La Francia e il Coronavirus: pragmatismo gallico o cinico opportunismo?

Stasera, giovedì 12 marzo 2020, nuove misure drastiche sono state annunciate dal président de la République. Tutte le scuole francesi saranno chiuse a partire da lunedì 16 marzo e fino a nuovo ordine. La Francia segue lo ‘scenario italiano’.

Cosa penso fra le righe e prima di sottoporvi ad una lunga lettura.

Egoisticamente sono sollevata all’idea di aver ritrovato una certa fiamma narrativa che mi si riaccende puntualmente con i picchi d’adrenalina. In quanto mamma residente a Parigi sono preoccupata e non solo per il virus. Come professionista impegnata nella scrittura da più di un decennio sono angustiata dai teatrini di facebook. Dalle necessità di allarme, dalle critiche sterili e dal continuo bisogno di contrapposizione.

La cosa che mi fa più paura è l’ignoranza, il bisogno di commentare a tutti i costi, la necessità di costruirsi una credibilità effimera.

Per il resto son qui a casa in attesa, con una bella pancia e tante cose che girano per la testa.

Organizziamo il domani con lucidità.

Il modello francese

La Francia non è un paese dominato dal pathos, ma la patria del protocollo.

Si tratta di un assunto improrogabile per tentare di comprendere la gestione dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. In Francia le grandi crisi sono all’ordine del giorno e la maniera di affrontarle diverge diametralmente da quella adottata in Italia. Si tratta a mio modesto parere di due modelli opposti, che affondano le proprie radici in società sviluppatesi diversamente, nonostante la loro vicinanza geografica.

Estrapolando una tendenza generale (non scevra da semplificazioni) si potrebbe concludere che la Francia è statistica, la Francia è collettiva e tale è la gestione che la domina, ad ogni livello organizzativo. Sollevare la responsabilità del singolo, inglobandola in un più ampio movimento e in una serie di procedure elaborate e testate in anticipo, consente una certa capacità predittiva capace di rassicurare le masse e di guidare l’individuo, soprattutto in tempi di incertezza.

La governance fattuale

Non c’è da stupirsi che le ultime settimane siano state vissute e percepite in maniera completamente diversa oltre frontiera. Il governo francese e i francesi stessi sono stati accusati di essere superficiali, opportunisti, incoscienti, egoisti. Un insieme di critiche che non sono estranee a certi topos del consueto french bashing. Eppure difficile immaginare un approccio diverso in terra francese, a maggior ragion in tempi di campagna elettorale (il primo turno delle elezioni municipali è previsto per il 15 marzo, il secondo per il 22). A ben guardare non si tratta che dell’ennesimo esempio di governance fattuale o di pragmatismo gallico, che dir si voglia.

Quella che si attua in Francia è una visione sistemica che ci è estranea? Possibile.

Che ci appaia cinica e disumana? Altamente probabile.

Stimare per ottimizzare

Non è un caso se il metodo del triage médical sia particolarmente diffuso in Francia.

La valutazione del rischio mira a ottimizzare le risorse disponibili per non non mettere in ginocchio i pronti soccorsi degli ospedali. Sequestrare tutta la produzione di mascherine per gestirne la distribuzione ai soli professionisti della salute (o a persone che abbiano un’esigenza comprovata su presentazione di ricetta medica) è il risultato di un atteggiamento pragmatico. Contenere per decreto i costi del gel disinfettante e autorizzare le singole farmacie a produrlo e a commercializzarlo, uno strumento di prevenzione delle speculazioni.

Più difficile la scelta di limitare il numero di tamponi alle sole persone presentanti gravi sintomi, fermo restando il ruolo strategico occupato da tali persone e il principio di continuità statale (dopo aver constatato la positività al virus del ministro della cultura francese Franck Riester, tutti i ministri a rischio e lo stesso presidente sono stati testati, pur non presentando necessariamente sintomi).

Il tentativo di contenere l’indice della paura

Non si può ovviamente affermare che la cosa sia pacifica, che non ci siano state voci dissidenti, ma domina un certo fatalismo che è frutto di un lungo processo di apprentissage.

Il mantenimento delle attività produttive aiuta a prevenire penurie e problemi logistici, in un paese che conta ancora numerosi territori esterni alla Francia metropolitana, tale atteggiamento è più che comprensibile. Tenere le scuole aperte finché possibile minimizza le differenze sociali e permette agli operatori sanitari, ai pompieri a agli specialisti del primo soccorso di assicurare la propria missione di servizio.

I primi casi attestati di coronavirus in Francia (e in Europa) risalgono alla fine del mese di gennaio, e da allora numerosi provvedimenti restrittivi, adattati caso per caso, sono stati presi. L’isolamento dei pazienti provenienti da zone a rischio, l’individuazione di cluster e la limitazione degli spostamenti in tali zone, il continuo battage per incentivare la diffusione dei gesti-barriera sono all’ordine del giorno e il telelavoro è già stato messo in atto in numerose aziende. I residenti delle case di riposo sono isolati e le visite esterne, sospese.

Nonostante ciò le risposte francesi non sono state sufficienti a contenere l’indice della paura e il fattore tempo rischia di giocare contro la strategia di Macron. Senza dimenticare che la sospensione degli accordi di Schengen e l’installazione delle frontiere interne all’Europa, per quanto ormai necessaria, potrebbe danneggiare pesantemente l’economia.

