Ti senti solo? A Tokyo puoi prendere un caffè al bar con un peluche

A Tokyo, un ristorante offre compagnia particolare agli ospiti solitari, fornendo dei peluche ispirati ai Moomin

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Mai più un caffè da soli (e non è una minaccia). In Giappone, al Moomin Café i clienti che non entrano in coppia o in gruppo, possono trovare un’immediata (quanto bizzarra) compagnia, suggerita dallo stesso locale. Per regalare un momento di surreale relax, i proprietari hanno pensato di prestare ai clienti solitari degli animali di pezza che, seduti accanto nel tavolo, forniscono a loro modo piacevole presenza. Lo stesso vale anche per un pasto più lungo, come un pranzo o una cena.

A Tokyo con un “moomin gigante”

Il ristorante ha destato la curiosità di tutto il mondo, proprio per la drastica soluzione di ridurre a zero la ristorazione solitaria, offrendo animali imbalsamati giganti. Ma è davvero una tecnica dagli effetti positivi, o potrebbe intimorire ulteriormente coloro che non riescono a trovare una compagnia o, peggio, non la desiderano affatto? Al momento comunque l’alto numero di frequentatori della struttura sembra aver dato ragione allo staff, nonostante gli amici di pezza non siano in grado di parlare o dare consigli su come trovare una vera relazione.

L’idea, la storia

La selezione di giocattoli fa parte del gruppo di personaggi dei famosi libri di Moomin dalla Finlandia e riprende più che altro la forma degli ippopotami ( ma non solo). Con l’arrivo dei social, per molti clienti questa è l’occasione speciale per farsi fotografare e postare la divertente immagine con la speranza che diventi il più virale possibile. Lo stesso cafè comunque sta iniziando a fare il “giro del mondo” e su e giù per l’Asia non mancano i luoghi dove si possono gustare cibi ispirati ai Moomin.

Dopo un’apertura a New York, si vocifera il suo arrivo anche nel Regno Unito confermando una tristissima verità. Al di là del lato ludico e della questione, in una società sempre connessa è diventato difficile costruire rapporti umani, veri o fugaci, e la solitudine è più una costante che una possibilità.

 

 

Leonardo da Vinci: a 500 anni dalla morte, la Francia presenta una novità

In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, la Francia celebra il genio italiano con una serie di eventi che saranno in calendario per buona parte del 2019

 

Cinquecento anni dalla morte di Leonardo Da Vinci e altrettanti eventi che nel 2019 allieteranno la zona della Valle della Loira, in Francia. Questo è più o meno il numero dei festival, workshop e appuntamenti a tema, per i cinque secoli dalla scomparsa del Genio Creativo al castello di Clos Lucé. La sua esistenza ha influenzato le arti a tal punto, da promuovere in buona parte l’origine del Rinascimento Francese. E per dodici mesi si moltiplicheranno, dunque, gli appuntamenti dedicati al Maestro o connessi comunque alla sua figura ispiratrice.

Dalle mostre all’Histopad

Workshop, installazioni temporanee, festival, corsi a tema: Francia e Italia si troveranno più vicine in occasione della kermesse “Viva Leonardo da Vinci 2019 – 500 anni di Rinascimento del centro Val de Loire“, ma è proprio questa zona della Francia che vivrà una nuova primavera grazie anche a una iniziativa collaterale davvero unica. Se ne parlava da anni e nell’aprile 2019 (un mese prima del quinto centenario dal decesso del creativo più geniale di tutti i tempi) arriverà l’Histopad in ben cinque castelli della Loira, che sono il Domaine Nazionale di Chambord, il Castello Reale di Blois, la Città Reale di Loches, il Castello Reale di Amboise e la Fortezza Reale di Chinon. Di cosa si tratta? Di una proposta unica legata alla realtà aumentata, che un gruppo di giornalisti invitati alla presentazione dell’evento a Milano e Roma, ha già potuto provare. Attraverso il tablet, dunque, è possibile scoprire a 360° alcune stanze, osservando abbigliamento, abitudini e, soprattutto, arredi del periodo. Il risultato è stato possibile grazie a una società specializzata nella valorizzazione del patrimonio attraverso le nuove tecnologie e a esperti del XVI° secolo.

