Lysekil mi è rimasta nel cuore, lo ammetto. Non solo quindi le rocce rosa della riserva naturale di Stångehuvud in quel di Lysekil, ma anche per una fiabesca fuga notturna a Fiskebäckskil.

Prendere il battello in tutta la Scandinavia è una cosa normale, lo so bene. Più o meno come i vaporetti a Venezia. I “pendolari” vanno avanti indietro, da un isolotto ad un fiordo, leggendosi un libro o chiacchierando come in metro.

Ma per chi non è così abituato, il fascino e la meraviglio di quei minuti sospesi su panorami del genere, soprattutto alla sera, con il crepuscolo che resta a colorare l’orizzonte, diventa un’esperienza fatata.

Direzione Fiskebäckskil tra emozioni leopardiane

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Sono partito da Lysekil, direzione Fiskebäckskil, un minuscolo paesino di pescatori che sembra un piccolo plastico sul mare, mentre la notte scendeva placidamente silenziosa su tutto l’arcipelago.

Intorno a me le onde dolci di un mare blu che avvolge, e quasi protegge la solitudine del viaggiatore, con i suoi pensieri che scavalcano i confini del mondo geografico. La luce dei fari sullo zenit incorniciata dagli intensi colori del tramonto autunnale.

Il vero pericolo di certe emozioni leopardiane, quando sei completamento rapito dalla bellezza della natura, con una colonna sonora tutta tua, è che sbagli a scendere alla fermata giusta.

Per fortuna i gentilissimi marinai della nave, mi hanno ricordato che la mia meta era in effetti Gullmarsstrand, e mi hanno riportato a bordo per l’ultima tappa.

Gullmarsstrand

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Gullmarsstrand è in effetti molto più di un ristorante o un hotel. E’ un vero e proprio rifugio di lusso sospeso sulle acque. Luogo di contemplazione e di ristoro. Dell’anima.

Anche il fisico però ne giova molto, soprattutto se posizionato al tavolo più bello, ti godi una cena squisita a base di astice, frutti di mare, pesce del luogo e strepitoso dessert.

Lasciare questo posto non è stato facile e non è difficile intuirlo. E il freddo cominciava a salutare l’inverno alle porte. Per fortuna il battello è ben coperto, pronto per la stagione più lunga.

Il mio #SafariSvezia non termina qui, rimane Göteborg, con il suo fascino, tutta da scoprire. Restate in scia allora. Följ oss!

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Go to Göteborg

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A Göteborg si conclude il mio indimenticabile viaggio nella Svezia occidentale. Ho troppi ricordi ed una sola certezza, un consiglio per i nostri lettori: venite qui per il Natale, ma anche prima o dopo.
Göteborg è la seconda città più grande di Svezia, a Natale s’illumina come il resto del paese grazie a varie istallazioni, di cui molte ispirate al design contemporaneo svedese ed altre alla tradizione più antica. Ben 3 km lungo il “Viale della Luce” dal teatro dell’Opera al porto attraversando la città fino al grande parco di divertimento Liseberg con il suo famoso mercatino di Natale addobbato con milioni di luminarie.

In effetti io sono stato a Göteborg durante il mio #SafariSvezia, quindi durante il primo autunno, per la stagione della pesca di astici e frutti di mare. Ma posso immaginare il fascino di questa città di mare che ha una magia notturna del tutto particolare.

Un tappeto di luci

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Se c’è una cosa che mi ha colpito passeggiando di notte per i viali alberati e lungo i canali che rispecchiano la quiete del paesaggio, è stata proprio l’abitudine dei cittadini di illuminare in qualche modo la propria presenza dietro ad ogni finestra. Una candela, un abat-jour, un faretto. Alzando gli occhi non potrai fare a meno di scoprire la vita dentro gli austeri edifici della città svedese.

E’ come se Göteborg non volesse mai lasciarti del tutto da solo, o farti sentire “trascurato”. Del resto le grandi finestre senza tende o persiane sono tipiche del Nord Europa. Una volta una mia amica berlinese mi fece notare, mentre mi lamentavo da uomo del sud perché il sole veniva a risvegliarci al mattino senza un velo a proteggerci: “Prova a fare un inverno intero qui, poi vediamo se metti gli scuri..”.