Preoccupazione numero 1: evitare il panico!

La Francia non è stata a guardare. Ha osservato in silenzio, si è preparata prendendo esempio dai grandi focolai esteri (la Cina in primis, poi l’Iran e l’Italia stessa) e ha reagito a suo modo pendendo atto dell’ennesima crisi, che ha seguito quella dei gilets jaunes e si è quasi intersecata con uno degli scioperi nazionali più importanti dell’ultimo quarto di secolo.

E allora cosa ci si sarebbe dovuti aspettare da una struttura governativa così sollecitata?

Di certo non una reazione emozionale, tanto aliena al modo di pensare francese, quanto potenzialmente incomprensibile ai più. Che le critiche estere sarebbero arrivate presto era fuori di dubbio, ma non si può ignorare che l’eterogeneità della compagine nazionale francese è coerente con tale modo di affrontare le cose.

L’approccio pragmatico e le tematiche generazionali

Mio padre ricorda i tempi del colera a Napoli negli anni ‘70. Io quelli che hanno seguito gli attentati terroristici che hanno insanguinato la Francia dal 2012 al 2019.

Mi sono scontrata più volte e in prima persona con un modo di concepire l’esistenza completamente estraneo a quello italiano e dopo grandi crisi di nervosismo sono arrivata ad una conclusione più istruttiva. Immergersi in ogni sorta di procedura e avere a che fare quotidianamente con la temutissima macchina burocratica francese aiuta a comprendere, almeno in parte e per quanto possibile, tali atteggiamenti. Reazioni che sono il frutto di una certa mancanza di elasticità e dello spirito di previsione collettivo messo in atto proprio per sopperire alla mancanza di slancio del singolo.

L’Italia è un paese di eroi, capace di mobilitare il meglio delle sue risorse per far fronte all’emergenza. L’Italia è una terra di frontiera, una nazione sopravvissuta a mille crisi di ordine geopolitico che ha affrontato innumerevoli catastrofi naturali. L’italia è un paese di memoria e d’esperienza, che può contare sulle generazioni precedenti e appoggiarsi su un grande bagaglio per la gestione dell’estremo (che si rivela utile in situazioni come quella odierna).

La Francia è paradossalmente (e non per ragioni storiche in questo caso) un paese molto più giovane. In cui la classe dirigenziale è dominata da trentenni e quarantenni che non posseggono le stesse solide basi e che sono rigidamente inquadrati proprio per prevenire i derapage.

Cosa succederà in Italia una volta passata anche questa bufera?

Le famiglie italiane, già provate da decenni di sacrifici, si troveranno a dover raccogliere i cocci di una nuova recessione. Le giovani coppie porteranno sulle spalle il peso di una difficoltà crescente, in un contesto non certo favorevole. Ma l’Italia ce la farà, come ce l’ha sempre fatta. Con creatività, affezione, determinazione e spirito d’iniziativa. Insomma quel quid in più che garantisce agli italiani una grande riserva di risorse.

Le folgori degli italiani a Parigi

Inutile sottolineare che la frequentazione di certi gruppi facebook di italiani all’estero, oltre a risultare deleteria per la salute mentale, si rivela un’ottima cartina al tornasole delle inquietudini striscianti dei nostri connazionali, gli stessi che non hanno esitato a gridare ‘Je suis Charlie’ dopo gli attentati del gennaio 2015.

Persone naturalmente preoccupate dalle costanti notizie provenienti dai media e (più spesso) dai social italiani.

Numerosi i post che tacciano di immobilismo incosciente il governo francese.

Innumerevoli le teorie complottistiche riportate.

Lunghissimi i flame alimentati (solo in misura inferiore) dai troll, per la maggior parte da chi nutre sincera inquietudine e anche da polemici malati di protagonismo. Molto spesso chi scrive semplicemente non ha ancora preso atto del contesto sociale francese e integrato la differenza.

In ogni caso la scuola italiana di Parigi è stata chiusa per decisione consolare, numerosi sono gli appelli dei professionisti italiani operanti nel settore della ricerca, ai quali si è aggiunta la voce allarmante dei corrispondenti delle testate francesi residenti in Italia.

Attraversata da immani fratture sociali, la Francia non è certo un paese sereno. Tende ad isolarsi e a perseguire in un modo di percepire e gestire le cose che dall’esterno può essere considerato come alieno e presuntuoso. Eppure si tratta di un fare estremamente intrinseco.

Chiudere citando Brecht ‘felice il paese che non ha bisogno di eroi’ sarebbe troppo scontato, eppure riflette una certa angoscia da italiana all’estero che non riesco a reprimere.

Che sia un retaggio italico…



Airbnb e la Commissione Europea firmano accordo per la condivisione dei dati

Novità per Airbnb che ha firmato un accordo con la Commissione Europea di grande importanza

Aibnb e le principali piattaforme digitali insieme alla Commissione Europea, hanno raggiunto un importantissimo accordo per la condivisione dei dati. Nello specifico, le amministrazioni potranno a breve averne accesso visionando quelli pubblicati su Eurostat (l’ufficio statistico dell’Ue) per elaborare così delle politiche mirate. Il provvedimento sarà valido in tutta Europa riguardo al comparto degli affitti brevi.