Una mostra “dall’alto”

In occasione del Tour Leonardo Da Vinci, inoltre, è stata mostrata in anteprima alla stampa anche una installazione che unisce presente, passato e futuro. L’esposizione “Renaissances” di Alex Maclean, illustre fotografo del paesaggio riprende immagini dall’alto (relative a luglio 2018) dei castelli della Regione Centro-Valle della Loira. Un modo per mostrare da un altro punto di vista queste meraviglie Unesco, in occasione dei 500 anni del Rinascimento e del rinnovo del pensiero artistico che la data fa scaturire.

Autunno, tempo di foliage: a caccia di foglie colorate (e hotel) con vista lago

Prima dell’inverno e delle feste, è tempo di dimenticare l’estate con un soggiorno vista lago e la cornice del foliage autunnale

Una tela d’autore dove le sfumature sono tenui e accese allo stesso tempo e creano un panorama  d’insieme a tinte forti, che dal verde passa all’arancio, al giallo, al rosso scuro. Il foliage è uno spettacolo d’autunno che mette in scena la natura prima del lungo sonno invernale e mentre gli alberi stringono ancora le loro foglie, prima di lasciarle andare senza rimpianti in un tappeto chilometrico accarezzato dal vento, è tempo di organizzare un tour a caccia dello scatto più suggestivo. Se poi il contesto non è il classico parco, ma comprende un paesaggio con vista lago, la malinconia di fine estate può essere cancellata in un solo istante.

Un viaggio per ammirare scenari meravigliosi

Tra settembre e ottobre (in qualche caso, anche parte di novembre) boschi e foreste lasciano via via le gradazioni cromatiche di verde, per dare vita ad una atmosfera di cromatismi ed emozioni, con effetti scenografici che, in questo caso, si specchiano direttamente nell’acqua. Lo chiamano “turismo foliage” e, in effetti, ha un fascino irrinunciabile che anno dopo anno conquista sempre più viaggiatori alla ricerca di zone suggestive ma poco affollate. La bella notizia è che scenari del genere non mancano nemmeno in Italia ed ecco dove andare nei prossimi weekend, sfruttando il clima ancora piacevole, l’aria pura e i silenzi carichi di poesia. Hotels.com, ha selezionato le destinazioni migliori e altrettanti alberghi nel Belpaese, con vista lago e foglie multicolor.

Dormire vista lago

Lago di Como/ Lago di Garda

  • Grand Hotel Imperiale & Resort, Moltrasio: a pochi chilometri da Como, unisce il liberty alla bellezza senza tempo del paesaggio comasco, con area wellnes e le spa scolpite nella pietra di Moltrasio.
  • Hotel Continental Thermae & Spa, Sirmione: affacciato sul Lago di Garda, ha mantenuto alcune caratteristiche tradizionali quali pavimenti in marmo policromo, lampadari di Murano degli anni ‘50 e una suntuosa scalinata.

Lago Maggiore/Lago D’Orta

  • Hotel La Palma, Stresa: le camera hanno tutte diverse tipologie e l’atmosfera del lago si respira ovunque. Molte le sue attrazioni tra le quali: l’Area Fitness, Lo Sky Pool e la Panoramic Spa.
  • Hotel San Rocco, Orta San Giulio: sul Lago D’Orta, è delimitato dalle mura di un antico monastero e unisce caratteristiche architettoniche austere e funzionalità hi-tech. Accanto c’è la prestigiosa Villa Gippini, per un soggiorno all’insegna del dell’eleganza.

Lago Trasimeno

  • Hotel Giò Wine and Jazz Area, Perugia: la vacanza qui è rilassante al cento per cento tra jazz, vino e cioccolato, con questo quattro stelle suddivise proprio a tema jazz e vino e con una Wine Area e Jazz Area apposite.

Lago di Piana degli Albanesi

  • Agriturismo Al Poggetto, Santa Cristina di Gela: per trascorrere giornate a diretto contatto con la natura è una location perfetta e sono molte le attrazioni (turistiche e naturali) dei dintorni. Si trova in provincia di Palermo ed è ideale anche per gli amanti del trekking.

