Natale e Capodanno con Vueling: nuove rotte in arrivo

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Le feste diventano più economiche se si decolla con Vueling, che pensa ai potenziali viaggiatori per il prossimo Natale e Capodanno. Con 7 collegamenti straordinari, più le 26 rotte che abitualmente partono dalla Capitale in inverno, aggiungerà fino a 1.370.000 posti. Dal 4 all’8 dicembre, poi, il Ponte dell’Immacolata sarà speciale con l’opportunità di raggiungere Palma di Maiorca con una tratta speciale, garantita in tale occasione.

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Street View conquista la Giordania: Petra e i suoi tesori su Google Maps

Mentre granelli di sabbia rossastra volteggiano nell’aria e brillano al sole come piccoli gioielli dorati, Petra si mostra in tutta la sua incredibile bellezza. Non è un caso che sia patrimonio mondiale dell’Unesco e che al suo interno conservi almeno altri 30 siti da tenere in considerazione. Il suo incredibile fascino, però non è una novità, la vera notizia interessante è che finalmente è disponibile su Google Street View, segnando un passo molto importante nella storia del Paese. La stessa Regina Rania Al Abdullah di Giordania si è mostrata entusiasta per la notizia, ringraziando personalmente Google, attraverso un post ufficiale. Commento che ha postato sui social ed è diventato ben presto virale.

Perché l’inserimento su Street View è così importante

Petra

Oltre 30 siti storici oggi possono essere esplorati online, scoprendo anche da lontano questo tesoro del Medio Oriente. Un modo per favorire il turismo, in un momento delicato a livello mondiale come questo e verso una destinazione che pur essendo tranquilla, si trova circondata da Paesi instabili politicamente.

La Giordania è il tempio di grandi civiltà del passato, lo si può notare dai reperti ancora oggi presenti, ma è pure culla di storia e paesaggi particolari e di qualche mito. Oggi si scoprono ancora le tracce della Via della Seta che collegava le regioni del commercio mondiale, i turisti raggiungono città antiche come Gerasa, di origini romane e Petra, fondata dai Nabatei. Non dimentichiamo poi il Monte Nebo e il fiume Giordano che rappresentano esempi unici di quanto questa terra nasconda al suo interno. Discorso a parte merita il Wadi Rum, più volte location di film di fama internazionale. Qui, di recente, è stato girato pure “The Martian”, il nuovo successo nelle sale di tutto il mondo. Con l’arrivo di Google Street View, chi ama questo Paese e vuole saperne di può, può iniziare osservando online il patrimonio storico unico nel suo genere.

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La Giordania che resta un ponte di mediazione tra i Paesi del Medio Oriente, va preservato ma anche scoperto e vissuto e durante un viaggio la sua cucina è in grado di deliziare il palato dei visitatori.

Petra, poi, è la sua perla più importante. La città rosa circondata da gole di montagna, sembra raccontare ancora di quando era un fiorente centro di commercio, circondato da enormi pareti rocciose di arenaria. Da quando qui ha visto la luce il film “Indiana Jones e l’ultima crociata”, con Harrison Ford e Sean Connery, è persino più nota. Adesso, anche da lontano sarà possibile fare un balzo indietro nel tempo, vedendone virtualmente le tombe, i siti e l’anfiteatro, che coprono una superficie pari a quella di Lower Manhattan. E poi magari pensare a prenotare un viaggio.

Amman Citadel

Gerasa, invece, resta il secondo sito più visitato del paese ed è un grande esempio di architettura romana ben conservata. Basterà un clic per avere l’impressione di camminare tra le rovine e i templi. C’è poi il Monte Nebo, a 10 chilometri a ovest  della città romano-bizantina di Madaba e in quest’ultima città c’è da vedere una mappa mosaico sul pavimento unica. Ancora, si può concludere il giro con un tour del Mar Morto, nel punto più basso della Terra o tra castelli nel mezzo del deserto come Al Karak, fino ad arrivare al castello di Ajlun, costruito da Saladino, senza dimenticare poi i castelli del deserto Umayyad, come Qasr Amra e Qasr Al Kharana. Basta visitare g.co/Jordanhighlights e iniziare il giro.

