La Roma spiegata a mio figlio, un libro per riscoprire le radici del calcio di una volta

La Roma spiegata a mio figlio è la storia di una squadra (e di tutto il calcio italiano) attraverso le sue fasi più belle

Annunci

La storia della squadra della Roma come è iniziata? Quando i suoi giocatori ne hanno cominciato a scrivere le prime storiche vittorie e quando è balzata agli onori della cronaca, per il talento di un gruppo intero di calciatori? Queste e altre curiosità sono tutte racchiuse all’interno del volumetto che sarà presentato il prossimo 9 marzo a Roma, in Via dei Banchi Vecchi 57 presso la libreria ODRADEK. Alle ore 17, gli autori Cristiano Sagramola e Lorenzo Contucci con Francesca della Torre parleranno de La Roma spiegata a mio figlio, testo nato dall’idea di far conoscere ai giovani tifosi giallorossi le vere radici del calcio italiano, quando era lontano dagli interessi di mercato. Tra le pagine gli aneddoti più divertenti, le partite indimenticabili e i nomi dei campioni più noti. A raccontarli al meglio, anche due luminari del Football, i professori Windsor e Newton, ad accompagnare il lettore tra le righe e a mostrare com’era il calcio dei primordi, quando le squadre erano pochissime e la Roma ancora non esisteva.

La nascita di un mito

Il libro è pensato per gli appassionati più giovani, ma anche per tutti coloro che amano la Roma e il calcio in generale. Presentato in una forma immediata, potrà far scoprire aneddoti dimenticati che sono da sempre l’eredità più preziosa di questo bellissimo sport.118 pagine a colori, con più di cento tra disegni, vignette ed elaborazioni grafiche, al costo di 18 euro, con un 50 per cento dei proventi devoluti in beneficenza. In particolare, Lorenzo Contucci si occuperà di donare la sua quota all’associazione Davide Ciavattini per la ricerca e la cura dei tumori e delle leucemie infantili presso l’Ospedale Bambin Gesù.

 

 

Rione Ponte e i suoi abitanti: grande successo per la mostra che racconta l’anima di un quartiere

Non poteva che conquistare il quartiere ed incuriosire i visitatori, una mostra in grado di far rivivere il passato attraverso l’arte e il ricordo. Rione Ponte e i suoi abitanti, è stata prorogata fino al prossimo 22 giugno e, probabilmente, è una sorta di progetto pilota che sarà riproposto negli anni con nuova formula ma medesima essenza.

Un piccolo grande evento

Si tratta di una installazione momentanea ad entrata libera, tranne il Museo D’Arte Sacra di San Giovanni dei Fiorentini, dove è richiesta un’offerta minima di tre euro a persona per osservare sia le opere d’arte presenti (attribuite ad artisti come Michelangelo e Zuccari) che i capolavori degli artigiani che hanno fatto la storia del Rione.

Il nome

Deriva da Ponte Sant’Angelo ed è il luogo dove arrivavano i pellegrini pronti a fermarsi al Vaticano. L’economia della zona, di conseguenza, era molto florida e legata particolarmente alla produzione nelle botteghe artistiche presenti, in minore misura, anche oggi. Nel frattempo, furono costruiti grandi palazzi di famiglie aristocratiche e mercantili e la tradizione è proseguita anche durante le due guerre che hanno impoverito e messo a dura prova la resistenza dei residenti.

Con la mostra si scopre il meglio del Rione. Il Museo di Arte Sacra di San Giovanni dei Fiorentini, P.zza dell’Oro 1, presenta la collezione “permanente” (di Giovan Lorenzo Bernini, Michelangelo, Zuccari, Piero da Vinci, ErcoleFerrata, Raffaellino, Giovanni Maria Bottala, Pompeo Batoni edai preziosi reliquiari a braccio e ostensori…) e sono esposte tutte le opere dell’evento, da quelle della Bottega Mortet a quelle di Cristiana Perali, fino al Maestro Ferdinando Codognotto e all’antiquario Comm.re Mario Prili. Ancora, l’Accademia di Costume e di Moda espone sia costumi in stile anni 50 che opere contemporanee e il negozio antiquario di Alessandro Melmeluzzi permette di vedere alcune divise ed oggetti della seconda guerra mondiale. Ancora, Alberto Quadri – Antiquariato. Quadri e Lanzi presenta un’opera lignea da lui realizzata: il modello in scala della Facciata della Chiesa di San Salvatore in Lauro.

Le altre location che hanno fatto parte del progetto nei primi giorni anche l’Oratorio dei Fiorentini (Via Acciaioli 4) dedicato a San Filippo Neri (Parroco e fondatore della Congregazione dell’Oratorio) con le immagini inedite provenienti dall’Archivio storico dei F.lli Alinari e da collezioni private che ripercorrono la storia umana ed artigianale e di questo Rione, l’Oratorio e la Galleria Sinopia di Raffaella Lupi (Via dei Banchi Nuovi 21b).

Gli orari di apertura del museo sono il martedì, mercoledì, giovedi e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il sabato dalle ore 10 alle 13 con chiusura domenica e lunedì.