Unes-Co: ricostruire la quotidianità nelle affollate mete turistiche

looking for europe

Ingenti flussi turistici stanno trasformando molte località in veri e propri parchi tematici dove tutto è predisposto per l’estemporaneo compiacimento del visitatore. Venezia ne è un esempio, ma ciò accade in numerosi altri luoghi. Per ripristinare l’autenticità delle mete turistiche più affollate è nato un curioso e ben strutturato progetto anche se, ahinoi, si tratta solo di una provocazione. C’è comunque da divertirsi (e riflettere) nel conoscerlo e per questa ragione vi invito a leggere oltre…

View original post 895 altre parole

Annunci

Estate in Carinzia: love mission

Programmiamo il nostro viaggio con i figli in Carinzia, nel sud dell’Austria.

 

EdwardGROEGER_KaerntenWerbung_Weissensee02

Sono in missione per conto di un demone: le vacanze estive. La soluzione è una fuga in un Eden dove le sadiche pretese dell’Imperatore Agosto non possano soffocarmi.

Userò l’Amore per vincere anche questa sfida. Sarà una Love Mission.

Per questo voglio andare, tornare in Austria, in particolare in Carinzia, terra di pace e rigenerazione, dove non sono mai stato. E ci voglio portare la famiglia.

Mi affido dunque alle mille proposte di Kaernten.at (Carinzia.at), il portale turistico ufficiale, una garanzia.

Vacanze spensierate con i figli sulle tracce del proprio “sapore dell’infanzia”

TineSTEINTHALER_KaerntenWerbung_Bodental_Meerauge

Nascondersi in un grande mucchio di fieno o camminare su dolci cime arrotondate. Guardare il sole che tramonta o gustare un semplice pic-nic in riva al lago. Ammirare stambecchi e marmotte in libertà nel loro habitat naturale o semplicemente chiudere gli occhi e tuffarsi dal pontile nelle calde acque di un lago.

Kulinarik

 

Tutte queste immagini riportano un antico sorriso sul volto e forse risvegliano i ricordi d’infanzia: vivere belle cose insieme ai genitori, sentire la natura sulla pelle, vedere il mondo all’incontrario e vivere un senso di libertà che non ha mai fine.  Proprio questo è il feeling tipico di una vacanza familiare in Carinzia, nel soleggiato sud dell’Austria, in mezzo a un paesaggio naturale incontaminato con laghi balneabili d’acqua pura e potabile e uno scenario alpino che spazia dalle dolci cupole dei Nockberge ai maestosi 3000 degli Alti Tauri. Per le vacanze si alloggia con tutta la famiglia presso albergatori accoglienti, che si sono specializzati nel soddisfare le esigenze di ospiti grandi e piccini. Dalle piccole pensioni alle vacanze in agriturismo e ai “Familienhotel” certificati.

FranzGERDL_KaerntenWerbung_BadKleinkirchheim02

Si possono provare cose nuove, guardare la mungitura delle mucche o la preparazione del burro in una fattoria, mettere alla prova l’equilibrio con lo stand-up-paddling, tuffarsi in acqua da un albero o cercare i pesci in un ruscello trasparente. A proposito di pesci: avete mai provato a pescarne uno? La Carinzia offre tantissime occasioni per farlo, per esempio con la pesca alpina nel fiume Möll. Gli incontri con gli animali nel land più meridionale d’Austria possono essere estremamente vari e appassionanti. Qui vi aspettano scimmie, aquile, camosci, stambecchi, marmotte e farfalle.

FRANZGERDL_KAERNTEN WERBUNG_BPNB Wolitzenalm _05

Sulle tracce del “sapore dell’infanzia”

Aprire il forno a legna e insieme sfornare il pane appena cotto. Raccogliere dolci frutti di bosco. Costruire barchette di carta e farle navigare sul ruscello verso un lungo viaggio. Cose che ci fanno viaggiare indietro nel Tempo. Quando anche noi eravamo bambini. Proprio qui nell’Austria del sud si veniva in vacanza tanti anni fa e oggi si ritorna con piacere insieme ai propri figli, per far rivivere e condividere i ricordi più belli di allora e per costruirne di nuovi. Sul soleggiato versante sud delle Alpi austriache, di nuove idee e occasioni se ne trovano in abbondanza.

Come vengono prodotti il burro e il formaggio? Perché la crosta del formaggio a volte è croccante e a volte è morbida? Quante ci vuole per ottenere del gustoso succo di mele? Con quali erbe si prepara una squisita crema spalmabile alla ricotta? Da dove viene il miele? Domande su domande a cui le vacanze in Carinzia danno risposte complete. Per esempio a Irschen, il paese delle erbe, alla festa del miele a Hermagor, con la preparazione del pane nella valle Lesachtal, alla raccolta delle mele nella valle Lavanttal o presso il caseificio “Schaukäserei” a malga Tressdorfer Alm presso Hermagor. Seguire con tutti i sensi il “sapore dell’infanzia”.

Le numerosissime attrazioni in tutto il land costituiscono un’inesauribile fonte di ricchezza per le vacanze familiari in Carinzia. Più di 100 di queste attrazioni si possono visitare gratuitamente con la tessera Kärnten Card, compresi musei, strade panoramiche, funivie, battelli turistici, parchi acquatici, giardini zoologici e parchi faunistici.

E per finire: chi desidera arricchire le proprie vacanze in Carinzia con una prova di coraggio, può farsi calare con la corda dalla Pyramidenkogel, la torre panoramica in legno più alta del mondo (75 metri). Altrimenti, dopo aver ammirato il panorama incantevole su tutta la Carinzia, si può scendere con l’ascensore oppure con un divertentissimo scivolo coperto.

