Perché amo perdermi a Venezia

Come lasciarsi guidare dalla Bellezza.

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Palazzetto Pisani

Facile.

Perdersi a Venezia è facilissimo. Ed è fra le cose che adoro di più de La Serenissima. Sarà perché mi rende altrettanto serenissimo. Come perdersi fra le braccia di una bellissima donna. Un sentimento metafisico. Onirico. Romantico. Estetico.

“Tanto stavolta non ci casco” penso, sapendo di mentire.

Appena scendo dal treno a Santa Lucia e mi avvio rapidamente come un giovane innamorato verso il Canal Grande per aprire il sipario su quello spettacolo e venire investito dall’odore unico di Venezia, capisco che mi perderò. Ancora un volta. L’ennesima.

Ponte degli Scalzi

Occorre essere soli.

Non importa se ho un appuntamento. Se è tardi. Non importa se col vaporetto ci metterei 10 minuti ad arrivare. Chi vi conosce tanto vi aspetta. Al caldo.

I miei piedi prendono automaticamente la direzione di Ponte degli Scalzi, in un cocktail di nostalgia delle cartine che non riuscivi mai a tenere aperte e l’immensa attuale stima per i nostri preziosi amici smartphone geolocalizzanti. Ma è il mio pseudo senso dell’orientamento gestito dalla memoria involontaria a farmi da guida e, sulla base delle mie mille visite, dei miei mille colpi di fulmine, fingo di sapere benissimo dove sto andando*.

(*Tanto che la gente mi ferma per la strada e mi chiede indicazioni, ma questo è un altro discorso, una cosa che mi succede sempre, ovunque nel mondo: io ho la #FacciadaIndicazioni).

Osteria Enoteca Ai Artisti

Poi comincio a fermarmi ad ogni angolo, ogni scorcio, ogni ponticello. Quindi m’infilo da qualche parte, attratto dalle luci di una vetrina, quasi sempre di un bacaro. Luoghi che adoro perché hanno la caratteristica tipica del veneziano. Eleganti e minuscoli, riparati, per non dire nascosti. Tuttavia allegrissimi. Illuminati da quattro candele e quattrocento bottiglie di vino.

Infine comincio a girovagare, sedotto dalla Bellezza e dai sussurri di Venezia. In un attimo mi ritrovo sospeso a guardare un quadro dal vivo. Ad ascoltare quell’immortalità del momento. E i brividi mi attraversano in una catarsi di purificazione.

Istintivamente si è poi portati a seguire il serpente di persone che vanno decise per un certo percorso. Tra loro vi sono quelli che sanno veramente dove stanno andando. Gli ultimi sacri residenti, i resilienti si dovrebbe dire oggi. Gli altri seguono la corrente, come se fossero posseduti. Fino a quando un cartello giallo scuro gli conferma che stanno facendo la scelta giusta. O esattamente sbagliata.

Campiello dei Squelini

“Venezia ha una sua logica”.

L’ho sentito dire da un ragazzo, che camminava con una ragazza (e probabilmente corteggiava…sul velluto). Ed è verissimo. Gli spazi si alternano come in una ritmica poetica. La calle, il ponte, il sottoportego, il campo, il rio, il campiello, la corte, il ramo. Ed ogni volta dopo lo stretto, la vista si allarga, poi curva, si restringe, si riapre. Si specchia.

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Nel frattempo, un albero, un affaccio, una cupola, un palazzo meraviglioso, un campanile, una torre, un piccolo giardino. Il tappeto verde della Laguna serve solo ad apparecchiare lo spettacolo. La scenografia perfetta. Senza mai disordine o confusione, ma rispettando rigorosamente un senso d’armonia estetica altissimo. L’assenza totale del nemico di ogni città (i mezzi a motore con le ruote) fa il resto.

Calle de Mezzo

Perdersi è quindi necessario per “scoprire”. Per ri-trovarsi dinanzi a quello che non ti aspettavi ma che andavi cercando. Nel profondo della tua anima.

Scegliere di fare certe esperienze, poi, in un lunedì sera di metà novembre, o all’alba del giorno non ha eguali. Gli unici rumori che sentirete, saranno quelli dei vostri passi. Perfino a piazza San Marco…

San Valentino, Carnevale e il Ballo del Doge 2015: a Venezia quest’anno la festa è unica

Quest’anno Venezia si prepara a vivere un evento da non dimenticare. Sì, è vero, il Carnevale qui è sempre speciale, ma c’è di più. Un caso più unico che raro ha fatto in modo che corrispondesse il periodo di San Valentino, del Carnevale e del consueto quanto esclusivo Ballo del Doge. A tale appuntamento potranno partecipare tutti coloro che acquisteranno il cofanetto di Boscolo Gift, una linea esclusiva di prodotti a tema creati dal noto brand per non mancare alla cena a palazzo Pisani Moretti, dove appunto ci si riunisce per lo speciale Ballo del Doge.

L’incontro culturale e artistico più importante dell’anno da queste parti, è di solito per pochi eletti, eppure in questo caso oltre ai vip dal 13 al 15 febbraio  ci saranno anche gli ospiti che hanno scelto tale splendido prodotto.

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Cosa è compreso nel cofanetto di Boscolo Gift ? [clicca sulla foto per quello veneziano]

Il pernottamento  di due notti in in hotel 5 stelle con prima colazione, il noleggio di un costume d’epoca della categoria super lusso firmato Antonia Sautter, anima e ideatrice del Ballo del Doge, l’ingresso a Palazzo Pisani Moretti, il cocktail di benvenuto. In più, nell’edizione limitata del cofanetto, non manca la cena placée per due persone al piano nobile del palazzo, con tanto di open bar e discoteca.

Le atmosfere del 700 veneziano sono tutte una esplosione di eleganza e di lusso e in molti hanno sognato nella vita di fare un viaggio nel tempo, almeno per una sera e ritrovarsi tra saloni per le feste e nobiltà locale riccamente abbigliata. Detto, fatto con Boscolo.

Per quanto riguarda la cena,  sarà verrà servita al piano nobile del palazzo, dopo un raffinato cocktail di benvenuto. Subito dopo gli ospiti saranno accompagnati ai tavoli e gusteranno il meglio delle proposte dei più noti chef veneziani. Il ballo, invece, ogni anno ha un tema. Stavolta si tratta di Cupid in Wonderland, proprio perché corrisponde alla festa degli innamorati.