L’Arte per riscoprire una Terra: Irpinia Madre Contemporanea

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Torna l’autunno. E per fortuna tornano anche il calore e i colori del Festival Culturale Irpinia Madre Contemporanea.

Un festival, alla seconda edizione, di valorizzazione artistica, storica e turistica di uno dei territori più suggestivi della Campania.

Contribuire alla comunicazione di un immaginario conforme alle riconosciute potenzialità della terra irpina con un programma integrato di rilevanti appuntamenti che avranno il compito di evidenziare il valore contemporaneo delle molteplici risorse storiche, artistiche, architettoniche, ma anche ambientali, naturali e paesaggistiche che caratterizzano l’Irpinia, in provincia di Avellino.

Imponente la galleria degli ospiti: Eva Cantarella, Pierluigi Battista, Marco Berrini, Nunzio Di Stefano, Marcello Sorgi, Alessandro Rossellini, Mauro Felicori, Maurizio De Giovanni, Simon Gerald Place, Franco Roberti. Tra gli attori, Lina Sastri e Peppe Barra che, con l’originale accompagnamento musicale del Notturno Concertante, daranno vita a emozionanti storytelling, pensati per la valorizzazione di alcune fra le più belle e interessanti tradizioni culturali dell’Irpinia.

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La kermesse

L’edizione 2016 riparte duqnue con la grande polifonia gesualdiana diretta dall’illustre Maestro Marco Berrini e con l’alta formazione musicale, in collaborazione con la scuola londinese diretta da Simon Gerald Place.

Irpinia Madre Contemporanea prende ufficialmente avvio con il patrocinio del Mibact, della Regione Campania e il matronato del Madre, il Museo di arte contemporanea Donnaregina di Napoli.

Il 1° ottobre si è aperto a Gesualdo il Festival con Un viaggio attuale attraverso i miti dell’antica Grecia. Protagonista la storica dell’antichità e dei diritti antichi Eva Cantarella. Il prossimo evento sarà Mio padre era fascista: incontro con Pierluigi Battista il 22 ottobre 2016 a Guardia dei Lombardi: un’occasione per parlare dell’ultima fatica letteraria del giornalista scrittore.

15 appuntamenti organizzati in alcune caratteristiche località dell’Irpinia, dotate di un enorme potenziale turistico e storico. Oltre a quelle appena citate, Teora, sede di una Pinacoteca di arti contemporanee; Torella dei Lombardi, il paese di Sergio Leone, con il suo Castello Ruspoli, Quaglietta, Altavilla Irpina, Nusco, Cairano. A partire da questi comuni, gli itinerari turistici coinvolgeranno alcuni dei luoghi più significativi del territorio irpino.

Ecco il programma completo

Il calendario di appuntamenti (ottobre 2016 – gennaio 2017)