Pyramidenkogel (Flugaufnahmen) 2013-07-05

Sotto un cielo di stelle… in bivacco oppure in hotel?

In hotel a 5 stelle, in agriturismo o in campeggio, la scelta dell’alloggio soddisfa ogni desiderio. Tra le strutture ricettive più insolite c’è la “Baumhaus” (casa dell’albero) ad Althofen, i bivacchi sul lago Millstätter See, la Sunset-Suite sul lago Wörthersee, le case di terra sul lago Weissensee e le botti “Schlaffässer” a Hermagor.

FranzGERDL_KaerntenWerbung_Magdalensberg

Potrei andare avanti per pagine a saccheggiare il meraviglioso ventaglio che mi apre la Carinzia per sedurmi. Ma io sono già conquistato. Da tempo.

Ora è solo il momento di programmare. Per poi aggiornarvi col nostro itinerario ed il resoconto del viaggio da tutti i miei canali social.

Vere storie vere: una mostra fotografica per raccontare le emozioni profonde della vita

1_TAG2385

 

Una galleria di immagini che parla direttamente al cuore, realizzata grazie alla sensibilità artistica (ed emozionale) di otto tra i più grandi fotografi italiani. Tutti gli autori lavorano per il giornale web di viaggi TravelGlobe e con Vere Storie Vere, raccontano la vita in tutte le sue fasi e le sue forme: intense, dolorose ma, soprattutto, reali.  Dal 4 al 10 giugno, alla Casa delle Arti-Spazio Alda Merini, torna una nuova installazione inserita all’interno della Milano Photo Week e non è la prima per la redazione, che lo scorso anno ha presentato 4° Onora la Madre (Terra) che celebrava il Pianeta Blu negli Spazi di Seicentro e MAIO (Museo dell’arte in ostaggio) a Cassina de’ Pecchi.

Il fil rouge sono racconti coinvolgenti e sconvolgenti

Dal matrimonio combinato in Mozambico alla scottante vicenda delle vedove bianche in India, dalla scelta di un giovane italiano di dedicarsi alla pastorizia alla tragedia della perdita della memoria, a causa della demenza. VERE STORIE VERE rivela attimi di vita immortalati per sempre e catturati nel corso di reportage in giro per il mondo. I protagonisti degli scatti sono: Bruno Zanzottera, Vittorio Giannella, Graziano Perotti, Giovanni Tagini, Emanuela Ricci, Fabiola Giuliani, Guglielmo Nicolazzo e Monica Mietitore.

_DSC8232

La formula ricorda quella Word Press Photo: 6 foto per ogni autore, corredate da una breve descrizione del lavoro e una biografia del fotografo. A parlare saranno poi le immagini, in questo caso quella di 8 autori con un totale di 48 lavori con una serie di temi scottanti trattati: dall’ecologia, alla vecchiaia, fino alla solidarietà.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il prossimo 4 giugno dalle ore 20 alle 22, mentre il 7 giugno, alle ore 20, gli autori prenderanno parte a una serata di approfondimento, durante la quale racconteranno le loro opere nei dettagli.

 

Italia Travel Awards alla terza edizione: ecco tutte le novità

L’Oscar italiano del Turismo continua a crescere, quest’anno giunge alla sua terza edizione. Per l’occasione si è tenuta in Campidoglio, presso la Sala del Carroccio, una conferenza stampa in presenza dell’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni, della dott.ssa Maddalena Scalzini della Direzione Generale del MIBACT e della Presidente XII Commissione Capitolina, Carola Penna.

IMG_0989

Italia Travel Awards 2018 ha in serbo diverse novità e qualche cruciale cambiamento. Ci spiegano tutto le ideatrici del progetto, Roberta D’Amato e Danielle Di Gianvito, che accompagneranno la tanto attesa notte degli Oscar del Turismo per l’assegnazione degli ambiti premi che si terrà giovedì 24 maggio a Roma.

 

Il cambio di scena più importante è sicuramente quello della location. Sarà infatti il suggestivo  The Church Palace quest’anno ad ospitare la serata finale per l’assegnazione delle preziose statuette e ad accogliere in una cornice prestigiosa le centinaia di ospiti che sempre più numerosi partecipano a questo evento unico ed esclusivo, di rilevanza nazionale.

thechurch

Struttura storica del 1948, l’Hotel 4* Superior, nasce come convento e si trasforma in casa per pellegrini, prima di diventare l’albergo lussuoso immerso nel verde che oggi conosciamo.

La serata finale del 24 maggio,  quest’anno sarà più dinamica e agevolerà i momenti di incontro e di networking per gli addetti al settore, senza rinunciare però ai momenti di intrattenimento e di grande spettacolo.

Italia Travel Awards, nato con l’intento di premiare professionalità, competenza e qualità nel settore dei viaggi e del turismo, dopo solo due edizioni è cresciuto sensibilmente ed inizia a vantare numeri importanti grazie soprattutto al costante impegno di tutti coloro che lavorano al progetto: i votanti (Agenti di viaggio, Operatori del settore e Vìaggiatori) ad oggi sono infatti arrivati a 21.477 rispetto ai 6.500 della prima edizione del 2016.

Si è conclusa da poco  la seconda ed ultima fase delle votazioni online che decreterà i vincitori dei premi che saranno svelati solo in occasione della cerimonia finale.

Gli Agenti di Viaggio e Viaggiatori che hanno votato partecipano automaticamente al concorso “RISPONDI&VINCI”: in palio ci sono vacanze esclusive offerte da TUI, che  quest’anno, in qualità di sponsor, mette in palio 8 buoni viaggio (4 buoni per gli agenti di viaggio – 4 buoni per i viaggiatori) per 2 persone ciascuno allo Shoni Bay di Marsa Alam inclusi il volo charter, il trasferimento aeroporto/hotel/aeroporto, i visti e le assicurazione base.