 

 

Una notte in un castello: idee romantiche vicino Merano

Castel Fragsburg

Regni di fate, principesse e amori struggenti, per le donne che ancora sentono riecheggiare nelle orecchie i racconti e le favole della buonanotte a tema. Teatri di storia scritta sui libri, di architetture spettacolari e di intrighi leggendari, per chi è meno sognatore ma adora i misteri che si nascondono dietro alle fortezze. Anche i dintorni di Merano conservano degli splendidi castelli dove si può dormire qualche notte, osservando fuori paesaggi imbiancati e panorami a perdita d’occhio. In Alto Adige il desiderio di un soggiorno diverso dal solito in una location differente dal classico albergo, può diventare realtà e sono almeno quattro gli antichi manieri più richiesti dove organizzare una vacanza.

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Perché i parchi di Parigi sono i più belli del mondo

Scelgo in questi giorni di forzata paralisi intellettuale, di buttare giù un articolo che avevo insieme a mille altri in un cassetto di splendidi ricordi. Scrivo e pubblico perché mi sento comunque ferito e rabbioso, inutile e ricattato, costretto a seguire con morbosa attenzione media e social, ritardando la vita ed i progetti.

Così mi sfogo o almeno ci provo, facendo l’unica cosa che davvero posso fare per omaggiare una città che amo visceralmente e mi affido alla macchina da scrivere del tempo. Quella che mi permette di tornare con la mia famiglia, nella “nostra” Parigi solo pochi mesi fa. A passeggio primaverile nei suoi parchi meravigliosi. Indiscutibilmente, i più belli del mondo.

E vi dimostro perché.

Parigi è una di quelle città (che io conto in una mano, forse due) dove, quando ti svegli al mattino e non devi lavorare, hai solo l’imbarazzo, per non dire impotenza, della scelta di cosa andare a fare o vedere. Tale è la bellezza imponente della città e la ricchezza del suo patrimonio artistico, culturale, commerciale e d’intrattenimento che molto spesso si limitano le visite ai suoi parchi. Di norma scegliendone un paio, magari fra i giardini più battuti.

La fortuna di viaggiare (certo in una città che frequentiamo spesso) con i propri figli piccoli ti permette invece di affrontare subito questo incredibile aspetto di Parigi. Ogni giorno puoi perderti in una cornice verde e rigogliosa diversa, con scenari unici che ti permetteranno sempre di respirare la Grandeur Parisienne. Andiamo a caccia allora, di verde, di profumi, di pace e di speranza.

Jardin D’Acclimatation (Jardin Zoologique d’Aclimatation)

Jardin D’Acclimatation e Fondation Luis Vuitton,

E’ il primo di cui voglio parlare, perché è sicuramente molto curioso. Pur essendo il più antico parco d’attrazioni di Francia (inaugurato nel 1860, alla presenza di Napoleone III), rappresenta anche la modernità, l’esotismo botanico e la contemporaneità della natura metropolitana parigina.

Inoltre non sarà certo la prima tappa che sceglierete a Parigi, perché non è proprio “di strada”. Si trova infatti all’interno (confine nord) dell’enorme Bois di Boulogne, Il Bosco di Boulogne, uno dei più vasti e più amati dai cittadini, ex-riserva di caccia dei Re di Francia, che si estende tra Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine. Appena fuori dall’anello principale (Boulevard Peripherique) della città.  Tuttavia raggiungerlo è facilissimo, come quasi tutto quello che si trova verso l’esterno del grande centro convulso.

Il Giardino d’acclimatazione con un’estensione di circa 20 ettari, si compone di varie e diverse aree giochi e ricreative, da numerose specie di alberi ed insolite vegetazioni. Non è pubblico, bensì con un complicatissimo ma utilissimo sistema ventaglio di scelte (tipico francese) per la tariffa che preferite.

Non manca nulla. Giostre, giochi acrobatici, specchi deformanti, poi il trenino elettrico, il ruscello da ridiscendere con le piccole barchette, il teatrino, il centro equestre.. Perfino i dromedari (che in effetti fanno un po’ pena insieme agli immancabili pony). Si capisce perché sia un paradiso per i bambini.