Tra laghi e splendide alternative per il soggiorno

Toscana – Lago di Chiusi: in Val di Chiana, in provincia di Siena e al confine con l’Umbria, fa parte di un’area naturale protetta. Molto frequentato dagli amanti di birdwatching, trekking e fotoamatori, il lago ospita un’oasi WWF e si può pernottare al B&B Al Giardino degli Etruschi. Al suo interno, le camere sono arredate con mobilio antico e oggetti di antiquariato.

Abruzzo – Lago di Sinizzo: uno specchio d’acqua limitrofo al borgo di San Demetrio ne’ Vestini, in provincia de L’Aquila, ed è alimentato da due sorgenti di acqua potabile, l’Acquatina e la Sinizzo. Qui il paesaggio è molto suggestivo tra salici piangenti e la vicinanza con l Grotte di Stiffe, aperte tutto l’anno, che offrono scenari tra stalattiti, stalagmiti e cascatelle. In zona, si può dormire al B&B Casa Rosati, in un palazzo cinquecentesco arricchito da intervento di restauro ed edilizio settecentesco gode di posizione dominante adagiato sulla collina di Ripa di Fagnano.

Lazio – Lago Albano: quest’ultimo è detto anche “lago di Castel Gandolfo” ed è il lago vulcanico più profondo d’Italia, situato in provincia di Roma nell’area dei Castelli Romani, proprio sui Colli Albani. In autunno il panorama è multicolore e un ottimo indirizzo dove dormire è quello dell’Hotel Villa degli Angeli, in un ambiente raffinato pieno di natura in trionfo.

Unes-Co: ricostruire la quotidianità nelle affollate mete turistiche

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Ingenti flussi turistici stanno trasformando molte località in veri e propri parchi tematici dove tutto è predisposto per l’estemporaneo compiacimento del visitatore. Venezia ne è un esempio, ma ciò accade in numerosi altri luoghi. Per ripristinare l’autenticità delle mete turistiche più affollate è nato un curioso e ben strutturato progetto anche se, ahinoi, si tratta solo di una provocazione. C’è comunque da divertirsi (e riflettere) nel conoscerlo e per questa ragione vi invito a leggere oltre…

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Sudafrica: una vacanza a Pretoria tra attrazioni e gastronomia

In Sudafrica, una città da tenere d’occhio è Pretoria. In continuo movimento, è un mix perfetto di arte, cultura, bellezze, gastronomia e divertimento

Pretoria è una delle destinazioni più in crescita del Sudafrica, ricca di attrazioni per il tempo libero e piena di proposte per i prossimi mesi. Sono diverse, infatti, le nuove aperture in grado di attirare un numero sempre crescente di turismo in quella che rappresenta la capitale amministrativa del Paese.

Una città moderna e dinamica

Un viaggio da queste parti garantisce un mix di esperienze particolari, legate alla cultura ma anche alla gastronomia e i dati del Brookings Metropolitan Policy Program parlano chiaro: si tratta dell’area economica della zona più votata al cambiamento. L’aria di novità si nota ovunque, a cominciare dalle nuove aperture, fino agli appuntamenti di tipo culturale e nel settore della ristorazione.

Cosa fare nel tempo libero a Pretoria

Una delle attrazioni più rinomate da queste parti è il Sun International Square, il secondo casinò più grande del Sudafrica che è diventato il centro nevralgico di interessanti eventi locali e internazionali. In più, rappresenta anche il maggior centro di sviluppo nel settore dell’ospitalità, del gioco d’azzardo e del divertimento. All’interno ci sono 18 bar e ristoranti di punta, un anfiteatro e il Maslow Hotel, rappresentando in fondo il cuore del divertimento di Pretoria.  La nuova scena del divertimenti passa oggi da The Times Square, ma non è da sottovalutare nemmeno la scena culturale. La stessa che parte, ad esempio, dal Pretoria Art Museum che ha scelto di celebrare il centenario di Nelson Mandela con delle opere della Resistance of Art dal 1960 al 1980. Altra location da segnare in agenda è certamente quella del South African State Theatre dove sono in calendario spettacoli di ogni genere: dai festival, alle commedie ai concerti fino alla musica jazz.