Fra i tanti cambiamenti una certezza: a presentarla ci sarà ancora la bellezza delicata di Roberta Lanfranchi.

lanfranchi.jpg

Fra le altre novità, di questa edizione, c’è infine l’importante introduzione del premio “alla migliore esperienza senza barriere”. Iniziativa patrocinata da Parkin Zone onlus, creata e presieduta dal dott. Nicola Modugno, che ha lo scopo di utilizzare le arti e le attività sportive per sviluppare strategie assistenziali e riabilitative per la malattia di Parkinson.

La partecipazione all’assegnazione del premio, è rivolta a tutte le associazioni, gli enti, le istituzioni, i comuni, le regioni ed agli operatori turistici che hanno realizzato iniziative importanti per l’accessibilità ai servizi turistici, permettendo una vacanza senza ostacoli e difficoltà. Assicurare l’accessibilità della ricettività, del trasporto e della mobilità, della ristorazione e di qualsiasi altro servizio vuol dire offrire alle persone che hanno bisogni speciali e alle loro famiglie un ampio grado di autonomia in occasione delle proprie vacanze.

IMG_7676

Le categorie in concorso

Sono  37 i premi della terza edizione. Agenti di viaggio, Operatori del settore e Viaggiatori avranno ognuno le proprie categorie fra cui votare.

Gli Agenti di viaggio verranno invitati ad esprimere le loro preferenze su diverse componenti delle seguenti categorie: Trasporti, Tour Operator, Vettori, Ospitalità, Destinazioni estere, Software turismo, Network, Crociere e Traghetti, Social Media, GDS, Assicurazioni, Associazioni, Progetti di formazione ADV e OTA.

I Viaggiatori premieranno invece: Tour Operator, Compagnia area, Compagnia di crociera, Compagnia di Traghetti, Sito di prenotazione online, Destinazione, Compagnia Ferroviaria, Compagnia di Autonoleggio, Resort, Aeroporto italiano e Regione italiana.

Gli Operatori del settore esprimeranno la loro preferenza su Agente di Viaggio Preferito e Agenzia di Viaggio Preferita.

itatraawa

Perché amo perdermi a Venezia

Come lasciarsi guidare dalla Bellezza.

Palazzetto Pisani

Facile.

Perdersi a Venezia è facilissimo. Ed è fra le cose che adoro di più de La Serenissima. Sarà perché mi rende altrettanto serenissimo. Come perdersi fra le braccia di una bellissima donna. Un sentimento metafisico. Onirico. Romantico. Estetico.

“Tanto stavolta non ci casco” penso, sapendo di mentire.

Appena scendo dal treno a Santa Lucia e mi avvio rapidamente come un giovane innamorato verso il Canal Grande per aprire il sipario su quello spettacolo e venire investito dall’odore unico di Venezia, capisco che mi perderò. Ancora un volta. L’ennesima.

Ponte degli Scalzi

Occorre essere soli.

Non importa se ho un appuntamento. Se è tardi. Non importa se col vaporetto ci metterei 10 minuti ad arrivare. Chi vi conosce tanto vi aspetta. Al caldo.

I miei piedi prendono automaticamente la direzione di Ponte degli Scalzi, in un cocktail di nostalgia delle cartine che non riuscivi mai a tenere aperte e l’immensa attuale stima per i nostri preziosi amici smartphone geolocalizzanti. Ma è il mio pseudo senso dell’orientamento gestito dalla memoria involontaria a farmi da guida e, sulla base delle mie mille visite, dei miei mille colpi di fulmine, fingo di sapere benissimo dove sto andando*.

(*Tanto che la gente mi ferma per la strada e mi chiede indicazioni, ma questo è un altro discorso, una cosa che mi succede sempre, ovunque nel mondo: io ho la #FacciadaIndicazioni).

Osteria Enoteca Ai Artisti

Poi comincio a fermarmi ad ogni angolo, ogni scorcio, ogni ponticello. Quindi m’infilo da qualche parte, attratto dalle luci di una vetrina, quasi sempre di un bacaro. Luoghi che adoro perché hanno la caratteristica tipica del veneziano. Eleganti e minuscoli, riparati, per non dire nascosti. Tuttavia allegrissimi. Illuminati da quattro candele e quattrocento bottiglie di vino.

Infine comincio a girovagare, sedotto dalla Bellezza e dai sussurri di Venezia. In un attimo mi ritrovo sospeso a guardare un quadro dal vivo. Ad ascoltare quell’immortalità del momento. E i brividi mi attraversano in una catarsi di purificazione.

Istintivamente si è poi portati a seguire il serpente di persone che vanno decise per un certo percorso. Tra loro vi sono quelli che sanno veramente dove stanno andando. Gli ultimi sacri residenti, i resilienti si dovrebbe dire oggi. Gli altri seguono la corrente, come se fossero posseduti. Fino a quando un cartello giallo scuro gli conferma che stanno facendo la scelta giusta. O esattamente sbagliata.

Campiello dei Squelini

“Venezia ha una sua logica”.

L’ho sentito dire da un ragazzo, che camminava con una ragazza (e probabilmente corteggiava…sul velluto). Ed è verissimo. Gli spazi si alternano come in una ritmica poetica. La calle, il ponte, il sottoportego, il campo, il rio, il campiello, la corte, il ramo. Ed ogni volta dopo lo stretto, la vista si allarga, poi curva, si restringe, si riapre. Si specchia.

IMG_6633 1

Nel frattempo, un albero, un affaccio, una cupola, un palazzo meraviglioso, un campanile, una torre, un piccolo giardino. Il tappeto verde della Laguna serve solo ad apparecchiare lo spettacolo. La scenografia perfetta. Senza mai disordine o confusione, ma rispettando rigorosamente un senso d’armonia estetica altissimo. L’assenza totale del nemico di ogni città (i mezzi a motore con le ruote) fa il resto.