  • Un viaggio attuale attraverso i miti dell’antica Grecia: incontro con Eva Cantarella (1 ottobre 2016 Palazzo Pisapia, Gesualdo)
  • Mio padre era fascista: incontro con Pierluigi Battista (22 ottobre 2016 Chiesa Madre, Guardia dei Lombardi): un’occasione per parlare della sua ultima fatica letteraria, indagando il rapporto del padre con le ideologie fasciste, in completa contrapposizione con il territorio irpino, non particolarmente favorevole a tale concezione politica.
  • L’inarrestabile fortuna del vino Aglianico, incontro con Gaetano Cappelli (28 ottobre 2016 Camera di Commercio, Avellino): un romanzo coinvolgente con una trama intrigante, in cui il nettare degli dei diventa il simbolo di una felicità anelata e inseguita.
  • Concerto diretto da Marco Berrini – Vocalia ConsortLa polifonia di Carlo Gesualdo nella reinvenzione di Marco Berrini (29 ottobre 2016 Chiesa SS. Rosario, Gesualdo): la musica gesualdiana è patrimonio imprescindibile della cultura musicale occidentale, che continua a esercitare un’enorme influenza sulla musica contemporanea. Marco Berrini, tra i massimi esperti della polifonia internazionale, si conferma punto di riferimento per l’insegnamento e l’esecuzione della musica antica. L’evento concertistico, a cavallo tra produzione sacra e madrigalista, coincide con il 450° anno della nascita di Carlo Gesualdo.
  • Mostra internazionale dell’artista Nunzio (Opere scelte) con evento inaugurale (12 novembre 2016 – 30 gennaio 2017 Pinacoteca di Arte Contemporanea, Teora): Nunzio di Stefano, importante firma del panorama artistico contemporaneo, propone in esclusiva per Irpinia Madre Contemporanea alcuni dei suoi lavori più significativi in un’esposizione internazionale. Una sorta di “viaggio narrato” che indaga sulle possibilità espressive e formali della materia e le sue connessioni con lo spazio e la luce, spesso rilette in chiave metaforica. La mostra sarà inaugurata alla presenza del direttore del museo Madre di Napoli Andrea Viliani.
  • Storytelling: “Il marito di Elena”, Lina Sastri con accompagnamento musicale del Notturno Concertante (20 novembre 2016, Palazzo comitale, Altavilla Irpina): Lina Sastri, tra le più autorevoli presenze del panorama artistico nostrano, legge le pagine del celebre romanzo che Giovanni Verga ambientò ad Altavilla Irpina. L’accompagnamento musicale è affidato alle musiche originali, composte per l’occasione, dal Notturno Concertante, affermata band del rock progressive italiano.
  • Colosseo vendesi. Una storia incredibile ma non troppo: incontro con Marcello Sorgi (26 novembre 2016, Palazzo Comitale, Altavilla Irpina): un libro che affronta un tema surreale, ma in grado di far riflettere sul tema attuale dei beni culturali in Italia.
  • Proiezione del film documentario “La Verde Irpinia” (Regia di Remigio del Grosso, 1951) tratto dall’Archivio storico dell’Istituto Luce (Cinema Nuovo, Lioni, 1 dicembre 2016): un commovente viaggio nell’Irpinia del dopoguerra.
  • Irpinia Madre Contemporanea: mostra fotografica a cura di Alessandro Rossellini (2 dicembre 2016 – 30 gennaio 2017 al Castello Ruspoli,  Torella dei Lombardi): l’Irpinia oggi, terra di arte e cultura, vista attraverso gli scatti fotografici di Rossellini. Lo stesso che ha visitato i paesi interessati dal progetto e ne ha raccontato l’essenza più intima. Non mancano i testimonial d’eccezione, come Mario Martone, Enzo Avitabile, Marie Stravinsky, Birger Riis-Jørgensen e Joseph Knowles, tanto per citarne alcuni.
  • La valorizzazione dei Beni culturali per lo sviluppo turistico – incontro con Mauro Felicori (16 dicembre 2016 Castello Ruspoli, Torella dei Lombardi): l’intervento del Direttore della Reggia di Caserta su un tema di fondamentale importanza, ispiratore dell’intera manifestazione.
  • Serenata senza nome: incontro con Maurizio de Giovanni (17 dicembre 2016 Centro storico, Cairano) il giallista napoletano ha vinto diversi premi prestigiosi e ha scelto il festival per parlare del suo ultimo lavoro, creando un ponte con i temi dell’emigrazione e delle serenate o canti d’amore, tra le più affascinanti tradizioni irpine.
  • La Musica Internazionale nella direzione artistica di Simon Gerald Place – O dolorosa gioia/ Sweet, stay awhile (7 gennaio 2017, Centro Storico di Calabritto): direttore del Gesualdo Consort of London, riconosciuto in Europa tra i più importanti interpreti della polifonia vocale antica, Simon Gerald Place presenterà in anteprima mondiale un concerto in cui l’opera del principe madrigalista Carlo Gesualdo sarà affiancata dall’esecuzione di testi musicali di autori coevi e non (da Scipione Stella a Giuseppe Verdi).
  • Notte dei Falò (14-15 gennaio 2017 Centro Storico, Nusco): una tradizione etnica e contadina, rivisitata in chiave moderna in memoria del passato locale. Un appuntamento annuale che rafforza lo spirito di appartenenza della comunità e contemporaneamente si apre al turismo con laboratori enogastronomici, artigianali e musicali.
  • Il contrario della paura: incontro con Franco Roberti (21 gennaio 2017 Palazzo Vescovile, Nusco): il Procuratore Nazionale antimafia terrà una lezione su come combattere quel sentimento che blocca e fomenta il razzismo, la xenofobia e la connivenza.
  • Storytelling: “Sud e magia”, l’interpretazione di Peppe Barra e l’accompagnamento musicale del Notturno Concertante (28 gennaio 2017 Teora)

In occasione degli storytelling saranno organizzate delle visite guidate con navette in partenza da Napoli, in compagnia di testimonial d’eccezione che riveleranno le curiosità del tour.

 

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Il Canada non è più lontano con Air Transat

Al via il nuovo volo Roma Vancouver: Air Transat lancia la nuova rotta dal 18 giugno

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Il Canada esercita da sempre un grande fascino, soprattutto per il sottoscritto, forse anche perché sembra da sempre “molto lontano” motivo per cui rimaneva un viaggio da fare preparando con cura lo spostamento (con tutta la famiglia).