La cucina

A Pretoria è praticamente d’obbligo anche un giro per ristoranti. Il tour culinario può cominciare dall’Heritage Lifestyle Restaurant, di nuova apertura, che garantisce in menu ottimi piatti della cucina tradizionale africana rivisitati in chiave contemporanea. L’ambiente è raffinato e in sottofondo c’è della delicata musica jazz. C’è poi il Cockpit Brewhouse, un birrificio-ristorante a tema aviazione, leggermente fuori città, a Cullinan. All’interno viene servita la migliore birra artigianale e nel weekend non manca la musica live. E poi c’è la LeSi Restaurant at Casa Toscana, all’interno del quale, nel corso della serata, si assiste a una performance teatrale messa in scena dal personale. Le portate da gustare qui in tutto sono sei.

Dove dormire

Diverse sono  Pretoria le nuovissime aperture, infine, riguardo agli hotel. Si comincia dal The Maslow Time Square, una struttura all’avanguardia con diverse opzioni di pernottamento. Le camere sono a tre e cinque stelle dentro il medesimo edificio. C’è poi lo 012 Central, complesso multifunzione con spazi per eventi. Al suo interno si organizza il Market@Sheds, un mercato mensile carico di colori e prodotti unici tra birra artigianale e street food. Si svolge l’ultimo sabato del mese ed è aperto dalle 11 alle 18 al costo di 50 rand, circa 3 euro.

Estate in Carinzia: love mission

Programmiamo il nostro viaggio con i figli in Carinzia, nel sud dell’Austria.

 

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Sono in missione per conto di un demone: le vacanze estive. La soluzione è una fuga in un Eden dove le sadiche pretese dell’Imperatore Agosto non possano soffocarmi.

Userò l’Amore per vincere anche questa sfida. Sarà una Love Mission.

Per questo voglio andare, tornare in Austria, in particolare in Carinzia, terra di pace e rigenerazione, dove non sono mai stato. E ci voglio portare la famiglia.

Mi affido dunque alle mille proposte di Kaernten.at (Carinzia.at), il portale turistico ufficiale, una garanzia.

Vacanze spensierate con i figli sulle tracce del proprio “sapore dell’infanzia”

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Nascondersi in un grande mucchio di fieno o camminare su dolci cime arrotondate. Guardare il sole che tramonta o gustare un semplice pic-nic in riva al lago. Ammirare stambecchi e marmotte in libertà nel loro habitat naturale o semplicemente chiudere gli occhi e tuffarsi dal pontile nelle calde acque di un lago.

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Tutte queste immagini riportano un antico sorriso sul volto e forse risvegliano i ricordi d’infanzia: vivere belle cose insieme ai genitori, sentire la natura sulla pelle, vedere il mondo all’incontrario e vivere un senso di libertà che non ha mai fine.  Proprio questo è il feeling tipico di una vacanza familiare in Carinzia, nel soleggiato sud dell’Austria, in mezzo a un paesaggio naturale incontaminato con laghi balneabili d’acqua pura e potabile e uno scenario alpino che spazia dalle dolci cupole dei Nockberge ai maestosi 3000 degli Alti Tauri. Per le vacanze si alloggia con tutta la famiglia presso albergatori accoglienti, che si sono specializzati nel soddisfare le esigenze di ospiti grandi e piccini. Dalle piccole pensioni alle vacanze in agriturismo e ai “Familienhotel” certificati.

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Si possono provare cose nuove, guardare la mungitura delle mucche o la preparazione del burro in una fattoria, mettere alla prova l’equilibrio con lo stand-up-paddling, tuffarsi in acqua da un albero o cercare i pesci in un ruscello trasparente. A proposito di pesci: avete mai provato a pescarne uno? La Carinzia offre tantissime occasioni per farlo, per esempio con la pesca alpina nel fiume Möll. Gli incontri con gli animali nel land più meridionale d’Austria possono essere estremamente vari e appassionanti. Qui vi aspettano scimmie, aquile, camosci, stambecchi, marmotte e farfalle.