Calle de Mezzo

Perdersi è quindi necessario per “scoprire”. Per ri-trovarsi dinanzi a quello che non ti aspettavi ma che andavi cercando. Nel profondo della tua anima.

Scegliere di fare certe esperienze, poi, in un lunedì sera di metà novembre, o all’alba del giorno non ha eguali. Gli unici rumori che sentirete, saranno quelli dei vostri passi. Perfino a piazza San Marco…

L’Arte per riscoprire una Terra: Irpinia Madre Contemporanea

unnamed

Torna l’autunno. E per fortuna tornano anche il calore e i colori del Festival Culturale Irpinia Madre Contemporanea.

Un festival, alla seconda edizione, di valorizzazione artistica, storica e turistica di uno dei territori più suggestivi della Campania.

Contribuire alla comunicazione di un immaginario conforme alle riconosciute potenzialità della terra irpina con un programma integrato di rilevanti appuntamenti che avranno il compito di evidenziare il valore contemporaneo delle molteplici risorse storiche, artistiche, architettoniche, ma anche ambientali, naturali e paesaggistiche che caratterizzano l’Irpinia, in provincia di Avellino.

Imponente la galleria degli ospiti: Eva Cantarella, Pierluigi Battista, Marco Berrini, Nunzio Di Stefano, Marcello Sorgi, Alessandro Rossellini, Mauro Felicori, Maurizio De Giovanni, Simon Gerald Place, Franco Roberti. Tra gli attori, Lina Sastri e Peppe Barra che, con l’originale accompagnamento musicale del Notturno Concertante, daranno vita a emozionanti storytelling, pensati per la valorizzazione di alcune fra le più belle e interessanti tradizioni culturali dell’Irpinia.

unnamed-2

La kermesse

L’edizione 2016 riparte duqnue con la grande polifonia gesualdiana diretta dall’illustre Maestro Marco Berrini e con l’alta formazione musicale, in collaborazione con la scuola londinese diretta da Simon Gerald Place.

Irpinia Madre Contemporanea prende ufficialmente avvio con il patrocinio del Mibact, della Regione Campania e il matronato del Madre, il Museo di arte contemporanea Donnaregina di Napoli.

Il 1° ottobre si è aperto a Gesualdo il Festival con Un viaggio attuale attraverso i miti dell’antica Grecia. Protagonista la storica dell’antichità e dei diritti antichi Eva Cantarella. Il prossimo evento sarà Mio padre era fascista: incontro con Pierluigi Battista il 22 ottobre 2016 a Guardia dei Lombardi: un’occasione per parlare dell’ultima fatica letteraria del giornalista scrittore.

15 appuntamenti organizzati in alcune caratteristiche località dell’Irpinia, dotate di un enorme potenziale turistico e storico. Oltre a quelle appena citate, Teora, sede di una Pinacoteca di arti contemporanee; Torella dei Lombardi, il paese di Sergio Leone, con il suo Castello Ruspoli, Quaglietta, Altavilla Irpina, Nusco, Cairano. A partire da questi comuni, gli itinerari turistici coinvolgeranno alcuni dei luoghi più significativi del territorio irpino.

Ecco il programma completo

Il calendario di appuntamenti (ottobre 2016 – gennaio 2017)