I vantaggi e le curiosità

Grazie alla possibilità di valutare elementi come le notti prenotate e il numero di ospiti accolti dalle piattaforme, le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli, potranno monitorare meglio lo sviluppo di settore e valutare quali strategie studiare per ottenere informazioni e risultati concreti. I dati complessivi saranno assolutamente attendibili e riguarderanno anche gli alloggi per le vacanze. Come ha confermato la stessa Commissione Europea:

Queste informazioni completeranno le statistiche europee che analizzano gli alloggi turistici, forniranno alle autorità statali uno sguardo più ampio sull’evoluzione dell’economia collaborativa e consentiranno di applicare politiche basate su dati concreti

A far da eco alla dichiarazione, anche Chris LehaneSenior Vice President of Global Policy & Communications di Airbnb, il quale ha ribadito:

Questo accordo rappresenta una pietra miliare, oltre a fornire un nuovo strumento per garantire che le città europee dispongano di tutte le informazioni necessarie per regolamentare il fenomeno home sharing in modo efficaceIl nostro impegno vuole essere a lungo termine e siamo convinti che questi dati saranno fondamentali per i governi, e per collaborare ad una regolamentazione utile per tutte le parti coinvolte.

Un annuncio importante, dunque, che segue la lettera indirizzata da Airbnb ai sindaci delle città europee per ricordare le azioni intraprese finora in materia di tassazione, trasparenza e fiducia, e per fornire il proprio sostegno alla creazione di una Authority europea per i servizi digitali.

Informazioni utili

Le statistiche Eurostat sono disponibili qui ed ecco anche la comunicazione diffusa dalla Commissione Europea qui.

Di cosa si occupa Airbnb

Si tratta di una piattaforma globale di viaggio con oltre 7 milioni di proposte di soggiorno in più di 220 paesi e regioni e 40.000 esperienze uniche in oltre 1.000 città. Tramite soluzioni tecnologiche le persone in tutto il mondo possono condividere e mettere a reddito sia i propri immobili, sia le proprie passioni e talenti, a beneficio di un turismo autentico, inclusivo e sostenibile per gli ospiti e le comunità locali.

Un pub a tema Harry Potter arriva in Sicilia

Un pub che ricorda Harry Potter e la Casa del Grifondoro ha da poco aperto in provincia di Catania, in Sicilia

Una location a tema per i fan siciliani, che racconta attraverso immagini e spuntini sfiziosi la storia del maghetto più amato di sempre, ha da poche settimane aperto a Biancavilla, in provincia di Catania (in via Vittorio Emanuele, 301). La saga fantasy di Harry Potter, del resto, non accenna a chiudere il sipario con un successo senza precedenti. Ecco perché se in Suffolk, tramite Airbnb si può addirittura affittare la vera casa dove sono morti i suoi genitori per mano di Voldemort, nella Trinacria ora c’è la Gryffindor Public House con tutti i dettagli di un vero locale all’inglese.

Un pub letterario tra caffè e tisane

All’interno di un vero pub letterario ogni spazio è decorato con frasi, stampe e citazioni della serie. In tutto e per tutto, chi ne varcherà la soglia si ritroverà nel castello di Hogwarts, scuola di magia del libro e del film. La sala è arricchita da poltrone e somiglia alla sala Comune della casa dei Grifondoro, di cui fa parte lo stesso Harry. Il pavimento è coperto con un tappeto rosso e le pareti divise tra drappi e arazzi che richiamano lo stesso Grifondoro e poi al centro l’immancabile camino e delle armature che completano lo scenario.

Cosa ordinare, cosa fare nel pub di Harry Potter

All’interno del pub di Harry Potter ci si può rilassare con un bel libro mentre si sorseggia un caffè, un tè o delle tisane e la sera ci si può sbizzarrire con cocktail e birre alla spine con il nome delle delle pozioni dei maghi di Hogwarts e serviti in ampolle e boccali identici a quelli della pellicola.

Viaggi e turismo: il futuro è nelle mani degli assistenti vocali

Il futuro dei viaggi riguarda anche gli assistenti vocali e già oggi sono in prova diverse nuove tecnologie che faciliteranno la vita dei turisti

Il futuro è un concetto da (re)inventare giorno dopo giorno e, nei prossimi anni, la novità più probabile e importante sembra essere affidata completamente agli assistenti vocali, per un migliore trattamento ai clienti. Insomma, interagire con i nostri dispositivi elettronici sarà sempre più facile e già adesso con prodotti come Siri di Apple, Google Home, Amazon Alexa e Cortana di Microsoft, la tecnologia di questo genere è un argomento di cui si parla ogni giorno. Ancor di più nel settore dei viaggi. Tuttavia, molto c’è da fare e, attualmente, non sarebbe possibile una gestione totale della partenza. Una riflessione che ha condiviso Arthur Chapin, Senior Vice President e Chief Product Officer di Expedia Group questa, e che lancia nuovi propositi e possibilità in tema di facilitazioni durante un soggiorno fuori.

Il futuro degli assistenti vocali è già cominciato

Esistono già ora dei dispositivi che offrono dei vantaggi nella vita quotidiana delle persone: dalla possibilità di regolare le tende a quella di accendere le luci o rispondere a domande sugli hotel. Ancora però c’è molto da fare. Insomma, gli assistenti virtuali intelligenti sono una soluzione per dare informazioni sulla struttura e rispondere alle richieste degli ospiti e migliorare la comunicazione tra hotel e clienti.

