Tel Aviv e Gerusalemme: Capitale di Stato e Capitale delle Religioni.

Racconti e ricordi di viaggio. Tel Aviv e Gerusalemme.

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Tel Aviv: il moderno cuore d’Israele e la sua antica memoria

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Il nostro blog tour in Israele comincia da Tel Aviv, la capitale. La parte laica e mondana, moderna e indipendente, piena di vita e di voglia di interagire, come ci ha spiegato la blogger star Ido Kenan con cui abbiamo cenato la prima sera.

In effetti Tel Aviv ha anche un’altra faccia, anzi proprio un’altra città accanto alla quale poi essa è sorta ed è cresciuta dalla sabbia in nemmeno mezzo secolo. Stiamo parlando della “vecchia” Jaffa, dalla quale siamo partiti proprio con la prima squisita cena e al mattino dopo, di buon’ora, per scoprire i suoi affascinanti meandri.

Il Flea Market è un frequentatissimo mercato artigianale fatto veramente con tutto quello che si può trovare e perdere nella vita. In questa zona si possono comprare pezzi d’antiquariato, tappeti pregiati sdraiati serenamente sulla strada ma anche scarpe usate e vecchi telecomandi.

Addentrandoci nella cittadella, in perenne fase di restauro e riqualificazione (dagli artisti di un tempo ora arrivano ricchi appaltatori), dove i nomi delle strade sono segni zodiacali su belle maioliche blu, siamo stati gentilmente condotti dalla nostra ottima guida Uri Bar-El, a visitare il bizzarro museo casa di Ilana Goor.

Un posto veramente incredibile. Un piccolo castello incastonato nell’antica città, ricco di opere d’arte dell’eclettica artista, che vive in questa casa resa museo anche per i tesori raccolti dai sui infiniti viaggi in giro per il mondo.

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Il volto contemporaneo di Tel Aviv

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Dopo pranzo abbiamo cambiato completamente scenario e orizzonti marini, per passeggiare nella Tel Aviv giovane e moderna, passando da Neve Tzedek, Sheinkin Street fino al ricco e pulsante Rothschild Boulevard, dove il conflitto tra lo stile protetto delle case Bauhaus e i nuovi grattacieli della skyline di TLV è solo apparente.

In serata non potevamo saltare la lunga notte sulla spiaggia e nei locali di questa città che non dorme mai. La nostra piccola delegazione di blogger (#israeletour12 su Twitter) si è avventurata sull’affascinante e curatissimo lungo mare per cenare al Boya, quindi una guida notturna, Doron Orer, della Tel Aviv Tourist Association ci ha iniziato ai piaceri della nightlife di Tel Aviv. Ci sono locali di tutti i tipi. Per ogni esigenza. La noia non esiste.

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Gerusalemme: Capitale mondiale della Fede.

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L’avevo lasciata alla fine. Gerusalemme. Dove abbiamo passato le ultime giornate del meraviglioso Israele Blog Tour. Ed ora, guardando quello che ancora succede tra Gaza e il resto d’Israele, mancano quasi le parole.

E’ la seconda volta che capito a Gerusalemme. Una città di cui mi sono subito innamorato. Che ho sentito subito parte di me. Come se l’avessi sempre conosciuta. Come se la sua Storia ti appartenesse geneticamente. Come ti può succedere solo ad Istanbul, (parzialmente ad Atene), ed ovviamente a Roma (forse anche a Il Cairo, ma non ci sono mai stato). Ci metto anche Venezia, ma per ragioni diverse.

Non posso negare che la sua bellezza ed il suo fascino non siano anche collegati da questo strano clima di instabilità che si avverte passeggiando dentro le sue antiche mura, o avventurandosi fuori, per vederla da lontano ed ammirarne la grandezza.

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Capitale di Fede, controsensi e conflitti

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E’ come se Gerusalemme fosse sempre in guerra, comunque senza una vera pace, eppure sempre viva e inebriante. Una capitale di controsensi e conflitti, di Storia e di Fede. Di ansia e desiderio. Voglia di rimanere, nonostante (o anche per questo) a volte, si abbia paura.

Non voglio nemmeno negare che questa sensazione d’irrisolto sia pericolosa. Che la casba babelica dei mercati aperti e chiusi a seconda del giorno della settimana, del quartiere, dell’incrocio fra due vicoli, ti faccia vacillare; che la massa dei turisti, mischiata ai pellegrini, più o meno afflitti da sindrome credibile di credenti ortodossi, ai mercanti, ai soldati, ai residenti poliglotti, conduca ad una forma di assuefazione e stordimento.

Ma basta una sera profumata, di spezie e di incensi, mentre campane e muezzin riecheggiano soavemente, un succo di melograno, ed il tuo scorcio preferito. Che sia sulla convulsa via Dolorosa, dalla spianata della Cupola della Roccia a mezzogiorno, dai tetti o dai bastioni al crepuscolo, dalla Torre di David o dal Monte degli Ulivi al mattino, dalla Chiesa della Dormizione o dalla Basilica del Santo Sepolcro all’alba. E ti sentirai nel ventre del mondo dell’uomo. Respirando la Storia dell’umanità e dei suoi dei.

Sulle orme di una profonda spiritualità

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Non saprei nemmeno come fare ordine nei nostri (e nei miei personalissimi) giri della città. Non credo che vi occorra leggere ancora una volta di come sia divisa al suo interno, delle sue nobili Porte, ognuna ricca di aneddoti e leggende.

Quello che posso provare con presunzione ed ignoranza a suggerire è di parlare con la gente del luogo. Non abbiate paura a chiedere le originali storie di ogni incredibile “prossimo” che incontrerete a Gerusalemme. Vi renderete conto che i tessuti, le famiglie e le amicizie vanno supremamente oltre gli orrendi muri moderni che ghettizzano territori e bandiere.

Potrete mangiare e bere gomito a gomito con quelli che dovrebbero, secondo le illogiche strategie politiche, viste magari da lontano, essere nemici atavici. Verrete accompagnati “oltre i confini” tra guardie e contrabbandieri di ricordi. Di verità private. Custodite nei dialetti locali.

Non abbiate paura di chiedere di Betlemme, anche se le vostre guide ve la nascondono. Non abbiate paura di toccare il Muro Occidentale per poi salire sulla spianata per ammirare da vicino Al-Alqsa, che sarà senz’altro la protagonista principale delle vostre foto. Non dimenticate di visitare lo Yad Vashem e preparatevi a tremare, in quel caso.

Camminate dove ha camminato Gesù. Toccate le sue impronte. Accarezzate gli ulivi millenari dell’Orto di Getsemani. Seguite e rispettate le usanze greco-ortodosse, scoprite la chiesa russa, le tradizioni e la discrezione dello Shabbat. Ognuno racchiude un suo percorso, nessuno vi sembrerà fuori posto. Nemmeno noi lo siamo e lo saremo mai. A Gerusalemme.

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Foto © By RondoneR [con la collaborazione di Susanna Picucci]

Già su travelblog.it: Tel Aviv & Gerusalemme

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