Ora però la distanza si accorcia notevolmente. Grazie ai voli diretti sempre più numerosi operati da Air Transat. La compagnia aerea canadese, rappresentata in Italia da Rephouse.

Da pochi giorni Air Transat ha lanciato il volo, in esclusiva per l’Italia, no-Stop, Roma-Vancouver*, molto richiesto dalla clientela. Siamo stati alla presentazione in grande stile all’Ara Pacis.

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La rotta consente di raggiungere direttamente l’Ovest del Canada e la costa del Pacifico, opera una volta alla settimana (il sabato) a tariffe particolarmente vantaggiose, che partono da  500 euro A/R, tasse incluse. Il volo è operato con Airbus A330-200 e 300 (333 Economy – 12 Club).

Tiziana Della Serra, Sales & Marketing Director Air Transat Italia ha dichiarato per l’occasione:

Quest’anno abbiamo introdotto, in esclusiva per l’Italia, il volo non-stop Roma – Vancouver, che dal 18 giugno andrà ad aggiungersi all’ampio operativo dei voli diretti per Montréal e Toronto. Il vettore continua ad investire sull’Italia e questo nuovo volo per Vancouver sottolinea l’importanza fondamentale dello scalo dello scalo della Capitale. Anche quest’anno Air Transat conferma ed amplia le rotte e consolida la sua posizione di compagnia aerea viaggi e vacanze di riferimento per il Canada”.

Fausto Palombelli, Executive Vice President Aviation Marketing Development di Aeroporti di Roma ha aggiunto:

“Siamo onorati di essere al fianco di Air Transat in un giorno così importante. L’apertura del  volo diretto per Vancouver porta a 15 le città direttamente servite tra Fiumicino e il Nord America, e la terza in Canada, durante la stagione estiva. Vancouver diventa, inoltre, la seconda destinazione collegata con Fiumicino della West Coast americana, che rappresenta un’importante area di mercato verso la quale auspichiamo un ulteriore sviluppo. 

Come Aeroporti di Roma siamo fortemente impegnati per elevare la qualità dei servizi. Un effort che è stato riconosciuto anche dalle recenti rilevazioni della Airport Council Association, secondo le quali il Leonardo da Vinci è tra i primi scali europei per indice di soddisfazione dei passeggeri; risultato che ci motiva a proseguire sulla direttrice della qualità”.

Air Transat, vincitrice del premio Skytrax 2015 come miglior vettore nord americano per i viaggi vacanze, offre 12 voli da Roma di cui  6 No-Stop alla volta di Toronto, 5 voli No-Stop per Montréal, ai quali si aggiunge la new entry verso Vancouver.

Tra le altre novità della compagnia spicca l’offerta food completamente rinnovata, con il nuovo menu di bordo “Euro Bistro” con una selezione di sei proposte, offerto sui voli Europa-Canada ai passeggeri di Classe Economica.

La compagnia ha anche introdotto tre nuove app e benefit per rendere il viaggio sempre più confortevole, prima della partenza e durante tutto il volo

Per quanto riguarda il bagaglio, Air Transat consente una generosa franchigia per entrambe le classi: 30 kg (1 solo pezzo) per il bagaglio da stiva e 10 kg per il bagaglio a mano per la classe Economica, 40 kg (2 pezzi da 20 kg ciascuno) per la stiva e 15 kg a mano per la classe Club.

*Per prenotare i voli Air Transat, e tutti i servizi offerti dalla compagnia, è possibile rivolgersi a Rephouse GSA, chiamando il numero dedicato 06 59606512 o scrivendo all’indirizzo  airtransat@rephouse.it 

Grazie Roma

Sorgente: Grazie Roma

Hotel Brunelleschi di Firenze: a Natale offerte, nuovi servizi e sorprese

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Un Natale a quattro stelle e un servizio di lusso, adesso così come in tutti i mesi dell’anno. L’Hotel Brunelleschi di Firenze stupisce l’ospite che trova un ambiente elegante ma informale e si sente a casa sua anche lontano dalle quattro pareti domestiche. Una delle ultime proposte, ad esempio, è il servizio Ambassador che garantisce un trattamento Vip altamente personalizzato. Che il cliente sia in giro per lavoro o per vacanza, l’esperienza sarà comunque degna di nota sia prima, che durante che dopo il soggiorno. Il Suite Ambassador è il Signor Paulus Meershoek che è a disposizione per qualunque esigenza accontentabile, quindi molto più che un maggiordomo.