I reali vantaggi alle strutture

Per i proprietari dei vari brand più o meno famosi, il cambiamento in meglio è innegabile perché in poco tempo riescono a scoprire le richieste e i desideri più frequenti degli ospiti. Ecco, dunque, che si può perfezionare l’offerta e soddisfare le necessità più importanti per migliorare il trattamento riservato a chi prenota. Altrettanto certo è che non tutti sono favorevoli a queste new entry,ritenute come applicazioni fredde e fallibili. Timori che non vanno sottovalutati per il totale comfort di chiunque prenoti un albergo e la relativa protezione dei dati. Nello specifico, comunque, Expedia Group ha investito nella piattaforma ALICE per aiutare gli hotel a soddisfare le richieste degli ospiti e gestire gli aspetti amministrativi. Per farla funzionare al meglio, comunque, servono degli investimenti tecnologici con un team di assistenza che installi ed esegua la manutenzione dell’hardware, persone che sviluppino le funzionalità e un modo per monitorare le prestazioni e il livello di soddisfazione. In più, qualsiasi tecnologia deve essere intuitiva e facile da utilizzare. Insomma, come conferma Arthur Chapin: Le potenzialità sono enormi tanto per il front-office quanto per il back-office. Nel primo caso, gli effetti della rivoluzione tecnologica sono già evidenti: molti hotel utilizzano check-in digitale e serrature delle camere senza chiave in modo da lasciare più tempo agli addetti alla reception per rispondere alle domande degli ospiti. In futuro potremmo vedere sempre più compiti amministrativi lasciati alle macchine, così che gli addetti possano dedicarsi ad attività di concierge e risoluzione problemi.Tuttavia, credo che i cambiamenti più grandi si vedranno nel back-office: gli assistenti vocali potrebbero diventare un servizio di supporto clienti direttamente in stanza”.

Un servizio migliore e più veloce

In ogni caso, è sempre bene concentrarsi sugli aspetti che risolvono i problemi reali di colui che viaggia e, a tal proposito, continua: ” Gli assistenti vocali sono ottimi per richieste transazionali come ottenere degli asciugamani extra o far sapere agli addetti che la stanza deve essere pulita: operazioni che non hanno bisogno di interazione umana. Automatizzare queste richieste di routine può eliminare gli elementi di disturbo e ridurre la possibilità di errore. Ma non solo: oltre a migliorare l’efficienza, permette al personale di concentrarsi su situazioni che richiedono empatia o competenze specifiche.Un altro aspetto interessante di questi dispositivi è che molti possono gestire richieste in più lingue. È una caratteristica da impostare a monte, ma se fatto a dovere permette ai viaggiatori di comunicare con l’hotel e ottenere informazioni senza bisogno di traduzione. È un vantaggio che può davvero trasformare l’esperienza cliente: abbattere le barriere linguistiche consente alle strutture di risolvere situazioni che altrimenti non sarebbero in grado di affrontare con il solo personale in servizio. Si viaggia per vivere un’esperienza personale indimenticabile, per questo non credo che gli assistenti virtuali sostituiranno gli esseri umani a breve”.

Turismo Enogastronomico Italiano 2019, un settore che continua a volare

L’Enogastronomia, in Italia, è un settore in costante crescita che interessa i turisti stranieri ma, ancora di più, gli italiani stessi che vogliono scoprire il meglio della Penisola

I dati parlano chiaro: il nostro territorio è un mix indissolubile di capolavori artistici e monumentali e di buon cibo. Lo sanno bene i turisti che scelgono la destinazione, assolutamente certi che la vacanza passerà anche da ottime pietanze e deliziosi vini, permettendo al settore di continuare a volare attestandosi su un più 48 per cento. Sono i risultati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019, appena presentato a Milano e in grado di fornire numeri dettagliati sulla domanda e sull’offerta di un argomento che non conosce crisi. 

Identità, qualità e ricercatezza

Lo Stivale viene, dunque, letteralmente identificato con un Paese dall’alta connotazione “gourmet”, tanto da muovere i viaggiatori incuriositi e conquistati dalle proposte culinarie. La ricerca alla base di un dato ormai certo è stata resa nota all’interno della sede del Touring Club Italiano, a rivelare le principali tendenze degli ultimi mesi che fanno ben sperare nel clima teso di una recessione imperante. Nella seconda edizione dell’iniziativa, la supervisione è stata affidata alla World Food Travel e all’Università degli studi di Bergamo. In più, ha avuto il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, Federculture, ISMEA, Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano, più la precedente collaborazione di docenti di Università italiane ed esperti del settore. Il cibo in Italia, insomma, viene raccontato in mille modi attraverso le opportunità rappresentate dai differenti paesaggi e dalle altrettante suggestioni visive. Una porta d’accesso privilegiata  che avvicina alla nostra cultura e alle nostre tradizioni. Dall’agricoltura, ai prodotti alimentati, alle abitudini enogastronomiche, si giunge insomma all’economia e al turismo. 

Il turismo enogastronomico, che cos’è?

Sia gli stranieri che gli italiani in giro nella Penisola, oggi hanno la consapevolezza che il motore che racconta i luoghi non può prescindere dalle esperienze legate al cibo, al vino e alle abitudini tra i fornelli del territorio nazionale. Il turista di questo tipo arriva molto spesso da altre regioni e si sposta in coppia. Molto più spesso giunge dal sud e l’età è variabile, ma riguarda soprattutto i nati tra il 1965 e il 1980. Tra le attività più richieste ci sono le visite ai mercati, ai ristoranti storici, alle aziende agricole e poi alle cantine. Aumentano, ancora, le richieste di tour a fabbriche di cioccolato e pastifici e si preferiscono itinerari già organizzati, meglio se da agenzie specializzate. 