All’avventura

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Tuttavia questa condivisione di luce e intimità, senza mai trascendere (notate bene) nel caos, è una delle cose che più amo delle terre nordiche. Il mio tour cittadino comunque è partito dal convulso First Hotel G, nella pancia della stazione centrale, uno degli hotel più grandi e moderni della città, con 300 camere ed il sontuoso Cristal Champagne Bar ispirato dallo zar Alessandro II.

Da una posizione così “ombelico” non resta che avventurarsi a piedi per le vie del centro. C’è il Food Market, quello dei fiori, la Fish Church (Feskekyrkan, la curiosissima “chiesa del pesce”) e le vecchie vie di Haga, il quartiere più antico, ora crocevia dello shopping.

Ovviamente Göteborg é ricchissima di grandi spazi al coperto, tra centri commerciali, mercati e dehors riscaldati per affrontare al calduccio l’inverno. Nel quartiere vecchio le bancarelle di natale vendono oggetti fatti in casa e prodotti locali.

Giro navale

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Dal canale centrale fuori il Market Hall si può prendere una delle tante chiatte che fanno fare un giro navale della città. Solo così scoprirete la totalità di Göteborg, facendo attenzione ad abbassare bene la testa sotto qualche ponte.

L’effetto più sorprendente è quando la si rialza all’ultimo passaggio. Prima di entrare nel grande porto (il primo porto marittimo della regione scandinava) che si spalanca sulla costa.

E’ tutto così gigantesco che le enormi navi accanto alle gru sembrano piccole. Il ventre del cantiere navale sull’acqua fa davvero effetto. Si riesce quasi a capire come si dovrebbe procedere per rimorchiare la nostra tragica Concordia.

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L’area di Lilla Bommen (punto di partenza per numerose crociere) è dominata dalla Goteborg-Utkiken, egocentrico edificio moderno rosso e bianco, opera dell’architetto Ralph Erskine, meglio noto tra gli abitanti, come il grande rossetto.

Proprio ai suoi piedi, è ancorata la Barken Viking, un veliero in acciaio a quattro alberi costruito nel 1906 da Burmeister & Wain. Il contrasto connessione tra classico e moderno è perfetto , come in tutta la città.

Tornato a terra, in serata ho cenato nell’elegante ristorante Hos Pelle. Intimo e ricercato. Un pasto di alta qualità. Cucina svedese tradizionale con un tocco moderno ed internazionale, utilizzando prodotti di stagione. Chef Pelle Danielsson, verrà al vostro tavolo per sincerarsi che sia tutto di vostro gradimento.

Al mattino successivo sono tornato al porto. Per fare una gita a Röda Sten e visitare il Röda Sten Modern Art Museum. Il piccolo tragitto merita per rivedere Göteborg dal mare.

Ma soprattutto perché si arriva proprio sotto il ponte Alvsborg, un piccolo e verde golden gate, tutto svedese, davvero suggestivo.

L’intera zona è di una pace e di una tranquillità che è facile comprendere come jogging, yoga e meditazione s’intreccino volentieri da queste parti. In un silenzio conturbante.

Fra le opere esposte al Röda Sten Konst Hall, devo essere franco (non essendo un amante di Biennali), mi ha colpito soprattutto l’ironica collezione di facce di Nabil Boutros, che ci lascia intuire quanto sia spontaneo (anche e soprattutto nell’ansia antiterrorismo islamico) essere traditi dalle apparenze.

Tradizioni natalizie

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In ogni caso eccomi arrivato alla fine di questo splendido viaggio. Spero di avervi fatto scoprire una Svezia meno conosciuta e proprio per questo più affascinante. Non mi resta però che ricordare come proprio qui ora il mercatino di Natale di Liseberg. Il più grande della Scandinavia, oltre alle celebrazioni di Santa Lucia che rappresentano una delle tradizioni più antiche della Svezia.

Il 13 dicembre di ogni anno la Svezia festeggia Santa Lucia con canti, candele, luci e i tipici dolci allo zafferano “lussebullar”. L’incoronazione di Santa Lucia di Göteborg ha luogo il 6 dicembre ore 18 sulla piazza Götaplatsen a cui seguiranno concerti presso Vasakyrkan il 12 (ore 18.30) e il 13 (ore 18.30 e il 20.30). Concerti sono previsti in diverse altre chiese della città. Si possono anche vedere Santa Lucia e il suo corteo nel centro commerciale Nordstan il 24 novembre e il 1 dicembre alle ore 12.

