Buon compleanno Hassler: 125 anni festeggiati a Roma con un mega evento

L’Hassler Roma incanta la città con un evento tra lusso e prelibatezze in occasione di un importante anniversario

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Un gioco di luci sotto un cielo stellato, mentre turisti e cittadini con il naso all’insù attendevano in trepidante attesa l’arrivo di vip, politici e star del piccolo e grande schermo. L’Hassler, lo storico albergo che tutto il mondo ci invidia ieri sera ha dato spettacolo, per festeggiare un compleanno unico e un evento speciale. Per il brand di Trinità dei Monti era, infatti, il momento di spegnere le sue prime 125 candeline, per il Presidente e General Manager Roberto E. Wirth, invece, il giorno per ricordare i suoi primi 40 anni di carriera con la “donna della sua vita”, non una signora in carne e ossa ma una struttura che richiede attenzioni e cura come poche. Al crepuscolo, sul prospetto immagini della Roma più bella e delle finestre addobbate a festa sono state abilmente ricreate a creare un effetto scenico e luminoso in grado da completare la perfetta cornice di Piazza di Spagna, gioiello speciale della Città Eterna. 

Per il duplice anniversario, l’icona Hassler ha ospitato moltissime personalità e volti noti, da Bruno Vespa a Gianni Alemanno, giusto per citarne un paio, tra finger food di qualità e menù stellato. Del resto, non è un caso se da qui sono passati nomi indelebili come Audrey Hepburn, Lady Diana, Grace Kelly, ma anche Victoria Beckham, George Clooney, Tom Cruise e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Tutti innamorati dell’incredibile hotel in cima alla scalinata di Trinità dei Monti.

La storia e la serata

Ha aperto le porte nel 1893 grazie ad Alberto Hassler e dagli anni Venti appartiene alla famiglia Wirth. Sin da subito è diventato punto di riferimento del turismo di lusso, che nella Capitale quest’anno ha registrato un incremento del 4,5 per cento per un totale di 15milioni di turisti. Nel giorno dell’anniversario la scelta è stata quella di omaggiare la città di Roma, ma anche le origini svizzere del brand, con una delegazione e una proposta culinaria a tema.

Da poco ristrutturato, mantiene un perfetto filo conduttore tra passato, presente e futuro e con le sue 91 camere e suite con vista, tutte arredate e decorate con stili diversi, l’Hassler Roma incontra praticamente il gusto di tutti. Al sesto piano spicca il ristorante panoramico stellato Imàgo condotto abilmente dal pluripremiato chef Francesco Apreda, che ha anche creato il menù per la serata speciale. Un mix tra i classici della cucina dell’Hassler, rivisitati in chiave moderna, come il cocktail di gamberi in patate novelle e la tartina di polenta, gorgonzola e noci insieme alle creazioni che hanno reso il ristorante stellato Imàgo un punto di riferimento indiscusso, come il risotto cacio pepi e sesami e le capesante impanate e tartufo nero. Senza dimenticare alcune specialità svizzere, dalla tipica raclette alla torta grigionese e i dolci creati dalla pastry chef Simona Piga. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vuoi vivere un’avventura emozionante nel circolo polare artico nel 2019? Ecco le info

Un’avventura nel circolo polare artico? Nel 2019 è possibile e ora è tempo di candidarsi alla Fjällräven Polar

Avventure in un paesaggio tutto bianco e illuminato da infiniti panorami di cielo di un celeste tenute. E poi, più di 300 km nella natura selvaggia e almeno 200 cani da slitta addestrati, pronti a far vivere il sogno a viaggiatori di tutto il globo, in cerca di una suggestione ai confini del mondo. Riparte la Fjällräven Polar nel circolo polare artico e, per l’edizione 2019, le candidature per partecipare, sono aperte fino al prossimo 13 dicembre. 

L’avventura invernale più bella, in compagnia di guide esperte e panorami mozzafiato

Il Fjällräven Polar, è un appuntamento di respiro mondiale che ogni aprile permette ad una trentina di persone, di volare fino alle regioni artiche scandinave per un’alternativa unica e difficile da dimenticare. Attraverso la tundra, ci si sposta in velocità su comode slitte e non serve avere esperienza precedente sul campo, per proporsi fra i partecipanti. Basta, infatti, avere la giusta attrezzatura e il supporto adeguato e chiunque può affrontare una spedizione invernale di tale tipo, anche se in condizioni estreme.  