Gli italiani e il turismo enogastronomico

Di solito prediligono l’Italia stessa, ma se devono spostarsi preferiscono Spagna e Francia, Parigi, Barcellona e Madrid. Da noi tra le regioni più richieste, ci sono Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna e le città di Napoli, Roma Firenze. Gli stranieri, invece, si dirigono soprattutto in Toscana e Piemonte. Se è vero che manca un museo a tema che esalti le nostre meraviglie culinarie, tra le eccellenze si possono nominare 825 prodotti a Indicazione Geografica, 5056 prodotti agroalimentari tradizionali, quasi 335mila imprese di ristorazione, oltre 23mila agriturismi, 114 musei tematici legati al gusto, 173 strade del vino e dei sapori.

 

 

 

Smartphone vietati nel parco: a due passi da Palermo, un progetto unico al mondo

Un progetto pronto a partire: arriva un parco giochi in Sicilia, dove smartphone e internet sono banditi

Multe salate per i trasgressori che non rispetteranno le regole, in quel che si prepara a diventare un modello (vecchio stile) di giardino dedicato al relax e al divertimento in famiglia. A Palermo, anzi appena fuori, nella piccola Balestrate, è pronto a essere realizzato il primo parco giochi vietato agli smartphone e si tratta di un progetto unico nel suo genere in tutto il mondo. Se tablet e telefoni, dunque, dovranno restare spenti, sarà più facile ricostruire un micromondo di rapporti sociali con i figli e gli altri cittadini, alle giostre. Un ritorno al passato che in molti stanno desiderando, ma che si scontra con la mania di ognuno di noi di essere sempre connessi . Bella l’idea, più complesso metterla in pratica insomma, ma l’iniziativa è molto seria e, al momento, sta incontrando il parere positivo di tanti, soprattutto del comitato dei genitori che lo ha fortemente voluto.

Curiosità e dettagli

Il parco verrà realizzato vicino a una scuola elementare della zona, proprio per favorire l’ingresso dei più piccoli, e sarà possibile grazie a una iniziativa di crownfunding in collaborazione con il Comune. Insomma, varcati i cancelli dello spazio verde, tutto sarà possibile, tranne connettere i propri dispositivi al web e chissà che questa non sia la prima di una lunga serie di proposte simili in giro per lo Stivale. Per ora si tratta di una sorta di progetto pilota, con regole piuttosto severe per chi non resisterà all'”ora d’aria” lontano dalla rete. Nel comitato sono presenti dieci genitori che ancora stanno raggiungendo la cifra necessaria a completare i lavori di apertura e, per chi volesse partecipare, la raccolta resterà attiva sulla pagina Facebook “Una giostra per il parco giochi” fino a quando non si arriverà al budget di 80mila euro. I lavori però sono quasi in partenza, perché si potrà iniziare anche grazie al contributo di enti pubblici e privati.

Come funziona

Tra alberi, giostre e prati si potrà trascorrere qualche momento di pace, ma per evitare squilli inopportuni, all’ingresso ci sarà un armadietto dove saranno lasciati tutti i dispositivi elettronici. Non mancherà poi un cronometro per calcolare il tempo trascorso senza usare la tecnologia. I soldi delle eventuali multe, saranno usati per il mantenimento delle strutture del parco. In attesa, dell’arrivo di “un mondo nuovo per i più piccoli”, questo è già un primo passo verso il cambiamento. 

 

 

I migliori hotel del mondo 2019: anche l’Italia sul podio

I migliori hotel d’Italia e del mondo, sono stati appena eletti da TripAdvisor, seguendo i consigli dei viaggiatori

Quali sono i miglior hotel del mondo nel 2019? TripAdvisor non ha dubbi e ha appena annunciato i vincitori di quest’anno ai Travelers’ Choice Hotel Awards, piazzando sul podio anche l’Italia. Lo Stivale, infatti, ha trionfato con le regioni Trentino Alto Adige, Campania, Toscana e Veneto beccando anche un secondo posto. Le eccellenze del settore ricettivo sono state selezionate dal sito di viaggi più grande al mondo, sulla base di milioni di recensioni e opinioni scritte negli ultimi mesi dai viaggiatoti di tutto il globo. In questa diciassettesima edizione, sono state premiate 7.812 strutture in 94 Paesi nelle categorie Migliori Hotel, Migliori Hotel di Lusso, Migliori Tariffe, Migliori Hotel di Piccole Dimensioni, Miglior Servizio, Migliori Pensione e B&B, Migliori Hotel Romantici, Migliori Hotel per Famiglie e Migliori Hotel All-Inclusive.

Numeri e curiosità

Il Belpaese è ormai una conferma sulla qualità delle sue strutture, tanto che quest’anno ne sono state premiate 164, registrando un secondo posto in assoluto per  numero di hotel e B&B che hanno ricevuto un riconoscimento. Il Trentino Alto Adige l’ha fatta da padrone ai Travelers’ Choice Hotel Awards con ben 38 premi ricevuti. La Campania ne ha avuti 29, il Veneto 23 e, poi,  la Toscana ha conquistato il maggior numero di riconoscimenti internazionali con ben 9 premi agguantati nelle Top 25 europee e mondiali.

