Rotte di Finlandia tra Kimito e Bengtskär

VisitFinland

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Seguite il nostro viaggio attraverso la bellezza del Grande Nord. Un’esperienza unica sull’arcipelago finlandese. Un’autentica evasione nella pace, nel silenzio e nel frizzante clima del mar Baltico.

La Finlandia è una terra che affascina, solo pronunciandola. Quando ho scoperto la proposta di VisitFinland per il blogtrip2013 estivo, sono subito saltato a bordo. E’ stato un vero onore rappresentare l’Italia e Travelblog.Outdoors in Archipelago: Kimitoph2

Fra le varie opzioni, ho scelto Outdoors in Archipelago, perché desideravo conoscere da vicino la mistica separazione dall’Europa convulsa e agitata dell’estate per perdermi fra le mille isole dell’immenso arcipelago finlandese.

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Per cominciare il tour di #VisitFinland, dopo essere atterrato ad Helsinki, ho dovuto prendere una serie di pullman per raggiungere l’isola di Kimito ad est del paese, nella regione del Varsinais-Suomi. In effetti per muoversi in Finlandia, l’ideale resta la macchina.

Sistemato nella deliziosa casa-laboratorio (ceramiche) di Ceracon, accolto dalla squisita Britt-Marie, ho cominciato a muovermi nei dintorni, in bicicletta e in barca. In mezzo ad una natura incontaminata.

Paesaggi sospesi verde-azzurro

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Il silenzio e la solitudine che ti circondano diventano subito compagni di viaggio su questi panorami perfetti, dove cielo, acqua ed alberi sembrano incorniciare l’orizzonte.

Qui a Taalintehdas (Dalsbruk in svedese) ci si può addentrare in un meraviglioso paesaggio sospeso sull’acqua. Un sentiero che attraversa la laguna grazie a lungo ponticello di legno permette di camminare realmente sullo specchio d’acqua e fitta vegetazione.

La Finlandia è verde e azzurra. Soprattutto in questa stagione. La temperatura invita a rimanere fuori tutto il giorno, fino a tarda sera, con la luce del sole che si placa solo intorno alle dieci e mezza.
Il tramonto colora i confini confusi, mentre le barche a vela nei piccoli porti fanno suonare gentilmente le proprie campane al vento leggero. Il desiderio di avventurarsi fuori, fra le mille isole cresce come la marea.

In mare

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Un semplice gozzo a remi è l’ideale appagare questo sogno. Ed è semplicemente meraviglioso uscire in mare per scegliere il proprio isolotto preferito, ovviamente disabitato, per sentirsi novelli Robinson Crusoe e darsi ad una timida pesca nella pace di una scogliera solitaria.

Ovviamente occorre pazienza e determinazione per prendere qualcosa. Ma non dispero. In paese c’è un ottimo mercato del pesce. Con salmone già marinato. La vera fatica è abbandonare la propria isola, adagiata sul mare che scintilla. Dove vorresti restare a vivere per un po’…

Le nuvole basse sembrano ricamare le ombre bianche dell’arcipelago, che invita a giocare con ogni profilo, indovinando le case sperdute sulle terre emerse, o in mezzo al bosco, nascoste in questo remoto paradiso naturale del nord.

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Gita al faro

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Per chi ama i fari, è una tappa fondamentale nell’Europa del Nord. Bengtskär nel Golfo della Finlandia, distante circa 25 km da Hanko e situata sulla punta dell’arcipelago sud-occidentale finlandese.

Del mio splendido tour in Finlandia, è una delle giornate che ricordo con più nostalgia. La gita al faro di Bengtskär, partendo da Kasnäs e passando per Rosala, è stata sicuramente una delle esperienze più gratificanti del viaggio.

Bengtskär si trova sulla piccola isola (più uno scoglio che un’isola) rocciosa omonima appartenente al comune di Dragsfjärd. Tra le più meridionali delle isole finlandesi. Per raggiungerlo ci vuole un po’ a bordo di un battello.

Il faro spunta subito all’orizzonte, ma sembra che non si arrivi mai. Anche perché occorre esperienza per navigare nell’Archipelago. Le rocce affiorano ovunque, in un panorama davvero incredibile.

Cenni storici e curiosità

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Bengtskär ha una storia relativamente “recente”, ma importante. Nel 1906 si decise di costruire un faro che fosse d’aiuto appunto alle navi nelle acque dell’arcipelago. 52 m di altezza, il faro più alto dell’intera Fennoscandia.

La costruzione è una vera impresa, riuscita grazie ad un gruppo di volenterosi abitanti della zona che utilizzano il granito dell’isola, tagliando gli enormi blocchi direttamente sul posto e vivendo lì, sullo scoglio aguzzo.

Ovviamente il faro viene “preso di mira” dalle forze nemiche. Durante la prima guerra mondiale viene bombardato dalla flotta dell’impero Germanico che vuole costringere le navi russe, che presidiavano la zona, ad un combattimento in mare aperto, mai avvenuto.

Il periodo tra le due guerre è quindi il più florido per la vita del faro, con ben cinque sono le famiglie che abitano l’isolotto, per un totale di 21 figli e perfino una maestra per l’istruzione. Luce alimentata a petrolio, portato in cima ai 252 scalini a forza di braccia. Oggi tutto è visitabile nei piani interni.

Salendo la scala a chiocciola, si raggiunge la sommità. Dove un tempo un corno di ben 7 metri di lunghezza, funzionante a vapore, produceva la luce ed un suono fragoroso udibile ad oltre 40 km di distanza. Ora sono le due lampade a riflettere il grosso fanale girevole.

Il faro è stato poi gravemente danneggiato durante la guerra di continuazione combattuta dalla Finlandia contro l’Armata Rossa dal 1941 al 1944. Ma dopo un’opera di restauro, il faro è stato aperto al pubblico nel 1996 per i 90 anni della sua esistenza.

I sovietici tentano di conquistare l’isola cannoneggiandola e accerchiandola. Ma i finlandesi resistono e le unità sovietiche si ritirano.

Poetiche leggende locali

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Ci si poteva dormire fino a poco tempo fa, ma comunque si celebrano matrimoni, ed una vera tappa turistica molto frequentata.

Il nome dell’isola prende il nome da tale Bengt, di cui si narra che sia naufragato nell’isola, e successivamente derubato e ucciso dagli abitanti dell’isola stessa. Il faro conserva un fascino oscuro assolutamente unico. Per veri poeti.

Al rientro, poi ci si gode il ritorno accogliente fra le casette stile plastico, che galleggiano quasi, sulle acque sempre più calme dell’Archipelago. Ah, c’è anche la pagina Facebook del faro. #VisitFinland non finisce di stupire.

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Testo e foto © By RondoneR

Già su travelblog.it: Kimito e Bengtskär

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