  • Un viaggio attuale attraverso i miti dell’antica Grecia: incontro con Eva Cantarella (1 ottobre 2016 Palazzo Pisapia, Gesualdo)
  • Mio padre era fascista: incontro con Pierluigi Battista (22 ottobre 2016 Chiesa Madre, Guardia dei Lombardi): un’occasione per parlare della sua ultima fatica letteraria, indagando il rapporto del padre con le ideologie fasciste, in completa contrapposizione con il territorio irpino, non particolarmente favorevole a tale concezione politica.
  • L’inarrestabile fortuna del vino Aglianico, incontro con Gaetano Cappelli (28 ottobre 2016 Camera di Commercio, Avellino): un romanzo coinvolgente con una trama intrigante, in cui il nettare degli dei diventa il simbolo di una felicità anelata e inseguita.
  • Concerto diretto da Marco Berrini – Vocalia ConsortLa polifonia di Carlo Gesualdo nella reinvenzione di Marco Berrini (29 ottobre 2016 Chiesa SS. Rosario, Gesualdo): la musica gesualdiana è patrimonio imprescindibile della cultura musicale occidentale, che continua a esercitare un’enorme influenza sulla musica contemporanea. Marco Berrini, tra i massimi esperti della polifonia internazionale, si conferma punto di riferimento per l’insegnamento e l’esecuzione della musica antica. L’evento concertistico, a cavallo tra produzione sacra e madrigalista, coincide con il 450° anno della nascita di Carlo Gesualdo.
  • Mostra internazionale dell’artista Nunzio (Opere scelte) con evento inaugurale (12 novembre 2016 – 30 gennaio 2017 Pinacoteca di Arte Contemporanea, Teora): Nunzio di Stefano, importante firma del panorama artistico contemporaneo, propone in esclusiva per Irpinia Madre Contemporanea alcuni dei suoi lavori più significativi in un’esposizione internazionale. Una sorta di “viaggio narrato” che indaga sulle possibilità espressive e formali della materia e le sue connessioni con lo spazio e la luce, spesso rilette in chiave metaforica. La mostra sarà inaugurata alla presenza del direttore del museo Madre di Napoli Andrea Viliani.
  • Storytelling: “Il marito di Elena”, Lina Sastri con accompagnamento musicale del Notturno Concertante (20 novembre 2016, Palazzo comitale, Altavilla Irpina): Lina Sastri, tra le più autorevoli presenze del panorama artistico nostrano, legge le pagine del celebre romanzo che Giovanni Verga ambientò ad Altavilla Irpina. L’accompagnamento musicale è affidato alle musiche originali, composte per l’occasione, dal Notturno Concertante, affermata band del rock progressive italiano.
  • Colosseo vendesi. Una storia incredibile ma non troppo: incontro con Marcello Sorgi (26 novembre 2016, Palazzo Comitale, Altavilla Irpina): un libro che affronta un tema surreale, ma in grado di far riflettere sul tema attuale dei beni culturali in Italia.
  • Proiezione del film documentario “La Verde Irpinia” (Regia di Remigio del Grosso, 1951) tratto dall’Archivio storico dell’Istituto Luce (Cinema Nuovo, Lioni, 1 dicembre 2016): un commovente viaggio nell’Irpinia del dopoguerra.
  • Irpinia Madre Contemporanea: mostra fotografica a cura di Alessandro Rossellini (2 dicembre 2016 – 30 gennaio 2017 al Castello Ruspoli,  Torella dei Lombardi): l’Irpinia oggi, terra di arte e cultura, vista attraverso gli scatti fotografici di Rossellini. Lo stesso che ha visitato i paesi interessati dal progetto e ne ha raccontato l’essenza più intima. Non mancano i testimonial d’eccezione, come Mario Martone, Enzo Avitabile, Marie Stravinsky, Birger Riis-Jørgensen e Joseph Knowles, tanto per citarne alcuni.
  • La valorizzazione dei Beni culturali per lo sviluppo turistico – incontro con Mauro Felicori (16 dicembre 2016 Castello Ruspoli, Torella dei Lombardi): l’intervento del Direttore della Reggia di Caserta su un tema di fondamentale importanza, ispiratore dell’intera manifestazione.
  • Serenata senza nome: incontro con Maurizio de Giovanni (17 dicembre 2016 Centro storico, Cairano) il giallista napoletano ha vinto diversi premi prestigiosi e ha scelto il festival per parlare del suo ultimo lavoro, creando un ponte con i temi dell’emigrazione e delle serenate o canti d’amore, tra le più affascinanti tradizioni irpine.
  • La Musica Internazionale nella direzione artistica di Simon Gerald Place – O dolorosa gioia/ Sweet, stay awhile (7 gennaio 2017, Centro Storico di Calabritto): direttore del Gesualdo Consort of London, riconosciuto in Europa tra i più importanti interpreti della polifonia vocale antica, Simon Gerald Place presenterà in anteprima mondiale un concerto in cui l’opera del principe madrigalista Carlo Gesualdo sarà affiancata dall’esecuzione di testi musicali di autori coevi e non (da Scipione Stella a Giuseppe Verdi).
  • Notte dei Falò (14-15 gennaio 2017 Centro Storico, Nusco): una tradizione etnica e contadina, rivisitata in chiave moderna in memoria del passato locale. Un appuntamento annuale che rafforza lo spirito di appartenenza della comunità e contemporaneamente si apre al turismo con laboratori enogastronomici, artigianali e musicali.
  • Il contrario della paura: incontro con Franco Roberti (21 gennaio 2017 Palazzo Vescovile, Nusco): il Procuratore Nazionale antimafia terrà una lezione su come combattere quel sentimento che blocca e fomenta il razzismo, la xenofobia e la connivenza.
  • Storytelling: “Sud e magia”, l’interpretazione di Peppe Barra e l’accompagnamento musicale del Notturno Concertante (28 gennaio 2017 Teora)

In occasione degli storytelling saranno organizzate delle visite guidate con navette in partenza da Napoli, in compagnia di testimonial d’eccezione che riveleranno le curiosità del tour.

 

Il Canada non è più lontano con Air Transat

Al via il nuovo volo Roma Vancouver: Air Transat lancia la nuova rotta dal 18 giugno

b3d3e239-4070-40c6-88d8-1bb4246ac38d

Il Canada esercita da sempre un grande fascino, soprattutto per il sottoscritto, forse anche perché sembra da sempre “molto lontano” motivo per cui rimaneva un viaggio da fare preparando con cura lo spostamento (con tutta la famiglia).

Ora però la distanza si accorcia notevolmente. Grazie ai voli diretti sempre più numerosi operati da Air Transat. La compagnia aerea canadese, rappresentata in Italia da Rephouse.

Da pochi giorni Air Transat ha lanciato il volo, in esclusiva per l’Italia, no-Stop, Roma-Vancouver*, molto richiesto dalla clientela. Siamo stati alla presentazione in grande stile all’Ara Pacis.

c4b51c42-8fb0-4bbf-b1f0-e809906ca617

La rotta consente di raggiungere direttamente l’Ovest del Canada e la costa del Pacifico, opera una volta alla settimana (il sabato) a tariffe particolarmente vantaggiose, che partono da  500 euro A/R, tasse incluse. Il volo è operato con Airbus A330-200 e 300 (333 Economy – 12 Club).

Tiziana Della Serra, Sales & Marketing Director Air Transat Italia ha dichiarato per l’occasione:

Quest’anno abbiamo introdotto, in esclusiva per l’Italia, il volo non-stop Roma – Vancouver, che dal 18 giugno andrà ad aggiungersi all’ampio operativo dei voli diretti per Montréal e Toronto. Il vettore continua ad investire sull’Italia e questo nuovo volo per Vancouver sottolinea l’importanza fondamentale dello scalo dello scalo della Capitale. Anche quest’anno Air Transat conferma ed amplia le rotte e consolida la sua posizione di compagnia aerea viaggi e vacanze di riferimento per il Canada”.