Quello che però colpisce, lo dico da non estimatore particolare di parchi giochi e affini, è l’ordine e la pulizia che regnano sovrani in questa immensa macchia verde azzurra. Anche i caffè sono perfetti. “Svedesi” oserei dire.

Giardino d'Acclimatazione a Parigi

Persino i carretti dei gelati o dei panini sono di un’eleganza contestuale. Paragonateli ai nostri inquietanti camion-bar…C’è anche una fattoria in stile normanno con tanto di pecore, galline e conigli, oltre alle api che producono un miele 100% parigino e che può essere acquistato all’interno della boutique principale.

Da una decina d’anni poi, l’antichissimo giardino ospita al suo interno la modernissima e sfavillante Fondazione Luis Vuitton, che non può fare a meno di attirarti mentre cammini scrutandola fra gli alberi come farebbe un astronauta che si avvicina ad una nave stellare aliena.

Fondation Louis Vuitton a Jardin d'Acclimatation #WeParis #RomaninParis

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Il contrasto tra questi due mondi, ancorché uniti da un geometrico ordine asimettrico, produce quella particolare sensazione di stupore e sospensione dalla propria dimensione frenetica del quotidiano. Sì, in questo parco, io ho avvertito nitidamente una piccola catarsi. E tornare a casa diventa quasi un ritorno alla realtà.

Fondation Louis Vuitton e Jardin D’Acclimatation

 

Parc Monceau 

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Forse il mio preferito in assoluto. Ci puoi incontrare gli innamorati di Peynet. Evocare i dipinti di Monet. Raccoglierti all’ombra di un meraviglioso albero secolare a leggere Flaubert, Hugo o meglio ancora Proust.

Manca solo #Peynet. #WeParis

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Un parco pubblico, molto proporzionato (né immenso, né minuscolo), nella zona dell’Arc de Triomphe verso nord/ovest. Ci si entra attraverso le due grandi porte realizzate da Gabriel Davioud in ferro battuto e decorate con ornamenti dorati, dal sapore quasi viennese. Ma, come dicevo sopra, per me è soprattutto il parco degli innamorati e degli impressionisti.

Il giardino è abbellito anche da un gran numero di statue in marmo di famosi personaggi francesi, soprattutto scrittori e musicisti, tra cui Guy de Maupassant, Frédéric Chopin, Charles Gounod, Ambroise Thomas, Alfred de Musset, e Edouard Pailleron.

Parc Monceau Paris

Il vero tesoro di Parco Monceau è però quello rappresentato dai suoi rigogliosi alberi secolari e fiori di ogni tipo. Curatissimi, eleganti eppure anarchici nella disposizione (come piacciono a me), essi creano quell’ordine incomprensibile della Natura, per cui dimensioni e colori si sposano con il cielo e le nuvole di Parigi in cornici uniche, offrendo ad ogni sguardo, un quadro indimenticabile.

Sempre all’interno del parco c’è anche spazio per elementi architettonici “vezzosi”, come le Naumachie, una grande vasca ovale circondata da un colonnato semicircolare in stile corinzio.

Ci sono infine il Pavillon de Chartres, un colonnato a pianta rotonda costruito da Claude-Nicolas Ledoux ed una piccola piramide dal fascino esoterico, una giostra antica e splendidi palazzi eleganti che si affacciano quali testimoni muti di tanta bellezza.

 

Jardin des Plantes

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Il paradiso dei fiori. Monumentale quanto antico Orto Botanico, il più grande di Francia. Centralissimo, praticamente sulla Senna, all’altezza di Pont D’Austerlitz.

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Il Giardino delle Piante fa parte del Museo di Storia Naturale, infatti, contiene quattro gallerie: il Museo della Mineralogia, il Museo dell’Entomologia, il Museo della Paleontologia e la Grande Galerie de l’Évolution, dedicata all’evoluzione della vita sulla Terra e all’influenza dell’uomo sul pianeta. Ovviamente rimanendo all’esterno, verrete prima di tutto sedotti dai fiori e dai colori, nel classico stile all’italiana di architettura da giardini.