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Sulle tracce del “sapore dell’infanzia”

Aprire il forno a legna e insieme sfornare il pane appena cotto. Raccogliere dolci frutti di bosco. Costruire barchette di carta e farle navigare sul ruscello verso un lungo viaggio. Cose che ci fanno viaggiare indietro nel Tempo. Quando anche noi eravamo bambini. Proprio qui nell’Austria del sud si veniva in vacanza tanti anni fa e oggi si ritorna con piacere insieme ai propri figli, per far rivivere e condividere i ricordi più belli di allora e per costruirne di nuovi. Sul soleggiato versante sud delle Alpi austriache, di nuove idee e occasioni se ne trovano in abbondanza.

Come vengono prodotti il burro e il formaggio? Perché la crosta del formaggio a volte è croccante e a volte è morbida? Quante ci vuole per ottenere del gustoso succo di mele? Con quali erbe si prepara una squisita crema spalmabile alla ricotta? Da dove viene il miele? Domande su domande a cui le vacanze in Carinzia danno risposte complete. Per esempio a Irschen, il paese delle erbe, alla festa del miele a Hermagor, con la preparazione del pane nella valle Lesachtal, alla raccolta delle mele nella valle Lavanttal o presso il caseificio “Schaukäserei” a malga Tressdorfer Alm presso Hermagor. Seguire con tutti i sensi il “sapore dell’infanzia”.

Le numerosissime attrazioni in tutto il land costituiscono un’inesauribile fonte di ricchezza per le vacanze familiari in Carinzia. Più di 100 di queste attrazioni si possono visitare gratuitamente con la tessera Kärnten Card, compresi musei, strade panoramiche, funivie, battelli turistici, parchi acquatici, giardini zoologici e parchi faunistici.

E per finire: chi desidera arricchire le proprie vacanze in Carinzia con una prova di coraggio, può farsi calare con la corda dalla Pyramidenkogel, la torre panoramica in legno più alta del mondo (75 metri). Altrimenti, dopo aver ammirato il panorama incantevole su tutta la Carinzia, si può scendere con l’ascensore oppure con un divertentissimo scivolo coperto.

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Sotto un cielo di stelle… in bivacco oppure in hotel?

In hotel a 5 stelle, in agriturismo o in campeggio, la scelta dell’alloggio soddisfa ogni desiderio. Tra le strutture ricettive più insolite c’è la “Baumhaus” (casa dell’albero) ad Althofen, i bivacchi sul lago Millstätter See, la Sunset-Suite sul lago Wörthersee, le case di terra sul lago Weissensee e le botti “Schlaffässer” a Hermagor.

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Potrei andare avanti per pagine a saccheggiare il meraviglioso ventaglio che mi apre la Carinzia per sedurmi. Ma io sono già conquistato. Da tempo.

Ora è solo il momento di programmare. Per poi aggiornarvi col nostro itinerario ed il resoconto del viaggio da tutti i miei canali social.

Vere storie vere: una mostra fotografica per raccontare le emozioni profonde della vita

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Una galleria di immagini che parla direttamente al cuore, realizzata grazie alla sensibilità artistica (ed emozionale) di otto tra i più grandi fotografi italiani. Tutti gli autori lavorano per il giornale web di viaggi TravelGlobe e con Vere Storie Vere, raccontano la vita in tutte le sue fasi e le sue forme: intense, dolorose ma, soprattutto, reali.  Dal 4 al 10 giugno, alla Casa delle Arti-Spazio Alda Merini, torna una nuova installazione inserita all’interno della Milano Photo Week e non è la prima per la redazione, che lo scorso anno ha presentato 4° Onora la Madre (Terra) che celebrava il Pianeta Blu negli Spazi di Seicentro e MAIO (Museo dell’arte in ostaggio) a Cassina de’ Pecchi.

Il fil rouge sono racconti coinvolgenti e sconvolgenti

Dal matrimonio combinato in Mozambico alla scottante vicenda delle vedove bianche in India, dalla scelta di un giovane italiano di dedicarsi alla pastorizia alla tragedia della perdita della memoria, a causa della demenza. VERE STORIE VERE rivela attimi di vita immortalati per sempre e catturati nel corso di reportage in giro per il mondo. I protagonisti degli scatti sono: Bruno Zanzottera, Vittorio Giannella, Graziano Perotti, Giovanni Tagini, Emanuela Ricci, Fabiola Giuliani, Guglielmo Nicolazzo e Monica Mietitore.