Perché l’hotel Brunelleschi è tanto speciale

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Tanto per cominciare è considerato tra i migliori del mondo e le recensioni positive su guide e magazine si moltiplicano da anni, così come i riconoscimenti. Di recente è stato ristrutturato per regalargli uno stile classico-contemporaneo, con una predominanza di colori chiari e il grigio della pietra, tra pezzi antichi e mobili su misura. Le Suite sono dieci e tutte con vista, alcune sulla cupola del Brunelleschi e sul campanile di Giotto. Alle finestre sete preziose e una Tower Suite in cima alla torre bizantina della Pagliazza inglobata nell’albergo. Nella camera da letto c’è un letto rotondo di 240 cm e finestre panoramiche. Ancora, la Balcony Suite, ha un terrazzino con vista spettacolare sui tetti di Firenze e sulla magnificenza di Palazzo Vecchio.

Il luogo dove sorge è una piazzetta nel centro storico, su Via de’ Calzaiuoli, a pochi passi dal Duomo, Palazzo della Signoria, Galleria degli Uffizi e dalle vie dello shopping. In più, l’ L’Hotel Brunelleschi ingloba nella facciata una torre circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale.

Le offerte per il Natale

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Non mancano neppure quelle all’Hotel Brunelleschi con un pacchetto esclusivo per trascorrere questi giorni nella città del giglio. Il tutto tra mercatini, degustazioni e sagre tradizionali che adesso abbondano. L’offerta comprende: uno o più pernottamenti nella tipologia di camera prescelta; prima colazione a buffet negli Storici Saloni Stemma e Liberty; Wi-fi gratuito; utilizzo area fitness; ogni giorno, al Tower Bar, una golosissima tazza di cioccolata calda fondente al 71% servita con torta al cioccolato.

Offerta valida fino al 29 Dicembre 2015

L’Offerta “Natale in hotel” comprende: 

Prezzo a partire da euro 289,00 per un pernottamento in Camera doppia Classic Executive.

I ristoranti

Il Ristorante Santa Elisabetta è il ristorante gourmet dell’hotel. In generale, in città. È tra gli indirizzi più interessanti. L’atmosfera è ricercata così come la cucina dello chef. Per quel che riguarda, invece, l’Osteria della Pagliazza  apre tutti i giorni dalle 12.30 alle 22.30. Situata al pianterreno dell’hotel propone un menu sfizioso di piatti dichiaratamente a base di ingredienti del territorio.

Contatti:

Hotel Brunelleschi

Via de’ Calzaiuoli – Piazza Santa Elisabetta 3 – 50122 Florence

Tel. 055/27370 – Fax 055/219653

e-mail info@hotelbrunelleschi.it – Internet www.hotelbrunelleschi.it

 

 

Il viaggio da soli comincia leggendo

Recensione e mini analisi di “Come Viaggiare da Soli” di Francesca di Pietro

Erano mesi che dovevo scrivere questo post. Praticamente dalla data del video. Ho aspettato tanto non solo per gli impegni, ma perché già pensavo a questo Natale e ai regali da fare.

Così mi sembra perfetto raccontare cosa penso (non solo) del libro di Francesca Di Pietro: “Come viaggiare da soli” che sarà presentato di nuovo a Roma il 17 dicembre 2015 nel posto più emblematico ed ideale per tale evento: La Libreria del Viaggiatore di via del Pellegrino. Leggete qui perché se non la conoscete.

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Ero stato alla prima presentazione. Quella fatta un po’ di corsa in mezzo alla scorsa torrida estate da Fandango Libri. In cima al post vi è un piccolo sunto in un mio video racconto con gli interventi determinanti dell’amico giromondista Matteo Pennacchi (di Viaggi Giro del Mondo).

Non potevo mancare. Ho rimediato anche la dedica…

Fra tutte le persone che ho conosciuto in viaggio (ovviamente parliamo di quelli di lavoro) Francesca è sicuramente la più affascinante.

Sveglia, colta, bella, intelligente.

Una delle sue ultime avventure è stata la Transiberiana in solitaria. Capite come ci sia della stima. Tanta.

Il suo blog è seguitissimo, dai suoi profili social non si può fare a meno di prendere spunto per qualche discussione, approfondimento, perfino per una sana polemica.

Non a caso ho scelto questo articolo forte, critico, quasi di denuncia, appena dopo averlo visto condiviso per parlare del suo libro, e quindi anche di lei. Cosa che come tutti gli psicologi, detesta particolarmente.