Non solo per esperti dell’outdoor

Fjällräven Polar si rivolge ai turisti curiosi e desiderosi di scoprire un micromondo unico, assolutamente diverso dal proprio quotidiano. Ognuno guiderà la propria slitta e dovrà occuparsi dei propri cani, durante il viaggio. Dovrà, quindi, farli mangiare e imparare ad allestire il proprio accampamento. Certamente, ogni partecipante non sarà da solo, ma avrà accanto gli esperti del progetto, pronti a risolvere eventuali difficoltà e problemi durante il percorso.

Come iscriversi?

I candidati devono presentare online un video o delle fotografie e attendere il responso. Solo lo scorso anno, in moltissimi hanno provato a vivere l’esperienza, caricando 4.573 richieste. In più, il sito dedicato alle iscrizioni ha ricevuto quasi 3 milioni di visualizzazioni, mentre i candidati hanno raccolto un totale complessivo di circa 987.000 voti. Come sempre, tutti i paesi del mondo sono raccolti in 10 macro regioni, ciascuna delle quali ha a disposizione due posti, uno per chi ottiene il maggior numero di voti online e uno per chi verrà selezionato dalla giuria.Per inviare la propria candidatura, gli aspiranti partecipanti devono registrarsi sul portale dedicato dove sono chiamati a caricare un video o delle foto che spieghino al meglio il perché dovrebbero essere scelti.

La storia

Il fondatore di Fjällräven, Åke Nordin ha inaugurato questo appuntamento annuale negli anni Novanta, dopo l’incontro con Kenth Fjellborg, uno dei più conosciuti sleddog drivers in Svezia. Si erano parlati in occasione della più importante competizione di sleddog: la leggendaria Iditarod Race in Alaska. Åke, infatti, si innamorò della gara e decise di portarla proprio in Svezia. Il 1997 è stato l’anno giusto, durante il quale è partita la prima edizione di Fjällräven Polar e per un decennio è andata avanti con  il format di una gara, seguendo l’esempio dell’Iditarod Race. Nel 2012, invece, è diventato un un evento per persone comuni. Nel corso degli anni, i partecipanti hanno affrontato dalle bufere di neve ai -30°C di temperatura, fino ai meravigliosi e soleggiati paesaggi ricoperti da una coltre scricchiolante di neve bianca. 

 

 

 

 

Ti senti solo? A Tokyo puoi prendere un caffè al bar con un peluche

A Tokyo, un ristorante offre compagnia particolare agli ospiti solitari, fornendo dei peluche ispirati ai Moomin

Mai più un caffè da soli (e non è una minaccia). In Giappone, al Moomin Café i clienti che non entrano in coppia o in gruppo, possono trovare un’immediata (quanto bizzarra) compagnia, suggerita dallo stesso locale. Per regalare un momento di surreale relax, i proprietari hanno pensato di prestare ai clienti solitari degli animali di pezza che, seduti accanto nel tavolo, forniscono a loro modo piacevole presenza. Lo stesso vale anche per un pasto più lungo, come un pranzo o una cena.

A Tokyo con un “moomin gigante”

Il ristorante ha destato la curiosità di tutto il mondo, proprio per la drastica soluzione di ridurre a zero la ristorazione solitaria, offrendo animali imbalsamati giganti. Ma è davvero una tecnica dagli effetti positivi, o potrebbe intimorire ulteriormente coloro che non riescono a trovare una compagnia o, peggio, non la desiderano affatto? Al momento comunque l’alto numero di frequentatori della struttura sembra aver dato ragione allo staff, nonostante gli amici di pezza non siano in grado di parlare o dare consigli su come trovare una vera relazione.

L’idea, la storia

La selezione di giocattoli fa parte del gruppo di personaggi dei famosi libri di Moomin dalla Finlandia e riprende più che altro la forma degli ippopotami ( ma non solo). Con l’arrivo dei social, per molti clienti questa è l’occasione speciale per farsi fotografare e postare la divertente immagine con la speranza che diventi il più virale possibile. Lo stesso cafè comunque sta iniziando a fare il “giro del mondo” e su e giù per l’Asia non mancano i luoghi dove si possono gustare cibi ispirati ai Moomin.

Dopo un’apertura a New York, si vocifera il suo arrivo anche nel Regno Unito confermando una tristissima verità. Al di là del lato ludico e della questione, in una società sempre connessa è diventato difficile costruire rapporti umani, veri o fugaci, e la solitudine è più una costante che una possibilità.