Israele le acque e i passi di Erode: Masada, Cesarea e il Mar Morto

La Meraviglia della Natura più bassa del mondo

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Fra le tappe più significative dell’Israele Blog Tour 2012, c’è sicuramente quella nella regione del Mar Morto. Per secoli questa è stata considerata una “terra maledetta” e solo i nuovi insediamenti iniziati negli anni ‘30 sono riusciti a trasformare tale “maledizione del terreno di sale” e dell’acqua salata in una benedizione.

Oggi è una perla ecologica della natura, nota in tutto il mondo, nel cuore della Rift Valley, ed è giustamente considerata una Meraviglia della Natura, anzi, la meraviglia più bassa del Mondo.

Infatti il Mar Morto si trova esattamente nel punto di depressione più profondo del pianeta, ed è praticamente la più grande stazione termale naturale del mondo. Panorami mozzafiato, di deserto e di canyon, circondano le acque azzurre di un mare dal nome assolutamente improprio.

Masada, ritorno all’antica fortezza di Erode

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Prima di fare un tuffo “galleggiante” nell’acqua salata e avvolgente del Mar Morto, comunque, sono tornato a visitare Masada, l’antica fortezza di Erode.

Masada (o Massada, o in ebraico Metzada) è situata su una rocca a 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto (quindi praticamente al livello del mare), nella Giudea sud-orientale, in territorio israeliano a circa 100 km a sud-est di Gerusalemme.

Un’opera imponente, un po’ folle, sicuramente inespugnabile. L’unico punto di accesso era e sarebbe (senza la funivia costruita nel 1998) il ripido sentiero del serpente, che ancora oggi i turisti possono percorrere (consigliato nelle prime ore del mattino, magari in tempo per l’alba, ci vogliono circa 45 minuti).

Il posto è molto famoso anche per la sua storia tragica. Durante la prima guerra giudaica i Romani decisero di assediarla perché alcuni Zeloti (o Sicarii) si erano ritirati lassù senza riconoscere il dominio romano, anche dopo la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Secondo Tempio.

Dopo un assedio di tre anni, i romani riuscirono alla fine a costruire una rampa di accesso per aprire un passaggio nelle mura inaccessibili, ma quando i soldati romani vi entrarono, trovarono una orrenda ecatombe: il suicidio collettivo di quella piccola comunità ebraica.

In effetti ultime ricerche archeologiche fanno supporre che l’assedio sia durato meno di tre anni. I carotaggi effettuati sulla rampa mostrano che la costruzione del sito era durata circa un paio di mesi. E negli scavi sono stati trovati i resti di trenta persone, cosa che potrebbe gettare qualche dubbio sull’epico racconto.

Ma Masada conserva un fascino inespugnabile, che va oltre il simbolo della causa sionista (alcune reclute dell’esercito israeliano vengono condotte qui per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di: “Mai più Masada cadrà!”). Oltre ad essere uno fra i più importanti siti archeologici di Israele, è punto di osservazione spettacolare sulla regione.

Gli orizzonti sono unici. Il giallo del deserto, il rosa dei canyon, il blu del Mar Morto. Davvero si rimane stregati. Forse l’autentico problema moderno è l’invasione del turismo, che con troppa facilità raggiunge questo sito. Una volta inaccessibile…

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Bagnarsi nel Mar Morto

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Comunque, la migliore conclusione dopo una visita del genere è ovviamente il bagno nel Mar Morto. Non avrete che l’imbarazzo della scelta, fra resort, spa, spiagge con fanghi, piscine termali, e negozi che offrono fra le migliori creme per corpo e viso del mercato mondiale a prezzi ragionevoli (attenzione al tax refund però, perché non vi basterà compilare tutto; ricordatevi che in aeroporto dovrete anche mostrare la merce prima di imbarcarla: è un vecchio trucco israeliano!)

Ovviamente, se è la prima volta che fate il bagno nel Mar Morto, ricordatevi le semplici regole da seguire. Mai acqua in bocca o sugli occhi. Scarpette da scogli per il fondale tagliente salino, ed un giornale da sfogliare in acqua, mentre galleggiate, tanto per fare l’esperimento più classico…

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Immergersi a Cesarea

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Antica città-porto d’Israele, fondata da Erode il Grande tra il 25 a.C. e il 13 a.C. sulla costa tra Tel Aviv e Haifa. Nonostante le polemiche per i restauri troppo invadenti ed in alcuni casi deturpanti, il luogo conserva un fascino incontrastato.

Oltre alla bellezza del luogo, e delle tracce ben visibili dei capricci di magnificenza di Erode (anfiteatro, doppio acquedotto, l’arena stadio affacciata sul mare, e l’incredibile ubicazione della villa tra alta marea e sorgente d’acqua dolce), oggi c’è un grande turismo per gli appassionati delle immersioni, che possono visitare sottacqua, gli antichi resti della città.

Tra vino, natura e cultura

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Superata Cesarea, abbiamo fatto tappa fra i vigneti e le cantine della Binyamina Winery, azienda viticoltrice e produttrice di vino israeliano, rigorosamente kosher, dove abbiamo brindato fin troppo durante la squisita degustazione.

Quindi ci siamo riposati fra gli ulivi e gli asinelli di Kfar Kedem, nell’antica Galilea fuori dal tempo, ed infine siamo giunti in serata a Nazareth, dove siamo scesi nella grotta dell’Annunciazione, situata nel piano inferiore della grande (e moderna, progettata da Giovanni Muzio) basilica omonima. Nella notte siamo arrivati nel suggestivo Hagoshrim Kibbutz, dove abbiamo dormito.

La mattina successiva di buon’ora, ci siamo immersi nella verdissima riserva naturale di Tel Dan. Un parco che offre un assaggio dell’Eden, con custodi molto particolari, come la coloratissima salamandra, affatto spaventata dalla nostra visita.

All’interno della riserva, si trova anche il sito archeologico della città biblica di Dan, la più settentrionale del Regno di Israele, che secondo il Libro dei Giudici era conosciuta come Laish prima della conquista da parte della Tribù di Dan. In cima alla collina del sito, abbiamo potuto osservare anche il lato israeliano più a nord, quindi la frontiera con il Libano. I territori sottoposti al Mandato britannico, una storia lunga e contestata, come durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967.

Infine, la giornata si è chiusa con il misticismo soffuso ed il respiro storico di Capernaum e del Monte delle Beatitudini, per “camminare dove camminò Gesù” ed “ascoltare il suo discorso sulla montagna”, ma soprattutto sulla bellezza disarmante del Mare della Galilea. In un tramonto davvero evangelico.

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Foto e video © by RondoneR [con la collaborazione di Susanna Picucci]

Già su travelblog.it:  Mar Morto & Cesarea

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