Perché dal libro guida di Francesca ovviamente emerge anche una forma di autoanalisi. Per chi vuole leggere oltre la ricerca dei consigli (utilissimi) per viaggiare in solitudine.

Qui il titolo potrebbe in effetti cambiare. Da “come” a “perché”.

Perché le (ci) piace tanto viaggiare da soli?  

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Ecco qui, inserisco qualche estratto per le mie #paginefuggenti preferite.

“La certezza di assenza di futuro, il vivere giorno per giorno“. E ancora.

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Gran belle pagine. Non c’è che dire. Ebbene, io traduco tutto questo come, voglia di “libertà”. O addirittura “fuga” dal sistema sociale, in cui siamo stati gettati nel bene e nel male.

Da qui la differenza tra viaggiatori e turisti. Di cui spesso parlammo.

Chiaro, non è per forza una negazione o un rifiuto, ma è piuttosto una desiderio di perdersi, e ritrovarsi, e riperdersi. Cambiarsi. Cambiare.

Allora si capisce quanto sia difficile incontrare quella persona che sembra così impossibile da trovare per affrontare insieme una tale necessità.

Il viaggio, facile intuirlo, è vita. E la mia domanda a Francesca rimane perciò sempre questa:

Come si fa a voler viaggiare con gli altri dopo averlo fatto da soli? 

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Se vogliamo il diverso, possiamo accontentarci poi del conflitto che ne uscirà?  Limiteremo la fuga? Il cambiamento?

O meglio ancora: può la donna coraggiosa ed emancipata poi lamentarsi se non le viene riconosciuto un consolatorio stato privilegiato di chi compie il “settle down”?

Ora però stop. Comprate il libro. Regalatelo. E fate le domande direttamente a lei.

Buon Natale

 

 

Natale e Capodanno con Vueling: nuove rotte in arrivo

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Le feste diventano più economiche se si decolla con Vueling, che pensa ai potenziali viaggiatori per il prossimo Natale e Capodanno. Con 7 collegamenti straordinari, più le 26 rotte che abitualmente partono dalla Capitale in inverno, aggiungerà fino a 1.370.000 posti. Dal 4 all’8 dicembre, poi, il Ponte dell’Immacolata sarà speciale con l’opportunità di raggiungere Palma di Maiorca con una tratta speciale, garantita in tale occasione.

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Street View conquista la Giordania: Petra e i suoi tesori su Google Maps

Mentre granelli di sabbia rossastra volteggiano nell’aria e brillano al sole come piccoli gioielli dorati, Petra si mostra in tutta la sua incredibile bellezza. Non è un caso che sia patrimonio mondiale dell’Unesco e che al suo interno conservi almeno altri 30 siti da tenere in considerazione. Il suo incredibile fascino, però non è una novità, la vera notizia interessante è che finalmente è disponibile su Google Street View, segnando un passo molto importante nella storia del Paese. La stessa Regina Rania Al Abdullah di Giordania si è mostrata entusiasta per la notizia, ringraziando personalmente Google, attraverso un post ufficiale. Commento che ha postato sui social ed è diventato ben presto virale.

Perché l’inserimento su Street View è così importante

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Oltre 30 siti storici oggi possono essere esplorati online, scoprendo anche da lontano questo tesoro del Medio Oriente. Un modo per favorire il turismo, in un momento delicato a livello mondiale come questo e verso una destinazione che pur essendo tranquilla, si trova circondata da Paesi instabili politicamente.

La Giordania è il tempio di grandi civiltà del passato, lo si può notare dai reperti ancora oggi presenti, ma è pure culla di storia e paesaggi particolari e di qualche mito. Oggi si scoprono ancora le tracce della Via della Seta che collegava le regioni del commercio mondiale, i turisti raggiungono città antiche come Gerasa, di origini romane e Petra, fondata dai Nabatei. Non dimentichiamo poi il Monte Nebo e il fiume Giordano che rappresentano esempi unici di quanto questa terra nasconda al suo interno. Discorso a parte merita il Wadi Rum, più volte location di film di fama internazionale. Qui, di recente, è stato girato pure “The Martian”, il nuovo successo nelle sale di tutto il mondo. Con l’arrivo di Google Street View, chi ama questo Paese e vuole saperne di può, può iniziare osservando online il patrimonio storico unico nel suo genere.

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La Giordania che resta un ponte di mediazione tra i Paesi del Medio Oriente, va preservato ma anche scoperto e vissuto e durante un viaggio la sua cucina è in grado di deliziare il palato dei visitatori.