I contro viali vi permettono di rilassarvi, ed uscire dal rimbambimento di petali e profumi. Giostre e caffè dilateranno il vostro relax.

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Ci sono poi numerose serre con piante esotiche, la scuola di botanica, il giardino alpino con oltre 2000 specie di piante di montagna, il giardino ecologico, il giardino delle rose, il giardino delle peonie, il giardino dell’Iris e un fantastico labirinto realizzato nel XVIII secolo.

 

Jardin du Luxembourg (Giardini del Lussemburgo)

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Fra i più famosi parchi di Parigi. Quasi un’istituzione insieme alle Tuileries, non potevo esimermi da un passaggio anche qui, in uno dei simboli della bellezza parigina. Chiudo con lui, sebbene manchino all’appello tante altre perle (Trocadero, Champ de Mars, Parc de la Villette..ecc.). A me basta quasi il jardin du Palais Royal per restare inebriato.

Torniamo al nostro parco. Situato tra Saint-Germain e Montparnasse, quindi molto centrale, il parco del Palazzo del Lussemburgo è gigantesco. Tra i più grandi di Parigi. La sua magnificenza ti fa quasi inchinare.

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Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il grande giardino pubblico, è costellato da opere d’arte, statue e monumenti come la celebre Fontana dei Medici, con la sua lunga vasca lucente di magici specchi d’acqua e gli alberi ai lati che si conclude in un’edicola.

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C’è anche la Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi, riproduzione dell’originale donata agli Stati Uniti, il busto di Charles Baudelaire, la statua di Beethoven, la Fontana dell’Osservatorio e tantissime altre riproduzioni di personaggi famosi.

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Inoltre, il Senato francese è ospitato nel Palazzo del Lussemburgo. Ripreso da Palazzo Pitti a Firenze (per l’uso del bugnato). Una gemma del barocco francese in mezzo al verde che offre l’idea (consueta, va detto, a Parigi) di trovarsi in una giardino aristocratico, per non dire “di Corte”. Così tendi a camminare con una certa nobiltà…

Luxembourg

Luxembourg Paris

Si tratta di un affascinante rischio difficile in cui non scivolare a Paris: una scena che abbiamo già raccontato a proposito degli impressionisti. Una sorta di sindrome di Stendhal della Bellezza.

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Tuttavia la folla eterogenea di ragazzi, turisti, parigini, bambini ti riporta subito coi “piedi per terra”(o dentro un ritratto di Renoir!).  Per non parlare dei settori predisposti per il divertimento dei più piccoli, che diventano veri e propri pollai umani, sempre tuttavia ben circoscritti nel proprio spazio di sicurezza.

E che dire della “bocciofila”? Non è una tela perfetta e strappalacrime di fine ‘800?

Un capitolo a parte lo meritano poi alcuni elementi tradizionali di questi parchi, che io personalmente trovo deliziosi ed emblematici per dimostrare la loro supremazia mondiale.

Parlo degli arredi.

Semplici tocchi di classe francese per strumenti d’utilizzo quotidiano.

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Lasciamo perdere le mille pigre panchine. Quelle di una volta. Comode.

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Ma avete mai visto le sedie? In ferro battuto, mobili. Che vi potete portare dove vi pare. Quanto durerebbero a Roma o a Milano?

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Certo, qui i parchi hanno regole ed orari precisi. Ma il grado di rispetto e cura è dato prima di tutto da chi li frequenta.

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E basta un piccolo angolo di verde nel cuore della città, per capire meglio questa semplice equazione.

come non amarla? #WeParis

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Gli scali minori e il meridione, dimenticati dai voli?

 

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Le compagnie aeree, sia le low cost che spesso quelle di bandiera, diminuiscono il numero dei voli verso le isole minori e, in generale, verso il meridione. Da qualche tempo a questa parte, addirittura, qualche vettore a basso costo ha proprio deciso di abbandonare. Questo potrebbe essere il caso di EasyJet con la Sicilia o di Blue Panorama. Senza contare che la Wind Jet che un tempo faceva volare gli abitanti della Trinacria a prezzi vantaggiosi, è da tempo fallita.

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