11mila fari pronti a diventare strutture ricettive per turisti

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Ha sempre avuto qualcosa di romantico la possibilità di dormire in un faro ed ecco perché una vacanza del genere tende ad attirare coppie ed animi solitari, nonché artisti che guardando il mare infrangersi tra gli scogli trovano ispirazione ed emozioni. La bella notizia che a breve aumenteranno le proposte di soggiorno di questo tipo, visto che il Demanio italiano ha deciso di dare in concessione ben 11mila fari. Tutti saranno convertiti in strutture ricettive.

L’operazione in questione si chiama Valore-Paese Fari e tra gli esempi di particolare pregio in tal senso, ci sarà pure quello di Capo Grosso a Levanzo che insieme agli altri sarà passato in gestione a privati, per assumere la nuova veste di hotel di charme, ostello o residenza a tema. In qualche caso, addirittura, si sta pensando a trasformarne qualcuno in dimora ad uso religioso o comunque spirituale. La durata della gestione sarà variabile ma non supererà comunque il mezzo secolo. I progetti turistici presentati dovranno avere, invece, un certo valore economico di importanza per tutto il territorio e potenzialmente attirare turismo pure dall’estero.

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Tra i fari in dismissione e pronti al totale restyling ci sono tra gli altri: il Faro di Brucoli e di Murro di Porco (Siracusa), quello di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo (Trapani), di Punta Cavazzi a Ustica, di Capo d’Orso a Maiori (Salerno), di Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli) e a quello di San Domino alle Isole Tremiti (Foggia). Ancora, ce ne saranno quattro  messi a disposizione dal ministero della  Difesa, due sull’Isola del Giglio, Punta del Fenaio e Capel Rosso, uno alle Isole Formiche (Grosseto) e quello di Capo Rizzuto (Crotone).

La gara di concessione delle strutture è già scattata, dopo una fase di consultazione pubblica e dal 2016 si passerà alla chiusura e alla ristrutturazione. Secondo l’agenzia, il ritorno economico dovrebbe riguardare una cifra compresa tra i 700mila e gli 800mila euro all’anno. Una operazione che fino ad oggi è andata a buon fine nel caso di Capo Spartivento, in Sardegna, trasformato in resort di lusso, per cui il Demanio incassa un canone di concessione di 100.000 euro l’anno.

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