Fausto Palombelli, Executive Vice President Aviation Marketing Development di Aeroporti di Roma ha aggiunto:

“Siamo onorati di essere al fianco di Air Transat in un giorno così importante. L’apertura del  volo diretto per Vancouver porta a 15 le città direttamente servite tra Fiumicino e il Nord America, e la terza in Canada, durante la stagione estiva. Vancouver diventa, inoltre, la seconda destinazione collegata con Fiumicino della West Coast americana, che rappresenta un’importante area di mercato verso la quale auspichiamo un ulteriore sviluppo. 

Come Aeroporti di Roma siamo fortemente impegnati per elevare la qualità dei servizi. Un effort che è stato riconosciuto anche dalle recenti rilevazioni della Airport Council Association, secondo le quali il Leonardo da Vinci è tra i primi scali europei per indice di soddisfazione dei passeggeri; risultato che ci motiva a proseguire sulla direttrice della qualità”.

Air Transat, vincitrice del premio Skytrax 2015 come miglior vettore nord americano per i viaggi vacanze, offre 12 voli da Roma di cui  6 No-Stop alla volta di Toronto, 5 voli No-Stop per Montréal, ai quali si aggiunge la new entry verso Vancouver.

Tra le altre novità della compagnia spicca l’offerta food completamente rinnovata, con il nuovo menu di bordo “Euro Bistro” con una selezione di sei proposte, offerto sui voli Europa-Canada ai passeggeri di Classe Economica.

La compagnia ha anche introdotto tre nuove app e benefit per rendere il viaggio sempre più confortevole, prima della partenza e durante tutto il volo

Per quanto riguarda il bagaglio, Air Transat consente una generosa franchigia per entrambe le classi: 30 kg (1 solo pezzo) per il bagaglio da stiva e 10 kg per il bagaglio a mano per la classe Economica, 40 kg (2 pezzi da 20 kg ciascuno) per la stiva e 15 kg a mano per la classe Club.

*Per prenotare i voli Air Transat, e tutti i servizi offerti dalla compagnia, è possibile rivolgersi a Rephouse GSA, chiamando il numero dedicato 06 59606512 o scrivendo all’indirizzo  airtransat@rephouse.it 

Grazie Roma

Sorgente: Grazie Roma

Il viaggio da soli comincia leggendo

Recensione e mini analisi di “Come Viaggiare da Soli” di Francesca di Pietro

Erano mesi che dovevo scrivere questo post. Praticamente dalla data del video. Ho aspettato tanto non solo per gli impegni, ma perché già pensavo a questo Natale e ai regali da fare.

Così mi sembra perfetto raccontare cosa penso (non solo) del libro di Francesca Di Pietro: “Come viaggiare da soli” che sarà presentato di nuovo a Roma il 17 dicembre 2015 nel posto più emblematico ed ideale per tale evento: La Libreria del Viaggiatore di via del Pellegrino. Leggete qui perché se non la conoscete.

Schermata 2015-12-03 alle 10.03.57

Ero stato alla prima presentazione. Quella fatta un po’ di corsa in mezzo alla scorsa torrida estate da Fandango Libri. In cima al post vi è un piccolo sunto in un mio video racconto con gli interventi determinanti dell’amico giromondista Matteo Pennacchi (di Viaggi Giro del Mondo).

Non potevo mancare. Ho rimediato anche la dedica…

Fra tutte le persone che ho conosciuto in viaggio (ovviamente parliamo di quelli di lavoro) Francesca è sicuramente la più affascinante.

Sveglia, colta, bella, intelligente.

Una delle sue ultime avventure è stata la Transiberiana in solitaria. Capite come ci sia della stima. Tanta.

Il suo blog è seguitissimo, dai suoi profili social non si può fare a meno di prendere spunto per qualche discussione, approfondimento, perfino per una sana polemica.

Non a caso ho scelto questo articolo forte, critico, quasi di denuncia, appena dopo averlo visto condiviso per parlare del suo libro, e quindi anche di lei. Cosa che come tutti gli psicologi, detesta particolarmente.

Perché dal libro guida di Francesca ovviamente emerge anche una forma di autoanalisi. Per chi vuole leggere oltre la ricerca dei consigli (utilissimi) per viaggiare in solitudine.

Qui il titolo potrebbe in effetti cambiare. Da “come” a “perché”.

Perché le (ci) piace tanto viaggiare da soli?  

IMG_3481 2

Ecco qui, inserisco qualche estratto per le mie #paginefuggenti preferite.

“La certezza di assenza di futuro, il vivere giorno per giorno“. E ancora.

IMG_3483 2

Gran belle pagine. Non c’è che dire. Ebbene, io traduco tutto questo come, voglia di “libertà”. O addirittura “fuga” dal sistema sociale, in cui siamo stati gettati nel bene e nel male.

Da qui la differenza tra viaggiatori e turisti. Di cui spesso parlammo.

Chiaro, non è per forza una negazione o un rifiuto, ma è piuttosto una desiderio di perdersi, e ritrovarsi, e riperdersi. Cambiarsi. Cambiare.

Allora si capisce quanto sia difficile incontrare quella persona che sembra così impossibile da trovare per affrontare insieme una tale necessità.

Il viaggio, facile intuirlo, è vita. E la mia domanda a Francesca rimane perciò sempre questa:

Come si fa a voler viaggiare con gli altri dopo averlo fatto da soli? 

IMG_3482 2

Se vogliamo il diverso, possiamo accontentarci poi del conflitto che ne uscirà?  Limiteremo la fuga? Il cambiamento?

O meglio ancora: può la donna coraggiosa ed emancipata poi lamentarsi se non le viene riconosciuto un consolatorio stato privilegiato di chi compie il “settle down”?