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La formula ricorda quella Word Press Photo: 6 foto per ogni autore, corredate da una breve descrizione del lavoro e una biografia del fotografo. A parlare saranno poi le immagini, in questo caso quella di 8 autori con un totale di 48 lavori con una serie di temi scottanti trattati: dall’ecologia, alla vecchiaia, fino alla solidarietà.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il prossimo 4 giugno dalle ore 20 alle 22, mentre il 7 giugno, alle ore 20, gli autori prenderanno parte a una serata di approfondimento, durante la quale racconteranno le loro opere nei dettagli.

 

Italia Travel Awards alla terza edizione: ecco tutte le novità

L’Oscar italiano del Turismo continua a crescere, quest’anno giunge alla sua terza edizione. Per l’occasione si è tenuta in Campidoglio, presso la Sala del Carroccio, una conferenza stampa in presenza dell’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni, della dott.ssa Maddalena Scalzini della Direzione Generale del MIBACT e della Presidente XII Commissione Capitolina, Carola Penna.

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Italia Travel Awards 2018 ha in serbo diverse novità e qualche cruciale cambiamento. Ci spiegano tutto le ideatrici del progetto, Roberta D’Amato e Danielle Di Gianvito, che accompagneranno la tanto attesa notte degli Oscar del Turismo per l’assegnazione degli ambiti premi che si terrà giovedì 24 maggio a Roma.

 

Il cambio di scena più importante è sicuramente quello della location. Sarà infatti il suggestivo  The Church Palace quest’anno ad ospitare la serata finale per l’assegnazione delle preziose statuette e ad accogliere in una cornice prestigiosa le centinaia di ospiti che sempre più numerosi partecipano a questo evento unico ed esclusivo, di rilevanza nazionale.

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Struttura storica del 1948, l’Hotel 4* Superior, nasce come convento e si trasforma in casa per pellegrini, prima di diventare l’albergo lussuoso immerso nel verde che oggi conosciamo.

La serata finale del 24 maggio,  quest’anno sarà più dinamica e agevolerà i momenti di incontro e di networking per gli addetti al settore, senza rinunciare però ai momenti di intrattenimento e di grande spettacolo.

Italia Travel Awards, nato con l’intento di premiare professionalità, competenza e qualità nel settore dei viaggi e del turismo, dopo solo due edizioni è cresciuto sensibilmente ed inizia a vantare numeri importanti grazie soprattutto al costante impegno di tutti coloro che lavorano al progetto: i votanti (Agenti di viaggio, Operatori del settore e Vìaggiatori) ad oggi sono infatti arrivati a 21.477 rispetto ai 6.500 della prima edizione del 2016.

Si è conclusa da poco  la seconda ed ultima fase delle votazioni online che decreterà i vincitori dei premi che saranno svelati solo in occasione della cerimonia finale.

Gli Agenti di Viaggio e Viaggiatori che hanno votato partecipano automaticamente al concorso “RISPONDI&VINCI”: in palio ci sono vacanze esclusive offerte da TUI, che  quest’anno, in qualità di sponsor, mette in palio 8 buoni viaggio (4 buoni per gli agenti di viaggio – 4 buoni per i viaggiatori) per 2 persone ciascuno allo Shoni Bay di Marsa Alam inclusi il volo charter, il trasferimento aeroporto/hotel/aeroporto, i visti e le assicurazione base.

Fra i tanti cambiamenti una certezza: a presentarla ci sarà ancora la bellezza delicata di Roberta Lanfranchi.

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Fra le altre novità, di questa edizione, c’è infine l’importante introduzione del premio “alla migliore esperienza senza barriere”. Iniziativa patrocinata da Parkin Zone onlus, creata e presieduta dal dott. Nicola Modugno, che ha lo scopo di utilizzare le arti e le attività sportive per sviluppare strategie assistenziali e riabilitative per la malattia di Parkinson.

La partecipazione all’assegnazione del premio, è rivolta a tutte le associazioni, gli enti, le istituzioni, i comuni, le regioni ed agli operatori turistici che hanno realizzato iniziative importanti per l’accessibilità ai servizi turistici, permettendo una vacanza senza ostacoli e difficoltà. Assicurare l’accessibilità della ricettività, del trasporto e della mobilità, della ristorazione e di qualsiasi altro servizio vuol dire offrire alle persone che hanno bisogni speciali e alle loro famiglie un ampio grado di autonomia in occasione delle proprie vacanze.