Petra, poi, è la sua perla più importante. La città rosa circondata da gole di montagna, sembra raccontare ancora di quando era un fiorente centro di commercio, circondato da enormi pareti rocciose di arenaria. Da quando qui ha visto la luce il film “Indiana Jones e l’ultima crociata”, con Harrison Ford e Sean Connery, è persino più nota. Adesso, anche da lontano sarà possibile fare un balzo indietro nel tempo, vedendone virtualmente le tombe, i siti e l’anfiteatro, che coprono una superficie pari a quella di Lower Manhattan. E poi magari pensare a prenotare un viaggio.

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Gerasa, invece, resta il secondo sito più visitato del paese ed è un grande esempio di architettura romana ben conservata. Basterà un clic per avere l’impressione di camminare tra le rovine e i templi. C’è poi il Monte Nebo, a 10 chilometri a ovest  della città romano-bizantina di Madaba e in quest’ultima città c’è da vedere una mappa mosaico sul pavimento unica. Ancora, si può concludere il giro con un tour del Mar Morto, nel punto più basso della Terra o tra castelli nel mezzo del deserto come Al Karak, fino ad arrivare al castello di Ajlun, costruito da Saladino, senza dimenticare poi i castelli del deserto Umayyad, come Qasr Amra e Qasr Al Kharana. Basta visitare g.co/Jordanhighlights e iniziare il giro.

 

 

Una notte in un castello: idee romantiche vicino Merano

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Regni di fate, principesse e amori struggenti, per le donne che ancora sentono riecheggiare nelle orecchie i racconti e le favole della buonanotte a tema. Teatri di storia scritta sui libri, di architetture spettacolari e di intrighi leggendari, per chi è meno sognatore ma adora i misteri che si nascondono dietro alle fortezze. Anche i dintorni di Merano conservano degli splendidi castelli dove si può dormire qualche notte, osservando fuori paesaggi imbiancati e panorami a perdita d’occhio. In Alto Adige il desiderio di un soggiorno diverso dal solito in una location differente dal classico albergo, può diventare realtà e sono almeno quattro gli antichi manieri più richiesti dove organizzare una vacanza.

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Perché i parchi di Parigi sono i più belli del mondo

Un piccolo giro fra i parchi di Parigi che amo di più. Per ritrovare la pace che oggi pare introvabile.

Scelgo in questi giorni di forzata paralisi intellettuale, di buttare giù un articolo che avevo insieme a mille altri in un cassetto di splendidi ricordi. Scrivo e pubblico perché mi sento comunque ferito e rabbioso, inutile e ricattato, costretto a seguire con morbosa attenzione media e social, ritardando la vita ed i progetti.

Così mi sfogo o almeno ci provo, facendo l’unica cosa che davvero posso fare per omaggiare una città che amo visceralmente e mi affido alla macchina da scrivere del tempo. Quella che mi permette di tornare con la mia famiglia, nella “nostra” Parigi solo pochi mesi fa. A passeggio primaverile nei suoi parchi meravigliosi. Indiscutibilmente, i più belli del mondo.

E vi dimostro perché.

Parigi è una di quelle città (che io conto in una mano, forse due) dove, quando ti svegli al mattino e non devi lavorare, hai solo l’imbarazzo, per non dire impotenza, della scelta di cosa andare a fare o vedere. Tale è la bellezza imponente della città e la ricchezza del suo patrimonio artistico, culturale, commerciale e d’intrattenimento che molto spesso si limitano le visite ai suoi parchi. Di norma scegliendone un paio, magari fra i giardini più battuti.

La fortuna di viaggiare (certo in una città che frequentiamo spesso) con i propri figli piccoli ti permette invece di affrontare subito questo incredibile aspetto di Parigi. Ogni giorno puoi perderti in una cornice verde e rigogliosa diversa, con scenari unici che ti permetteranno sempre di respirare la Grandeur Parisienne. Andiamo a caccia allora, di verde, di profumi, di pace e di speranza.

Jardin D’Acclimatation (Jardin Zoologique d’Aclimatation)

Jardin D’Acclimatation e Fondation Luis Vuitton,

E’ il primo di cui voglio parlare, perché è sicuramente molto curioso. Pur essendo il più antico parco d’attrazioni di Francia (inaugurato nel 1860, alla presenza di Napoleone III), rappresenta anche la modernità, l’esotismo botanico e la contemporaneità della natura metropolitana parigina.