Ora però stop. Comprate il libro. Regalatelo. E fate le domande direttamente a lei.

Buon Natale

 

 

Perché i parchi di Parigi sono i più belli del mondo

Un piccolo giro fra i parchi di Parigi che amo di più. Per ritrovare la pace che oggi pare introvabile.

Scelgo in questi giorni di forzata paralisi intellettuale, di buttare giù un articolo che avevo insieme a mille altri in un cassetto di splendidi ricordi. Scrivo e pubblico perché mi sento comunque ferito e rabbioso, inutile e ricattato, costretto a seguire con morbosa attenzione media e social, ritardando la vita ed i progetti.

Così mi sfogo o almeno ci provo, facendo l’unica cosa che davvero posso fare per omaggiare una città che amo visceralmente e mi affido alla macchina da scrivere del tempo. Quella che mi permette di tornare con la mia famiglia, nella “nostra” Parigi solo pochi mesi fa. A passeggio primaverile nei suoi parchi meravigliosi. Indiscutibilmente, i più belli del mondo.

E vi dimostro perché.

Parigi è una di quelle città (che io conto in una mano, forse due) dove, quando ti svegli al mattino e non devi lavorare, hai solo l’imbarazzo, per non dire impotenza, della scelta di cosa andare a fare o vedere. Tale è la bellezza imponente della città e la ricchezza del suo patrimonio artistico, culturale, commerciale e d’intrattenimento che molto spesso si limitano le visite ai suoi parchi. Di norma scegliendone un paio, magari fra i giardini più battuti.

La fortuna di viaggiare (certo in una città che frequentiamo spesso) con i propri figli piccoli ti permette invece di affrontare subito questo incredibile aspetto di Parigi. Ogni giorno puoi perderti in una cornice verde e rigogliosa diversa, con scenari unici che ti permetteranno sempre di respirare la Grandeur Parisienne. Andiamo a caccia allora, di verde, di profumi, di pace e di speranza.

Jardin D’Acclimatation (Jardin Zoologique d’Aclimatation)

Jardin D’Acclimatation e Fondation Luis Vuitton,

E’ il primo di cui voglio parlare, perché è sicuramente molto curioso. Pur essendo il più antico parco d’attrazioni di Francia (inaugurato nel 1860, alla presenza di Napoleone III), rappresenta anche la modernità, l’esotismo botanico e la contemporaneità della natura metropolitana parigina.

Inoltre non sarà certo la prima tappa che sceglierete a Parigi, perché non è proprio “di strada”. Si trova infatti all’interno (confine nord) dell’enorme Bois di Boulogne, Il Bosco di Boulogne, uno dei più vasti e più amati dai cittadini, ex-riserva di caccia dei Re di Francia, che si estende tra Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine. Appena fuori dall’anello principale (Boulevard Peripherique) della città.  Tuttavia raggiungerlo è facilissimo, come quasi tutto quello che si trova verso l’esterno del grande centro convulso.

Il Giardino d’acclimatazione con un’estensione di circa 20 ettari, si compone di varie e diverse aree giochi e ricreative, da numerose specie di alberi ed insolite vegetazioni. Non è pubblico, bensì con un complicatissimo ma utilissimo sistema ventaglio di scelte (tipico francese) per la tariffa che preferite.

Non manca nulla. Giostre, giochi acrobatici, specchi deformanti, poi il trenino elettrico, il ruscello da ridiscendere con le piccole barchette, il teatrino, il centro equestre.. Perfino i dromedari (che in effetti fanno un po’ pena insieme agli immancabili pony). Si capisce perché sia un paradiso per i bambini.

Quello che però colpisce, lo dico da non estimatore particolare di parchi giochi e affini, è l’ordine e la pulizia che regnano sovrani in questa immensa macchia verde azzurra. Anche i caffè sono perfetti. “Svedesi” oserei dire.

Giardino d'Acclimatazione a Parigi

Persino i carretti dei gelati o dei panini sono di un’eleganza contestuale. Paragonateli ai nostri inquietanti camion-bar…C’è anche una fattoria in stile normanno con tanto di pecore, galline e conigli, oltre alle api che producono un miele 100% parigino e che può essere acquistato all’interno della boutique principale.

Da una decina d’anni poi, l’antichissimo giardino ospita al suo interno la modernissima e sfavillante Fondazione Luis Vuitton, che non può fare a meno di attirarti mentre cammini scrutandola fra gli alberi come farebbe un astronauta che si avvicina ad una nave stellare aliena.

Il contrasto tra questi due mondi, ancorché uniti da un geometrico ordine asimettrico, produce quella particolare sensazione di stupore e sospensione dalla propria dimensione frenetica del quotidiano. Sì, in questo parco, io ho avvertito nitidamente una piccola catarsi. E tornare a casa diventa quasi un ritorno alla realtà.

Fondation Louis Vuitton e Jardin D’Acclimatation

 

Parc Monceau 

IMG_9635 1

Forse il mio preferito in assoluto. Ci puoi incontrare gli innamorati di Peynet. Evocare i dipinti di Monet. Raccoglierti all’ombra di un meraviglioso albero secolare a leggere Flaubert, Hugo o meglio ancora Proust.

View this post on Instagram

Manca solo #Peynet. #WeParis

A post shared by Marco Fiocchi (@rondoner) on

Un parco pubblico, molto proporzionato (né immenso, né minuscolo), nella zona dell’Arc de Triomphe verso nord/ovest. Ci si entra attraverso le due grandi porte realizzate da Gabriel Davioud in ferro battuto e decorate con ornamenti dorati, dal sapore quasi viennese. Ma, come dicevo sopra, per me è soprattutto il parco degli innamorati e degli impressionisti.