Miglior Hotel al mondo: medaglia d’argento per l’Italia

Con un bel secondo posto, ha vinto il premio l’Hotel Belvedere di Riccione. A livello mondiale, il massimo riconoscimento è toccato al Tulemar Bungalows & Villas in Costa Rica (1°) e al Viroth’s Hotel a Siem Reap in Cambogia (3°).

Primi posti nelle classifiche Italiane: vola Firenze

Il capoluogo toscano è l’unica città Italiana a vantare due hotel che hanno conquistato la prima posizione a livello nazionale nelle rispettive categorie: Portrait Firenze, primo tra i Migliori Hotel di Lusso e Hotel David, primo per il Miglior Servizio. A livello regionale, invece, tocca alla Campania con La Minerva a Capri primo in Italia tra gli Hotel di Piccole Dimensioni e Hotel Villa Sirena a Ischia primo per Migliori Tariffe e alla Sicilia con Hotel Villa Ducale a Taormina Hotel più Romantico d’Italia e B&B Mondello Design eletto miglior B&B a livello nazionale.

VINCITORI DEI TRAVELERS’ CHOICE HOTEL AWARDS 2019 NELLE CLASSIFICHE MONDIALI

Miglior Hotel: Tulemar Bungalows & Villas, Manuel Antonio, Costa Rica

Miglior Hotel di Lusso: Kayakapi Premium Caves – Cappadocia, Urgup, Turchia

Migliori Tariffe: Hotel Lurdeia, Bermeo, Spagna

Miglior Hotel di Piccole Dimensioni: Anastasis Apartments, Imerovigli, Grecia

Miglior Servizio: Holiday Emerald Hotel, Hanoi, Vietnam

Miglior Pensione e B&B: The 25 Boutique B&B, Torquay, Regno Unito

Miglior Hotel RomanticoLani’s Suites Deluxe, Puerto Del Carmen, Spagna

Miglior Hotel per Famiglie: Maxx Royal Kemer Resort, Kemer, Turchia

Miglior Hotel All-Inclusive: Ikos Oceania, Nea Moudania, Grecia

TOP 10 ITALIA 

  1. Hotel Belvedere, Riccione (RN)
  2. Hotel Spadai, Firenze (FI)
  3. San Luis Retreat Hotel & Lodges, Avelengo (BZ)
  4. Hotel Artemide, Roma
  5. Portrait Firenze, Firenze (FI)
  6. Il San Pietro di Positano, Positano (SA)
  7. Park Hotel Brasilia, Jesolo
    (VE)
  8. Villa Cora, Firenze (FI)
  9. Hotel Lungarno, Firenze (FI)
  10. Bellevue Syrene, Sorrento
    (NA)

MIGLIORI HOTEL DI LUSSO

1.     Portrait Firenze, Firenze (FI)

2.     Villa Cora, Firenze (FI)

3.     Il San Pietro di Positano, Positano (SA)

4.     Grand Hotel Excelsior Vittoria, Sorrento (NA)

5.     Hotel Lungarno, Firenze (FI)

6.     Bellevue Syrene, Sorrento (NA)

7.     Hotel Monika, Sesto (BZ)

8.     Belmond Hotel Caruso, Ravello (SA)

9.     Four Seasons Hotel Firenze, Firenze (FI)

10.  Castello Banfi – Il Borgo, Montalcino (SI)

MIGLIORI TARIFFE

1.    Hotel Villa Sirena, Casamicciola
Terme (NA)

2.    Hotel Stresa, Rimini (RN)

3.    Hotel Aurea Rimini, Miramare (RN)

4.    Hotel Baltic, Rimini (RN)

5.    La Madonnina, Soraga (TN)

6.    Hotel Saint Martin, Aprica (SO)

7.    Hotel Augustus Riccione, Riccione (RN)

8.    Hotel Week-end, Cesenatico (FC)

9.    Sporthotel Rosatti, Dimaro Folgarida (TN)

10.Alexander Hotel Alpine Wellness Dolomites, Molveno (TN)

 MIGLIORI HOTEL DI PICCOLE DIMENSIONI

  1. La Minerva, Capri, (NA)
  2. Gagliardi Boutique Hotel, Noto (SR)
  3. Hotel Sporting Family Hospitality, Livigno (SO)
  4. Wellness Hotel Casa Barca, Malcesine (VR)
  5. Lifestyle Suites Rome, Roma
  6. Hotel Villa Carlotta, Taormina (ME)
  7. Boutique Hotel Diana, Madonna di Campiglio (TN)
  8. Villa Piazzano, Cortona (AR)
  9. Palazzo Marziale, Sorrento (NA)
  10. Hotel Villa Ducale, Taormina (ME)