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Le categorie in concorso

Sono  37 i premi della terza edizione. Agenti di viaggio, Operatori del settore e Viaggiatori avranno ognuno le proprie categorie fra cui votare.

Gli Agenti di viaggio verranno invitati ad esprimere le loro preferenze su diverse componenti delle seguenti categorie: Trasporti, Tour Operator, Vettori, Ospitalità, Destinazioni estere, Software turismo, Network, Crociere e Traghetti, Social Media, GDS, Assicurazioni, Associazioni, Progetti di formazione ADV e OTA.

I Viaggiatori premieranno invece: Tour Operator, Compagnia area, Compagnia di crociera, Compagnia di Traghetti, Sito di prenotazione online, Destinazione, Compagnia Ferroviaria, Compagnia di Autonoleggio, Resort, Aeroporto italiano e Regione italiana.

Gli Operatori del settore esprimeranno la loro preferenza su Agente di Viaggio Preferito e Agenzia di Viaggio Preferita.

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Perché amo perdermi a Venezia

Come lasciarsi guidare dalla Bellezza.

Palazzetto Pisani

Facile.

Perdersi a Venezia è facilissimo. Ed è fra le cose che adoro di più de La Serenissima. Sarà perché mi rende altrettanto serenissimo. Come perdersi fra le braccia di una bellissima donna. Un sentimento metafisico. Onirico. Romantico. Estetico.

“Tanto stavolta non ci casco” penso, sapendo di mentire.

Appena scendo dal treno a Santa Lucia e mi avvio rapidamente come un giovane innamorato verso il Canal Grande per aprire il sipario su quello spettacolo e venire investito dall’odore unico di Venezia, capisco che mi perderò. Ancora un volta. L’ennesima.

Ponte degli Scalzi

Occorre essere soli.

Non importa se ho un appuntamento. Se è tardi. Non importa se col vaporetto ci metterei 10 minuti ad arrivare. Chi vi conosce tanto vi aspetta. Al caldo.

I miei piedi prendono automaticamente la direzione di Ponte degli Scalzi, in un cocktail di nostalgia delle cartine che non riuscivi mai a tenere aperte e l’immensa attuale stima per i nostri preziosi amici smartphone geolocalizzanti. Ma è il mio pseudo senso dell’orientamento gestito dalla memoria involontaria a farmi da guida e, sulla base delle mie mille visite, dei miei mille colpi di fulmine, fingo di sapere benissimo dove sto andando*.

(*Tanto che la gente mi ferma per la strada e mi chiede indicazioni, ma questo è un altro discorso, una cosa che mi succede sempre, ovunque nel mondo: io ho la #FacciadaIndicazioni).

Osteria Enoteca Ai Artisti

Poi comincio a fermarmi ad ogni angolo, ogni scorcio, ogni ponticello. Quindi m’infilo da qualche parte, attratto dalle luci di una vetrina, quasi sempre di un bacaro. Luoghi che adoro perché hanno la caratteristica tipica del veneziano. Eleganti e minuscoli, riparati, per non dire nascosti. Tuttavia allegrissimi. Illuminati da quattro candele e quattrocento bottiglie di vino.

Infine comincio a girovagare, sedotto dalla Bellezza e dai sussurri di Venezia. In un attimo mi ritrovo sospeso a guardare un quadro dal vivo. Ad ascoltare quell’immortalità del momento. E i brividi mi attraversano in una catarsi di purificazione.

Istintivamente si è poi portati a seguire il serpente di persone che vanno decise per un certo percorso. Tra loro vi sono quelli che sanno veramente dove stanno andando. Gli ultimi sacri residenti, i resilienti si dovrebbe dire oggi. Gli altri seguono la corrente, come se fossero posseduti. Fino a quando un cartello giallo scuro gli conferma che stanno facendo la scelta giusta. O esattamente sbagliata.

Campiello dei Squelini

“Venezia ha una sua logica”.