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Testo e foto © By RondoneR

Già su travelblog.it Safari all’astice, Fjalbacka sulle orme di Camilla Lackberg, Stångehuvud, notte romantica sul mare svedese, Go to Göteborg

Dalla Russia con Amore: il Peterhof di San Pietroburgo e la metropolitana di Mosca

Peterhof, la gemma di Pietro il Grande per il G20

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Vi siete chiesti dove fossero riuniti i “grandi” del mondo per questo G20 russo?
Nella splendida cornice di Peterhof, la reggia estiva dello zar Pietro il Grande, il fondatore di San Pietroburgo.

Peterhof sorge sulle rive del Golfo di Finlandia, a circa 20 chilometri ad ovest da San Pietroburgo, comprende diversi e numerosi palazzi, si estende su di una superficie di 607 ettari ed è inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità stilato dall’Unesco oltre ad essere una delle Sette meraviglie della Russia.

Se avete avuto la fortuna di visitare San Pietroburgo non vi sarà sfuggita l’eclettica eredità spirituale dello zar più visionario della storia russa. La scelta dell’umile e spartana abitazione (”la casetta”) mentre veniva edificata una città tanto fastosa ed elegante è un tratto famoso di Pietro il Grande.

Da far girar la testaRussia_RondoneR2

A Peterhof vi potrete subito ricredere. In dieci anni (tempi record per l’epoca) tra il 1714 e il 1724 le meraviglie architettoniche che poco avevano da invidiare a Versailles erano già pronte. Uno dei complessi di palazzi e fontane più sfarzosi d’Europa fu l’ennesima sfida di Pietro alla natura ostile del grande Nord.

A dirla tutta è persino troppo “carico”. I tre livelli del parco, il Gran Palazzo, le fontane (soprattutto la Grande Cascata) fanno quasi venire un giramento di testa. Oro e acqua, immersi nel verde, in uno scintillio costante.

In cerca di pace nelle casine di cacciaRussia_RondoneR3

Se cercate la pace e l’estasi (che probabilmente inseguiva anche Pietro), vi conviene perdervi per i giardini laterali. Da una parte e dall’altra andando alla scoperta di fontane e piscine, boschetti e casine di caccia.

Come il Marly o Marly-le-Rois, il capanno di caccia del re di Francia, che ispirò Pietro durante le sue visite in Europa nel 1717. O il Montplaisir, progettato nel 1714 da Johann Braunstien, dove lo zar amava ricevere gli ospiti, molto meno sfarzoso del Gran Palazzo, che si affaccia direttamente sul Golfo di Finlandia.

Fra le siepi e le fontane, vi capiterà d’imbattervi, superando nugoli di turisti, in scoiattoli e spose, che vengono qui per immortalare il giorno delle nozze.

Occorre una giornata intera, ed una certa prestanza fisica, per ammirare tutte le fontane dei giardini. Ognuna con la sua storia, ognuna col suo significato. Adamo ed Eva, Nettuno, la fontane romane, quella piramidale, quella del sole.

A differenza di San Pietroburgo, durante la Seconda guerra mondiale Peterhof fu occupato dai soldati nazisti dal 1941 al 1944. Prima dell’occupazione si riuscì a sgombrare più di 8000 oggetti dell’arredamento dei palazzi e circa 50 statue, che vennero salvate mentre il complesso fu poi quasi completamente distrutto da bombardamenti degli stessi sovietici. Dopo la guerra incominciò la ricostruzione di Peterhof, che prosegue tuttora.

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Non abbiate paura della metropolitana di Mosca
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Recentemente tornata alla ribalta per un grave fatto di cronaca, è probabilmente il capolavoro urbano più impressionante della capitale russa. Un’opera d’arte funzionale che trasporta 9 milioni di passeggeri al giorno. Siamo scesi a visitarla per voi.

Mosca è una città da scoprire. Molti turisti la visitano rapidamente, per poi sentenziare soddisfatti che oltre alla piazza Rossa e al Cremlino, c’è poco o niente. Una sintesi molto superficiale. Perché oltre alle tante cose che ci sono da vedere in superficie, c’è soprattutto da scendere sotto, di qualche decina e decina (!) di metri, per incontrare uno dei suoi tesori più grandi: la metropolitana.