Inoltre non sarà certo la prima tappa che sceglierete a Parigi, perché non è proprio “di strada”. Si trova infatti all’interno (confine nord) dell’enorme Bois di Boulogne, Il Bosco di Boulogne, uno dei più vasti e più amati dai cittadini, ex-riserva di caccia dei Re di Francia, che si estende tra Boulogne-Billancourt e Neuilly-sur-Seine. Appena fuori dall’anello principale (Boulevard Peripherique) della città.  Tuttavia raggiungerlo è facilissimo, come quasi tutto quello che si trova verso l’esterno del grande centro convulso.

Il Giardino d’acclimatazione con un’estensione di circa 20 ettari, si compone di varie e diverse aree giochi e ricreative, da numerose specie di alberi ed insolite vegetazioni. Non è pubblico, bensì con un complicatissimo ma utilissimo sistema ventaglio di scelte (tipico francese) per la tariffa che preferite.

Non manca nulla. Giostre, giochi acrobatici, specchi deformanti, poi il trenino elettrico, il ruscello da ridiscendere con le piccole barchette, il teatrino, il centro equestre.. Perfino i dromedari (che in effetti fanno un po’ pena insieme agli immancabili pony). Si capisce perché sia un paradiso per i bambini.

Quello che però colpisce, lo dico da non estimatore particolare di parchi giochi e affini, è l’ordine e la pulizia che regnano sovrani in questa immensa macchia verde azzurra. Anche i caffè sono perfetti. “Svedesi” oserei dire.

Giardino d'Acclimatazione a Parigi

Persino i carretti dei gelati o dei panini sono di un’eleganza contestuale. Paragonateli ai nostri inquietanti camion-bar…C’è anche una fattoria in stile normanno con tanto di pecore, galline e conigli, oltre alle api che producono un miele 100% parigino e che può essere acquistato all’interno della boutique principale.

Da una decina d’anni poi, l’antichissimo giardino ospita al suo interno la modernissima e sfavillante Fondazione Luis Vuitton, che non può fare a meno di attirarti mentre cammini scrutandola fra gli alberi come farebbe un astronauta che si avvicina ad una nave stellare aliena.

Il contrasto tra questi due mondi, ancorché uniti da un geometrico ordine asimettrico, produce quella particolare sensazione di stupore e sospensione dalla propria dimensione frenetica del quotidiano. Sì, in questo parco, io ho avvertito nitidamente una piccola catarsi. E tornare a casa diventa quasi un ritorno alla realtà.

Fondation Louis Vuitton e Jardin D’Acclimatation

 

Parc Monceau 

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Forse il mio preferito in assoluto. Ci puoi incontrare gli innamorati di Peynet. Evocare i dipinti di Monet. Raccoglierti all’ombra di un meraviglioso albero secolare a leggere Flaubert, Hugo o meglio ancora Proust.

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Manca solo #Peynet. #WeParis

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Un parco pubblico, molto proporzionato (né immenso, né minuscolo), nella zona dell’Arc de Triomphe verso nord/ovest. Ci si entra attraverso le due grandi porte realizzate da Gabriel Davioud in ferro battuto e decorate con ornamenti dorati, dal sapore quasi viennese. Ma, come dicevo sopra, per me è soprattutto il parco degli innamorati e degli impressionisti.

Il giardino è abbellito anche da un gran numero di statue in marmo di famosi personaggi francesi, soprattutto scrittori e musicisti, tra cui Guy de Maupassant, Frédéric Chopin, Charles Gounod, Ambroise Thomas, Alfred de Musset, e Edouard Pailleron.

Parc Monceau Paris

Il vero tesoro di Parco Monceau è però quello rappresentato dai suoi rigogliosi alberi secolari e fiori di ogni tipo. Curatissimi, eleganti eppure anarchici nella disposizione (come piacciono a me), essi creano quell’ordine incomprensibile della Natura, per cui dimensioni e colori si sposano con il cielo e le nuvole di Parigi in cornici uniche, offrendo ad ogni sguardo, un quadro indimenticabile.

Sempre all’interno del parco c’è anche spazio per elementi architettonici “vezzosi”, come le Naumachie, una grande vasca ovale circondata da un colonnato semicircolare in stile corinzio.

Ci sono infine il Pavillon de Chartres, un colonnato a pianta rotonda costruito da Claude-Nicolas Ledoux ed una piccola piramide dal fascino esoterico, una giostra antica e splendidi palazzi eleganti che si affacciano quali testimoni muti di tanta bellezza.

 

Jardin des Plantes

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Il paradiso dei fiori. Monumentale quanto antico Orto Botanico, il più grande di Francia. Centralissimo, praticamente sulla Senna, all’altezza di Pont D’Austerlitz.