MIGLIOR SERVIZIO

1.      Hotel David, Firenze (FI)

2.      Hotel Villa Carlotta, Taormina (ME)

3.      Hotel Villa Sirena, Casamicciola (NA)

4.      Hotel Belvedere, Riccione (RN)

5.      Luxury Villa Excelsior Parco, Capri (NA)

6.      Hotel Pasquale, Monterosso al
Mare (SP)

7.      Park Hotel Brasilia, Jesolo (VE)

8.      Aktivhotel Santalucia, Torbole (TN)

9.      Hotel Artemide, Roma

10.   Hotel Margherita, Praiano (SA)

MIGLIORI PENSIONI E B&B

1.     B&B Mondello Design, Mondello (PA)

2.     La Palazzetta del Vescovo, Fratta Todina (PG)

3.     Locanda dell’Artista, San Gimignano
(SI)

4.     B&B Dimora dell’Etna, Milo (CT)

5.     Salerno Centro Bed and Breakfast, Salerno (SA)

6.     QuodLibet, Roma

7.     B&B Tre Civette Sul Comò, Roma

8.     Salerno Antica B&B, Salerno (SA)

9.     Like Home, Azzano San Paolo (BG)

10.  Rome Armony Suites, Roma

MIGLIORI HOTEL ROMANTICI

  1. Hotel Villa Ducale, Taormina (ME)
  2. Al Ponte Antico Hotel, Venezia (VE)
  3. San Luis Retreat Hotel & Lodges, Avelengo (BZ)
  4. Capri Wine Hotel, Capri (NA)
  5. Wellness Hotel Casa Barca, Malcesine (VR)
  6. Il San Pietro di Positano, Positano (SA)
  7. Aia Mattonata Relais, Siena (SI)
  8. Hotel Rocca Della Sena, Tropea (VV)
  9. Corte Di Gabriela, Venezia (VE)
  10. Maison La Minervetta, Sorrento (NA)

MIGLIORI HOTEL PER FAMIGLIE

  1. Cavallino Bianco Family Spa Grand Hotel, Ortisei(BZ)
  2. Club Family Hotel Serenissima, Cesenatico (FC)
  3. Hotel Baltic, Giulianova (TE)
  4. Hotel Amarcord, Pinarella (RA)
  5. Club Family Hotel Executive, Cesenatico (FC)
  6. Hotel Piz Galin, Andalo (TN)
  7. Family Hotel Gran Baita, Pozza di Fassa (TN)
  8. Family & Wellness Hotel Serena, Andalo (TN)
  9. Club Family Hotel Milano Marittima, Milano Marittima (RA)
  10. Hotel Doge, Alba Adriatica (TE)

 

 

 

 

 


 

Buon compleanno Hassler: 125 anni festeggiati a Roma con un mega evento

L’Hassler Roma incanta la città con un evento tra lusso e prelibatezze in occasione di un importante anniversario

Un gioco di luci sotto un cielo stellato, mentre turisti e cittadini con il naso all’insù attendevano in trepidante attesa l’arrivo di vip, politici e star del piccolo e grande schermo. L’Hassler, lo storico albergo che tutto il mondo ci invidia ieri sera ha dato spettacolo, per festeggiare un compleanno unico e un evento speciale. Per il brand di Trinità dei Monti era, infatti, il momento di spegnere le sue prime 125 candeline, per il Presidente e General Manager Roberto E. Wirth, invece, il giorno per ricordare i suoi primi 40 anni di carriera con la “donna della sua vita”, non una signora in carne e ossa ma una struttura che richiede attenzioni e cura come poche. Al crepuscolo, sul prospetto immagini della Roma più bella e delle finestre addobbate a festa sono state abilmente ricreate a creare un effetto scenico e luminoso in grado da completare la perfetta cornice di Piazza di Spagna, gioiello speciale della Città Eterna. 

Per il duplice anniversario, l’icona Hassler ha ospitato moltissime personalità e volti noti, da Bruno Vespa a Gianni Alemanno, giusto per citarne un paio, tra finger food di qualità e menù stellato. Del resto, non è un caso se da qui sono passati nomi indelebili come Audrey Hepburn, Lady Diana, Grace Kelly, ma anche Victoria Beckham, George Clooney, Tom Cruise e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Tutti innamorati dell’incredibile hotel in cima alla scalinata di Trinità dei Monti.

La storia e la serata

Ha aperto le porte nel 1893 grazie ad Alberto Hassler e dagli anni Venti appartiene alla famiglia Wirth. Sin da subito è diventato punto di riferimento del turismo di lusso, che nella Capitale quest’anno ha registrato un incremento del 4,5 per cento per un totale di 15milioni di turisti. Nel giorno dell’anniversario la scelta è stata quella di omaggiare la città di Roma, ma anche le origini svizzere del brand, con una delegazione e una proposta culinaria a tema.

Da poco ristrutturato, mantiene un perfetto filo conduttore tra passato, presente e futuro e con le sue 91 camere e suite con vista, tutte arredate e decorate con stili diversi, l’Hassler Roma incontra praticamente il gusto di tutti. Al sesto piano spicca il ristorante panoramico stellato Imàgo condotto abilmente dal pluripremiato chef Francesco Apreda, che ha anche creato il menù per la serata speciale. Un mix tra i classici della cucina dell’Hassler, rivisitati in chiave moderna, come il cocktail di gamberi in patate novelle e la tartina di polenta, gorgonzola e noci insieme alle creazioni che hanno reso il ristorante stellato Imàgo un punto di riferimento indiscusso, come il risotto cacio pepi e sesami e le capesante impanate e tartufo nero. Senza dimenticare alcune specialità svizzere, dalla tipica raclette alla torta grigionese e i dolci creati dalla pastry chef Simona Piga. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sudafrica: una vacanza a Pretoria tra attrazioni e gastronomia

In Sudafrica, una città da tenere d’occhio è Pretoria. In continuo movimento, è un mix perfetto di arte, cultura, bellezze, gastronomia e divertimento

Pretoria è una delle destinazioni più in crescita del Sudafrica, ricca di attrazioni per il tempo libero e piena di proposte per i prossimi mesi. Sono diverse, infatti, le nuove aperture in grado di attirare un numero sempre crescente di turismo in quella che rappresenta la capitale amministrativa del Paese.