L’ho sentito dire da un ragazzo, che camminava con una ragazza (e probabilmente corteggiava…sul velluto). Ed è verissimo. Gli spazi si alternano come in una ritmica poetica. La calle, il ponte, il sottoportego, il campo, il rio, il campiello, la corte, il ramo. Ed ogni volta dopo lo stretto, la vista si allarga, poi curva, si restringe, si riapre. Si specchia.

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Nel frattempo, un albero, un affaccio, una cupola, un palazzo meraviglioso, un campanile, una torre, un piccolo giardino. Il tappeto verde della Laguna serve solo ad apparecchiare lo spettacolo. La scenografia perfetta. Senza mai disordine o confusione, ma rispettando rigorosamente un senso d’armonia estetica altissimo. L’assenza totale del nemico di ogni città (i mezzi a motore con le ruote) fa il resto.

Calle de Mezzo

Perdersi è quindi necessario per “scoprire”. Per ri-trovarsi dinanzi a quello che non ti aspettavi ma che andavi cercando. Nel profondo della tua anima.

Scegliere di fare certe esperienze, poi, in un lunedì sera di metà novembre, o all’alba del giorno non ha eguali. Gli unici rumori che sentirete, saranno quelli dei vostri passi. Perfino a piazza San Marco…

Rione Ponte e i suoi abitanti: grande successo per la mostra che racconta l’anima di un quartiere

Non poteva che conquistare il quartiere ed incuriosire i visitatori, una mostra in grado di far rivivere il passato attraverso l’arte e il ricordo. Rione Ponte e i suoi abitanti, è stata prorogata fino al prossimo 22 giugno e, probabilmente, è una sorta di progetto pilota che sarà riproposto negli anni con nuova formula ma medesima essenza.

Un piccolo grande evento

Si tratta di una installazione momentanea ad entrata libera, tranne il Museo D’Arte Sacra di San Giovanni dei Fiorentini, dove è richiesta un’offerta minima di tre euro a persona per osservare sia le opere d’arte presenti (attribuite ad artisti come Michelangelo e Zuccari) che i capolavori degli artigiani che hanno fatto la storia del Rione.

Il nome

Deriva da Ponte Sant’Angelo ed è il luogo dove arrivavano i pellegrini pronti a fermarsi al Vaticano. L’economia della zona, di conseguenza, era molto florida e legata particolarmente alla produzione nelle botteghe artistiche presenti, in minore misura, anche oggi. Nel frattempo, furono costruiti grandi palazzi di famiglie aristocratiche e mercantili e la tradizione è proseguita anche durante le due guerre che hanno impoverito e messo a dura prova la resistenza dei residenti.

Con la mostra si scopre il meglio del Rione. Il Museo di Arte Sacra di San Giovanni dei Fiorentini, P.zza dell’Oro 1, presenta la collezione “permanente” (di Giovan Lorenzo Bernini, Michelangelo, Zuccari, Piero da Vinci, ErcoleFerrata, Raffaellino, Giovanni Maria Bottala, Pompeo Batoni edai preziosi reliquiari a braccio e ostensori…) e sono esposte tutte le opere dell’evento, da quelle della Bottega Mortet a quelle di Cristiana Perali, fino al Maestro Ferdinando Codognotto e all’antiquario Comm.re Mario Prili. Ancora, l’Accademia di Costume e di Moda espone sia costumi in stile anni 50 che opere contemporanee e il negozio antiquario di Alessandro Melmeluzzi permette di vedere alcune divise ed oggetti della seconda guerra mondiale. Ancora, Alberto Quadri – Antiquariato. Quadri e Lanzi presenta un’opera lignea da lui realizzata: il modello in scala della Facciata della Chiesa di San Salvatore in Lauro.

Le altre location che hanno fatto parte del progetto nei primi giorni anche l’Oratorio dei Fiorentini (Via Acciaioli 4) dedicato a San Filippo Neri (Parroco e fondatore della Congregazione dell’Oratorio) con le immagini inedite provenienti dall’Archivio storico dei F.lli Alinari e da collezioni private che ripercorrono la storia umana ed artigianale e di questo Rione, l’Oratorio e la Galleria Sinopia di Raffaella Lupi (Via dei Banchi Nuovi 21b).

Gli orari di apertura del museo sono il martedì, mercoledì, giovedi e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il sabato dalle ore 10 alle 13 con chiusura domenica e lunedì.