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Il Giardino delle Piante fa parte del Museo di Storia Naturale, infatti, contiene quattro gallerie: il Museo della Mineralogia, il Museo dell’Entomologia, il Museo della Paleontologia e la Grande Galerie de l’Évolution, dedicata all’evoluzione della vita sulla Terra e all’influenza dell’uomo sul pianeta. Ovviamente rimanendo all’esterno, verrete prima di tutto sedotti dai fiori e dai colori, nel classico stile all’italiana di architettura da giardini.

I contro viali vi permettono di rilassarvi, ed uscire dal rimbambimento di petali e profumi. Giostre e caffè dilateranno il vostro relax.

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Ci sono poi numerose serre con piante esotiche, la scuola di botanica, il giardino alpino con oltre 2000 specie di piante di montagna, il giardino ecologico, il giardino delle rose, il giardino delle peonie, il giardino dell’Iris e un fantastico labirinto realizzato nel XVIII secolo.

 

Jardin du Luxembourg (Giardini del Lussemburgo)

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Fra i più famosi parchi di Parigi. Quasi un’istituzione insieme alle Tuileries, non potevo esimermi da un passaggio anche qui, in uno dei simboli della bellezza parigina. Chiudo con lui, sebbene manchino all’appello tante altre perle (Trocadero, Champ de Mars, Parc de la Villette..ecc.). A me basta quasi il jardin du Palais Royal per restare inebriato.

Torniamo al nostro parco. Situato tra Saint-Germain e Montparnasse, quindi molto centrale, il parco del Palazzo del Lussemburgo è gigantesco. Tra i più grandi di Parigi. La sua magnificenza ti fa quasi inchinare.

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Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il grande giardino pubblico, è costellato da opere d’arte, statue e monumenti come la celebre Fontana dei Medici, con la sua lunga vasca lucente di magici specchi d’acqua e gli alberi ai lati che si conclude in un’edicola.

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C’è anche la Statua della Libertà realizzata da Frédéric Bartholdi, riproduzione dell’originale donata agli Stati Uniti, il busto di Charles Baudelaire, la statua di Beethoven, la Fontana dell’Osservatorio e tantissime altre riproduzioni di personaggi famosi.

Luxembourg Paris

Inoltre, il Senato francese è ospitato nel Palazzo del Lussemburgo. Ripreso da Palazzo Pitti a Firenze (per l’uso del bugnato). Una gemma del barocco francese in mezzo al verde che offre l’idea (consueta, va detto, a Parigi) di trovarsi in una giardino aristocratico, per non dire “di Corte”. Così tendi a camminare con una certa nobiltà…

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Luxembourg Paris

Si tratta di un affascinante rischio difficile in cui non scivolare a Paris: una scena che abbiamo già raccontato a proposito degli impressionisti. Una sorta di sindrome di Stendhal della Bellezza.

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Tuttavia la folla eterogenea di ragazzi, turisti, parigini, bambini ti riporta subito coi “piedi per terra”(o dentro un ritratto di Renoir!).  Per non parlare dei settori predisposti per il divertimento dei più piccoli, che diventano veri e propri pollai umani, sempre tuttavia ben circoscritti nel proprio spazio di sicurezza.

E che dire della “bocciofila”? Non è una tela perfetta e strappalacrime di fine ‘800?

Un capitolo a parte lo meritano poi alcuni elementi tradizionali di questi parchi, che io personalmente trovo deliziosi ed emblematici per dimostrare la loro supremazia mondiale.

Parlo degli arredi.

Semplici tocchi di classe francese per strumenti d’utilizzo quotidiano.

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Lasciamo perdere le mille pigre panchine. Quelle di una volta. Comode.

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Ma avete mai visto le sedie? In ferro battuto, mobili. Che vi potete portare dove vi pare. Quanto durerebbero a Roma o a Milano?

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Certo, qui i parchi hanno regole ed orari precisi. Ma il grado di rispetto e cura è dato prima di tutto da chi li frequenta.

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E basta un piccolo angolo di verde nel cuore della città, per capire meglio questa semplice equazione.

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come non amarla? #WeParis

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Gli scali minori e il meridione, dimenticati dai voli?

 

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Le compagnie aeree, sia le low cost che spesso quelle di bandiera, diminuiscono il numero dei voli verso le isole minori e, in generale, verso il meridione. Da qualche tempo a questa parte, addirittura, qualche vettore a basso costo ha proprio deciso di abbandonare. Questo potrebbe essere il caso di EasyJet con la Sicilia o di Blue Panorama. Senza contare che la Wind Jet che un tempo faceva volare gli abitanti della Trinacria a prezzi vantaggiosi, è da tempo fallita.

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