Il giardino è abbellito anche da un gran numero di statue in marmo di famosi personaggi francesi, soprattutto scrittori e musicisti, tra cui Guy de Maupassant, Frédéric Chopin, Charles Gounod, Ambroise Thomas, Alfred de Musset, e Edouard Pailleron.

Parc Monceau Paris

Il vero tesoro di Parco Monceau è però quello rappresentato dai suoi rigogliosi alberi secolari e fiori di ogni tipo. Curatissimi, eleganti eppure anarchici nella disposizione (come piacciono a me), essi creano quell’ordine incomprensibile della Natura, per cui dimensioni e colori si sposano con il cielo e le nuvole di Parigi in cornici uniche, offrendo ad ogni sguardo, un quadro indimenticabile.

Sempre all’interno del parco c’è anche spazio per elementi architettonici “vezzosi”, come le Naumachie, una grande vasca ovale circondata da un colonnato semicircolare in stile corinzio.

Ci sono infine il Pavillon de Chartres, un colonnato a pianta rotonda costruito da Claude-Nicolas Ledoux ed una piccola piramide dal fascino esoterico, una giostra antica e splendidi palazzi eleganti che si affacciano quali testimoni muti di tanta bellezza.

 

Jardin des Plantes

IMG_9383 2

Il paradiso dei fiori. Monumentale quanto antico Orto Botanico, il più grande di Francia. Centralissimo, praticamente sulla Senna, all’altezza di Pont D’Austerlitz.

IMG_9396 2

Il Giardino delle Piante fa parte del Museo di Storia Naturale, infatti, contiene quattro gallerie: il Museo della Mineralogia, il Museo dell’Entomologia, il Museo della Paleontologia e la Grande Galerie de l’Évolution, dedicata all’evoluzione della vita sulla Terra e all’influenza dell’uomo sul pianeta. Ovviamente rimanendo all’esterno, verrete prima di tutto sedotti dai fiori e dai colori, nel classico stile all’italiana di architettura da giardini.

I contro viali vi permettono di rilassarvi, ed uscire dal rimbambimento di petali e profumi. Giostre e caffè dilateranno il vostro relax.

IMG_9394 2

Ci sono poi numerose serre con piante esotiche, la scuola di botanica, il giardino alpino con oltre 2000 specie di piante di montagna, il giardino ecologico, il giardino delle rose, il giardino delle peonie, il giardino dell’Iris e un fantastico labirinto realizzato nel XVIII secolo.

 

Jardin du Luxembourg (Giardini del Lussemburgo)

IMG_9318 2

Fra i più famosi parchi di Parigi. Quasi un’istituzione insieme alle Tuileries, non potevo esimermi da un passaggio anche qui, in uno dei simboli della bellezza parigina. Chiudo con lui, sebbene manchino all’appello tante altre perle (Trocadero, Champ de Mars, Parc de la Villette..ecc.). A me basta quasi il jardin du Palais Royal per restare inebriato.

Torniamo al nostro parco. Situato tra Saint-Germain e Montparnasse, quindi molto centrale, il parco del Palazzo del Lussemburgo è gigantesco. Tra i più grandi di Parigi. La sua magnificenza ti fa quasi inchinare.

Luxembourg

Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il grande giardino pubblico, è costellato da opere d’arte, statue e monumenti come la celebre Fontana dei Medici, con la sua lunga vasca lucente di magici specchi d’acqua e gli alberi ai lati che si conclude in un’edicola.

IMG_9300 1

C’è anche la Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi, riproduzione dell’originale donata agli Stati Uniti, il busto di Charles Baudelaire, la statua di Beethoven, la Fontana dell’Osservatorio e tantissime altre riproduzioni di personaggi famosi.

Luxembourg Paris

Inoltre, il Senato francese è ospitato nel Palazzo del Lussemburgo. Ripreso da Palazzo Pitti a Firenze (per l’uso del bugnato). Una gemma del barocco francese in mezzo al verde che offre l’idea (consueta, va detto, a Parigi) di trovarsi in una giardino aristocratico, per non dire “di Corte”. Così tendi a camminare con una certa nobiltà…

Luxembourg

Luxembourg Paris

Si tratta di un affascinante rischio difficile in cui non scivolare a Paris: una scena che abbiamo già raccontato a proposito degli impressionisti. Una sorta di sindrome di Stendhal della Bellezza.

IMG_9321 2

Tuttavia la folla eterogenea di ragazzi, turisti, parigini, bambini ti riporta subito coi “piedi per terra”(o dentro un ritratto di Renoir!).  Per non parlare dei settori predisposti per il divertimento dei più piccoli, che diventano veri e propri pollai umani, sempre tuttavia ben circoscritti nel proprio spazio di sicurezza.

E che dire della “bocciofila”? Non è una tela perfetta e strappalacrime di fine ‘800?

Un capitolo a parte lo meritano poi alcuni elementi tradizionali di questi parchi, che io personalmente trovo deliziosi ed emblematici per dimostrare la loro supremazia mondiale.

Parlo degli arredi.

Semplici tocchi di classe francese per strumenti d’utilizzo quotidiano.

IMG_9326 2

Lasciamo perdere le mille pigre panchine. Quelle di una volta. Comode.

IMG_9683 2

Ma avete mai visto le sedie? In ferro battuto, mobili. Che vi potete portare dove vi pare. Quanto durerebbero a Roma o a Milano?

DSCN1611

Certo, qui i parchi hanno regole ed orari precisi. Ma il grado di rispetto e cura è dato prima di tutto da chi li frequenta.

IMG_9327 2

E basta un piccolo angolo di verde nel cuore della città, per capire meglio questa semplice equazione.

View this post on Instagram

come non amarla? #WeParis

A post shared by Marco Fiocchi (@rondoner) on