Una città moderna e dinamica

Un viaggio da queste parti garantisce un mix di esperienze particolari, legate alla cultura ma anche alla gastronomia e i dati del Brookings Metropolitan Policy Program parlano chiaro: si tratta dell’area economica della zona più votata al cambiamento. L’aria di novità si nota ovunque, a cominciare dalle nuove aperture, fino agli appuntamenti di tipo culturale e nel settore della ristorazione.

Cosa fare nel tempo libero a Pretoria

Una delle attrazioni più rinomate da queste parti è il Sun International Square, il secondo casinò più grande del Sudafrica che è diventato il centro nevralgico di interessanti eventi locali e internazionali. In più, rappresenta anche il maggior centro di sviluppo nel settore dell’ospitalità, del gioco d’azzardo e del divertimento. All’interno ci sono 18 bar e ristoranti di punta, un anfiteatro e il Maslow Hotel, rappresentando in fondo il cuore del divertimento di Pretoria.  La nuova scena del divertimenti passa oggi da The Times Square, ma non è da sottovalutare nemmeno la scena culturale. La stessa che parte, ad esempio, dal Pretoria Art Museum che ha scelto di celebrare il centenario di Nelson Mandela con delle opere della Resistance of Art dal 1960 al 1980. Altra location da segnare in agenda è certamente quella del South African State Theatre dove sono in calendario spettacoli di ogni genere: dai festival, alle commedie ai concerti fino alla musica jazz.

La cucina

A Pretoria è praticamente d’obbligo anche un giro per ristoranti. Il tour culinario può cominciare dall’Heritage Lifestyle Restaurant, di nuova apertura, che garantisce in menu ottimi piatti della cucina tradizionale africana rivisitati in chiave contemporanea. L’ambiente è raffinato e in sottofondo c’è della delicata musica jazz. C’è poi il Cockpit Brewhouse, un birrificio-ristorante a tema aviazione, leggermente fuori città, a Cullinan. All’interno viene servita la migliore birra artigianale e nel weekend non manca la musica live. E poi c’è la LeSi Restaurant at Casa Toscana, all’interno del quale, nel corso della serata, si assiste a una performance teatrale messa in scena dal personale. Le portate da gustare qui in tutto sono sei.

Dove dormire

Diverse sono  Pretoria le nuovissime aperture, infine, riguardo agli hotel. Si comincia dal The Maslow Time Square, una struttura all’avanguardia con diverse opzioni di pernottamento. Le camere sono a tre e cinque stelle dentro il medesimo edificio. C’è poi lo 012 Central, complesso multifunzione con spazi per eventi. Al suo interno si organizza il Market@Sheds, un mercato mensile carico di colori e prodotti unici tra birra artigianale e street food. Si svolge l’ultimo sabato del mese ed è aperto dalle 11 alle 18 al costo di 50 rand, circa 3 euro.

Lo shopping che salva i monumenti italiani: fino al 15 novembre una iniziativa unica

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Fare acquisti è una delle attività preferite delle donne e non solo. Crisi a parte. Fino al prossimo 15 novembre, c’è la possibilità di fare shopping nei The Style Outlets e tutelare le meraviglie dello Stivale. Sì perché è scattata già da inizio ottobre una campagna speciale che coinvolge ogni angolo della Penisola e inaugura la collaborazione di Neiver, azienda leader in Europa e il Fondo per l’Ambiente Italiano. Partecipare alla raccolta fondi del FAI per l’iniziativa “Ricordiamoci di salvare l’Italia“, è semplice: si può contribuire con due euro all’atto dell’acquisto all’interno dei punti vendita di Vicolungo (Novara)/Castel Guelfo (Bologna).

I clienti riceveranno poi una FAI Donor Card, che consentirà un ingresso gratuito in un bene FAI. Tra i patrimoni del Belpaese da non perdere, in questo senso, ci sono Villa Necchi Campiglio nel cuore di Milano, la splendida Abbazia di San Fruttuoso a Capodimonte, nella suggestiva insenatura del Monte di Portofino, o il Giardino Pantesco di Donnafugata nel cuore di Pantelleria. Questi, ovviamente sono solo esempi, perché i beni da vedere gratuitamente sono tantissimi. Per visionare l’elenco completo si può dare una occhiata a questo link.

Villa Necchi Campiglio, Milano - Foto Giorgio Majno, Fotografo 2008 © Archivio FAI - Fondo Ambiente Italiano

Il Fondo Ambiente Italiano da anni cerca di preservare e riportare alla luce angoli di natura, paesaggio o capolavori dell’arte dimenticati. La campagna Fai viene sposata stavolta appieno da Neinver in primo piano in ambito sociale, di tutela dell’ambiente e del consumatore. Si tratta di una azienda nota nel settore dello sviluppo, degli investimenti, delle gestioni immobiliari e di fondi, con oltre 40 anni di esperienza. Sul mercato oggi conta la gestione di 15 outlet center.Le boutique dei The Style Outlets propongono collezioni con sconti sul prezzo di listino che vanno dal 30% al 70% e sono posti dove arte e creatività permettono a tutta la famiglia di trovare il giusto intrattenimento. Stavolta anche in nome del Fai.