In questi giorni è tornata sulle prima pagine dei giornali per un episodio di violenza, una sparatoria con tanto di video, ma per essere onesti noi che l’abbiamo visitata in autunno, non abbiamo incontrato alcun problema.

Una fitta rete di salotti sotterranei dove il tempo sembra essersi fermato
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Magari non è consigliabile per chi soffre di claustrofobia, piazzarsi sulle affollate scale mobili che scendono di tanti metri sotto il livello della città, ma bisogna anche ammettere che costoro si perderanno stazioni spettacolari, veri e propri salotti sotterranei.

La metropolitana di Mosca comprende 298,2 km di binari, 12 linee e 182 stazioni. Trasporta circa 9 milioni di passeggeri al giorno. Seconda solo a quella di Tokyo.

Il giro che di norma si consiglia è quello che parte dalla Komsomolskaya, per proseguire in senso antiorario percorrendo tutta la Linea dell’Anello, e scendendo ad ogni stazione per visitarle con cura.

L’aspetto che più colpisce della portentosa opera architettonica che si snoda sotto la città più trafficata del mondo, è lo spirito comunista e sovietico che ancora si respira qui sotto, rispetto ai grandi scenari ormai turistici (e in effetti zaristi) come il Cremlino.

Il progetto grandioso che muove la città nel sottosuoloRussia_RondoneR11

Magari vi colpiranno anche le contraddizioni estetiche, di questo straordinario progetto, che incarna tutta la grandezza del mito staliniano, dell’arte socialista, a metà tra opulenza simbolica e potenza a servizio del popolo.

Migliaia di persone lavorarono alla Metrostroy, giorno e notte, in condizioni spaventose. La prima linea venne aperta il 15 maggio 1935. Dalla stazione Sokol’niki alla stazione Park kultury con una diramazione per la Smolenskaja. Questa diramazione divenne la linea Arbatskaja, che nel 1937 giungeva fino alla stazione Kievskaja attraversando la Moscova su un ponte.

Nel 1938 la linea Arbatskaja fu prolungata, poi fu aperta la linea Gor’skogo-Zamoskvoreckaja. Quindi una terza espansione fu portata a termine durante la seconda guerra mondiale.

Infine dopo la guerra iniziò una quarta fase: la linea Kol’cevaja e la parte sotterranea della Arbatskaja, da Ploščad’ Revoljucii (piazza della Rivoluzione) a Kievskaja. La costruzione fu completata nel 1954.

Sicurezza e problemi…Russia_RondoneR12

Negli anni della guerra fredda furono aumentate le parti profonde della linea Arbatskaja. Le stazioni dovevano anche fungere da rifugi in caso di attacco atomico.

In realtà, l’espansione della gigantesca metropolitana, non è mai finita. Ancora oggi prosegue. Paradossalmente, da luogo di sicurezza del popolo e per il popolo, la metropolitana è diventato un obiettivo di attentati, come quello del 29 marzo 2010. Oltre ad essere appunto ritrovo per incontri non sempre tranquilli, ma questo accade in tutte le grandi città del mondo.

…di un luogo dal fascino indiscutibile
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Il fascino però è indiscutibile. In nessun altro posto al mondo rimarrete tanto a vagare sottoterra per andare a caccia di stazioni uniche, ognuna con la propria storia e i propri dettagli.

C’è qualcosa di incredibilmente romantico, in questi vecchi treni che sfrecciano rumorosi fra annunci con voce maschile (per quelli diretti verso il centro cittadino) e con voce femminile (quelli che si allontanano verso le periferie).

Soffitti, luci, mosaici e busti, icone e simboli. Un tuffo in un passato drammatico che ha illuso generazioni, che resta incredibilmente immutato qui sotto, e per qualcuno diventa faticoso tornare in superficie.

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Vedi anche Quali documenti servono per viaggiare a Mosca e in Russia, una passeggiata lungo la via Arabat vecchia a Mosca e Mosca con Chatwin: quattro passi tra la nostalgia del regime e la mania di grandezza.

Testo e foto © By RondoneR

Già su travelblog.it il Peterhof a San Pietroburgo e la Metropolitana di Mosca